Cronaca

Maturità “in famiglia”: la storia di Brunella, neodiplomata (insieme al figlio) a 54 anni

La donna ha sostenuto l'esame negli scorsi giorni al Ghisleri di Cremona. Un passato nel commercio, la cura della famiglia e, alla fine, la voglia di rimettersi in gioco

La storia di Brunella
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Ci sono momenti in cui la vita pone davanti ostacoli che sembrano insormontabili: vuoti difficili da colmare, montagne ripidissime da scalare.
In quei casi le opzioni sono due: fermarsi e aspettare, oppure prendere il coraggio a due mani e imboccare la strada più tortuosa per raggiungere il proprio obiettivo. Lo sa bene Brunella Vareschi, un passato nel commercio prima e una lunga dedizione alla famiglia poi.

Oggi, a 54 anni, la donna è tra i diplomati del 2026 all’Istituto Ghislieri di Cremona, al corso serale di Amministrazione, Finanza e Marketing. A spingerla a rimettersi sui libri e affrontare la maturità è stata la mancanza di qualifiche specialistiche, ormai fondamentali per inserirsi nel mondo del lavoro.

“Ho intrapreso questo percorso – racconta – perché mi sono accorta che, dopo aver lavorato 14 anni nel commercio e aver dedicato la mia vita a mio marito e ai miei figli, il mondo del lavoro non mi voleva più. Sono entrata nel mondo dei giovani, che mi ha fatto ringiovanire. Ora ho questo diploma e sono molto orgogliosa di dire che sono diplomata ragioniera“.

Residente a Pontevico e mamma di tre figli, Brunella ha vissuto un’esperienza insolita: uno dei suoi ragazzi ha sostenuto la maturità proprio quest’anno, a Brescia. Da qui è nato un percorso di studio condiviso, fatto di consigli reciproci, ansie da esame e confronti quotidiani.

“Sono molto orgogliosa. Abbiamo scelto lo stesso tema di italiano – ci spiega con gli occhi lucidi – senza sapere nulla l’uno dell’altra. Mio figlio è tornato a casa e mi ha detto: ‘Ho fatto il tema sulla meraviglia’. Io gli ho risposto: ‘Anch’io’. È stato stupendo, mi sono sentita in profonda unione con lui“.

“Anche lui si è diplomato – prosegue – con voti molto alti. Sono fiera di ciò che sta facendo, e lui lo è di me. Ora vogliamo entrare entrambi nel mondo del lavoro, ma probabilmente ci sarà anche l’opportunità di proseguire all’università”.

Un cammino di sacrificio affrontato con il sostegno del marito, che subito dopo l’orale l’ha accolta a casa con un bouquet di rose rosse. Quello di Brunella è un messaggio potente e senza tempo: come insegnava Alberto Manzi nel Dopoguerra, in fondo “non è mai troppo tardi“.

“Ho voluto questo diploma con tutta me stessa – conclude – ed è stato meraviglioso. Credo che nella vita, quando si sente di voler fare qualcosa, bisogna ascoltare il cuore e la propria persona. Ce la si può fare. È stata dura, difficile, ma devo ringraziare mio marito: una persona eccezionale che non mi ha mai fatto mancare nulla e mi ha supportato in tutto e per tutto”.

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