Cronaca

Cremona racconta da Genova la sfida per diventare Capitale Italiana della Cultura 2029

All'UlisseFest, nella splendida Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, il concerto dello Stradivari Vesuvio 1727 promosso da Comune di Cremona, Museo del Violino e Lonely Planet

Le immagini del concerto “Uno Stradivari a Genova”
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Anche da Genova, nella cornice dell’UlisseFest, Cremona valorizza la propria tradizione culturale in chiave contemporanea, una ricchezza che trova la sua naturale espressione nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029.

In questo cammino si posiziona infatti il concerto “Uno Stradivari a Genova”, promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con il Museo del Violino e Lonely Planet e ospitato oggi (venerdì 10 luglio) nella splendida Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.

Per l’occasione, il sindaco Andrea Virgilio, l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona e l’assessore al Turismo Luca Burgazzi, insieme al Direttore Generale del Museo del Violino Virginia Villa e al Conservatore Riccardo Angeloni hanno portato a Genova uno dei simboli più preziosi della città: lo Stradivari “Vesuvio” del 1727, autentico capolavoro di Antonio Stradivari e testimonianza dell’eccellenza della tradizione liutaria cremonese. Un’occasione rara che ha consentito al pubblico di ascoltare dal vivo uno degli strumenti più rappresentativi del patrimonio musicale mondiale.

Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali della sindaca di Genova Silvia Salis e del sindaco di Cremona Andrea Virgilio. Il conservatore del Museo del Violino Riccardo Angeloni ha quindi accompagnato il pubblico in un racconto capace di intrecciare musica, storia e viaggio, ripercorrendo i quasi tre secoli di vita dello Stradivari Vesuvio attraverso gli artisti e le città che ne hanno custodito la voce.

“La partecipazione di Cremona all’UlisseFest – spiega il sindaco di Cremona Andrea Virgilio – rappresenta un’occasione importante per raccontare la nostra città dentro una riflessione più ampia sull’attrattività dei territori. Credo che una città sia davvero attrattiva quando è consapevole della propria identità e sa raccontarla con autenticità, senza inseguire formule artificiali o mode del momento. Cremona è una città di pianura, con i suoi ritmi, la sua storia, il suo sapere artigiano e culturale. È una città capace di unire tradizione e innovazione attraverso la liuteria, il Museo del Violino, le botteghe dei liutai, le istituzioni culturali, le fondazioni, i centri di formazione e ricerca. Senza dimenticare l’enorme valore della musica e della tradizione barocca con il nostro Monteverdi Festival. Portare questo racconto a Genova permette di condividere un grande progetto con cui continuare ad alimentare, nel presente, ma anche nel futuro, questo grande patrimonio: la candidatura di Cremona a Capitale italiana della Cultura 2029, un percorso collettivo che guarda alla cultura come leva di sviluppo, partecipazione, relazione e promozione nazionale e internazionale del territorio. Genova incrocia profondamente la storia musicale di Cremona attraverso la figura di Niccolò Paganini e il suo violino, il “Cannone” di Guarneri del Gesù, costruito a Cremona e custodito a Palazzo Tursi. È un legame simbolico molto forte, che ci ricorda come la musica possa attraversare i territori, unire comunità diverse e diventare una chiave autentica per raccontare l’identità di una città”.

A dare voce allo strumento è stato il violinista Edoardo Zosi, che ha proposto un programma capace di esaltarne tutte le qualità timbriche ed espressive, attraversando pagine di Telemann, Bach, Paganini, Brahms, Kreisler, Respighi e Ysaÿe.

La scelta di Genova come sede dell’evento ha rappresentato anche un forte richiamo al legame che unisce le due città nel segno della grande tradizione liutaria italiana. Se Cremona è la città di Antonio Stradivari e della liuteria riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, Genova è indissolubilmente legata alla figura di Niccolò Paganini e custodisce a Palazzo Tursi il celebre Cannone, il violino realizzato da Guarneri del Gesù. Due città accomunate da una straordinaria eredità musicale e artigianale, che continua a essere tramandata e valorizzata come patrimonio di rilevanza internazionale.

“Il palcoscenico dell’UlisseFest – aggiunge l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona – è per la nostra città un momento molto significativo per raccontarsi partendo dalle nostre tradizioni, testimoniate dallo Stradivari Vesuvio del 1727, uno dei simboli più prestigiosi del patrimonio culturale cittadino. Raccontiamo non solo la Cremona di ieri, ma anche quella di domani, che con tutta la città stiamo costruendo attraverso la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029. Lo facciamo a Genova, grande capitale della cultura italiana che ci onora oggi della sua ospitalità, perché il percorso che abbiamo intrapreso ci permette di condividere una visione della cultura come strumento di partecipazione, di crescita collettiva, di sviluppo del territorio, di connessione con altre realtà e di rafforzamento del sistema culturale e sociale cittadino, temi che ricorrono nelle nostre realtà cittadine come priorità.”

“Presentare la nostra città e il nostro patrimonio all’UlisseFest – commenta l’assessore al Turismo Luca Burgazzi – significa raccontare Cremona in uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al viaggio e ai territori. Cremona è una città di pianura, deve la propria nascita al lento ma costante scorrere del Po, la propria identità alle tradizioni che da questo territorio sono emerse: la liuteria, la musica, l’enogastronomia, la traduzione nel patrimonio storico e artistico. Un territorio che chiede di essere elevato a paesaggio, che desidera accogliere un turismo lento, sostenibile, rispettoso. Un territorio che vogliamo valorizzare anche attraverso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura, una straordinaria opportunità per rafforzare il posizionamento di Cremona come destinazione culturale di qualità e per costruire nuove relazioni e nuove opportunità, coinvolgendo l’intera comunità in un progetto di crescita che guarda al futuro”.

“La partecipazione di Cremona e del Museo del Violino all’UlisseFest – aggiunge il Direttore Generale del Museo del Violino Virginia Villa – percorre una traccia continua di collaborazione con Genova e le sue istituzioni musicali. Proprio 25 anni fa, nel 2001, il Cannone di Paganini è stato presentato al Museo Civico di Cremona in occasione della mostra Originali, Modelli e Copie. Da allora non sono mancate le sinergie e le occasioni di confronto. Il concerto di Edoardo Zosi e dello Stradivari Vesuvio, oggi, sottolinea il valore delle relazioni e le pone come asset strategico nel futuro di Cremona e della sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura”.

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