Cronaca

Cremona capitale di pasticcerie e gelaterie: in 10 anni oltre il 60% in più

Indagine Confcommercio- Istituto Tagliacarne sulla demografia d'impresa: la consistenza dei pubblici esercizi a Cremona tiene meglio che nel resto d'Italia

Lavori in corso per una nuova gelateria in corso Garibaldi: è il comparto cresciuto di più negli ultimi 10 anni a Cremona
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Il settore dei pubblici esercizi sta attraversando una fase di profonda trasformazione. È quanto emerge dall’indagine “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, realizzata da FIPE-Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che fotografa un comparto sempre più centrale per la vita delle città ma chiamato ad affrontare nuovi equilibri tra sostenibilità economica, qualità dell’offerta e vivibilità degli spazi urbani.

Se a livello nazionale il settore ha perso quasi 10.000 imprese negli ultimi dieci anni, con una marcata contrazione dei bar tradizionali compensata solo in parte dalla crescita della ristorazione e dei nuovi format, anche Cremona riflette questa evoluzione. I dati del capoluogo evidenziano infatti una sostanziale tenuta del numero complessivo delle attività, accompagnata però da una significativa ridefinizione dell’offerta, che conferma anche a livello locale i cambiamenti in atto nel comparto.

Dai dati emerge una città in trasformazione più che in arretramento. Nel complesso dei pubblici esercizi considerati -ristorazione con servizio, take away, gelaterie/pasticcerie e bar – Cremona passa da circa 374 attività nel 2015 a 372 nel 2025, con una variazione sostanzialmente stabile: -0,5%.

Il dato medio, però, nasconde dinamiche molto diverse tra i comparti.

La ristorazione con servizio cresce in modo significativo: da 110 a 131 attività, pari a +19%. La crescita è trainata soprattutto dal centro storico, dove l’aumento è del +33,5%.

Molto positivo anche il dato della ristorazione take away, che passa da 38 a 46 attività, con un incremento del +21,4%. In questo caso la crescita più forte si registra fuori dal centro storico, con un +93,1%.

Il comparto più dinamico è quello di gelaterie e pasticcerie, che cresce da 13 a 21 attività, segnando un +61,5%, il miglior risultato percentuale tra le città considerate nell’indagine.

In controtendenza, invece, i bar che scendono da 213 a 174 attività, con una perdita di circa 39 unità e una variazione del -18,3%. Il calo riguarda sia il centro storico sia le altre zone della città.

Nota Metodologica: I dati riportati sono elaborazioni su base FIPE-Confcommercio e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne nell’ambito dell’indagine “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”. L’analisi confronta la consistenza delle imprese attive nei principali comparti dei pubblici esercizi (bar, ristoranti con somministrazione, ristorazione da asporto, gelaterie e pasticcerie) tra il 2015 e il 2025, con riferimento al territorio comunale di Cremona e, ove specificato, alle aree del centro storico e del restante tessuto urbano. Le variazioni sono espresse in termini percentuali rispetto al 2015.

Provincia di Cremona – Numeri
Alcune curiosità sul settore dei pubblici esercizi in provincia (dati Infocamere al 31 marzo 2026) 2.608 imprese registrate operano nel settore della ristorazione in provincia di Cremona, di cui 2.279 attive.

Le imprese femminili rappresentano quasi un’attività su tre (32% del totale), confermando il ruolo sempre più importante dell’imprenditoria femminile nel comparto.

Le imprese straniere incidono per il 22%, mentre quelle giovanili rappresentano il 10% del totale.

Oltre la metà delle imprese (54%) dispone di un capitale sociale fino a 10.000 euro, a testimonianza della prevalenza di realtà imprenditoriali di piccole dimensioni.

Più di un’impresa su due (53%) occupa fino a tre addetti, confermando che il settore è composto prevalentemente da microimprese.

Dal punto di vista delle attività economiche prevalgono i ristoranti (47,5%), seguiti dai bar (41,4%). Il restante 9,5% è rappresentato principalmente dalle attività di catering e da altri servizi di ristorazione.

Quasi 7.000 i lavoratori impiegati in provincia, fatturato complessivo stimato di oltre 417 milioni di euro.

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