Popillia Japonica, Piloni: “In Lombardia è invasione, minaccia all’agricoltura”
Il consigliere regionale del Pd presenta interrogazione per chiedere alla giunta lombarda di fare il punto sulle attività di monitoraggio e contenimento del coleottero
Con l’inizio della stagione di massima diffusione della Popillia Japonica, il coleottero invasivo che minaccia colture agricole, vivai e verde urbano, torna alta l’attenzione sul rischio per il comparto agricolo lombardo. Per questo il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni, che dallo scorso anno ha più volte sollecitato la Regione, ha presentato un’altra interrogazione per chiedere alla giunta lombarda di fare il punto sulle attività di monitoraggio e contenimento e di rafforzare gli strumenti di sostegno alle imprese.
“L’insetto continua a espandersi e ogni anno provoca danni sempre più rilevanti alle produzioni agricole e florovivaistiche” sottolinea Piloni. “È necessario conoscere con precisione lo stato della diffusione, verificare l’efficacia delle misure messe in campo e capire quali ulteriori interventi Regione Lombardia intenda adottare”.
L’interrogazione chiede innanzitutto di conoscere il quadro aggiornato delle attività di monitoraggio svolte dal Servizio fitosanitario regionale, con il numero di controlli e di esemplari catturati provincia per provincia, e se la Regione intenda estendere la sorveglianza anche ai territori oggi meno interessati dalle attività di controllo.
“Serve una strategia sempre più capillare, perché la Popillia Japonica rappresenta ormai una minaccia concreta per centinaia di specie vegetali, dalle colture agricole alle piante ornamentali” spiega ancora il consigliere Dem. “Il monitoraggio deve consentire di anticipare la diffusione dell’insetto e non limitarsi alle aree storicamente più colpite”.
Piloni chiede inoltre un aggiornamento sui risultati delle sperimentazioni condotte con università ed enti di ricerca per valutare l’efficacia delle diverse strategie di lotta, sia biologiche sia agronomiche, e domanda se siano allo studio nuovi strumenti per limitare la deposizione delle uova.
Particolare attenzione è rivolta anche al sostegno economico alle imprese agricole e florovivaistiche. “Le aziende stanno sostenendo costi importanti per prevenire e contenere i danni. Per questo chiediamo che vengano finanziati anche interventi agronomici che hanno già dimostrato di essere efficaci, come la pacciamatura o la copertura dei contenitori con materiale cippato, oggi esclusi dalle spese ammissibili ai contributi regionali. Occorre accompagnare concretamente chi lavora ogni giorno per difendere le produzioni e il patrimonio verde della Lombardia” conclude Piloni.