Cronaca

Cremona capitale della ricerca sugli strumenti storici: CNR e Politecnico entrano nel progetto europeo REM@KE

La città diventa sempre più un polo internazionale per lo studio scientifico degli strumenti musicali storici, grazie all’incontro tra ricerca, tecnologia e patrimonio culturale

CNR ISPC e Politecnico di Milano entrano come nuovi beneficiari del Synergy Grant ERC
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Cremona rafforza il proprio ruolo internazionale nella ricerca sul patrimonio musicale. Il progetto europeo ERC Synergy Grant REM@KE, dedicato alla ricostruzione della conoscenza degli strumenti a tastiera storici, si amplia con l’ingresso di due nuove istituzioni italiane: il CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR ISPC) e il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, con il Laboratorio di Acustica Musicale del Polo territoriale di Cremona.

L’accordo consolida un progetto già coordinato dall’Università di Pavia, insieme alle Università di York e Göteborg, e aggiunge competenze fondamentali per sviluppare l’Organologia Cognitiva e Digitale (CaDO), un approccio innovativo che unisce studio storico, scienza dei materiali, acustica e tecnologie digitali per ricostruire il rapporto tra strumenti, musicisti e ambienti culturali del passato.

Il CNR ISPC contribuirà attraverso le proprie tecnologie di diagnostica non invasiva, in particolare con la piattaforma MOLAB, per analizzare materiali, tecniche costruttive e stato di conservazione degli strumenti senza necessità di prelievi o spostamenti. Il Politecnico di Milano porterà invece nel progetto le proprie competenze di ricerca vibroacustica per studiare il comportamento dinamico degli strumenti: dalle meccaniche interne alla risposta sonora, fino al rapporto tra il gesto dell’esecutore e il suono prodotto.

Per Cremona si tratta di un ulteriore riconoscimento del valore del proprio ecosistema scientifico e culturale. Il Laboratorio di Acustica Musicale del Politecnico, il Laboratorio Arvedi di Diagnostica Non Invasiva dell’Università di Pavia e le nuove competenze del CNR creano infatti una rete unica in Europa per lo studio degli strumenti musicali storici.

La diagnostica non invasiva può portare alla luce ciò che rimane invisibile all’occhio: i materiali d’origine, la mano del costruttore e le modifiche introdotte nel tempo2, sottolinea Costanza Miliani, direttrice ad interim del CNR ISPC. “Questa conoscenza è indispensabile per ricostruire non solo l’aspetto, ma anche il comportamento dinamico e il suono degli strumenti. Misurare la dinamica degli strumenti a tastiera significa rispondere alla domanda fondamentale di REM@KE: come suonavano e come si sentivano sotto le dita questi strumenti ai tempi di Pasquini, Bach, Mozart o Chopin?”, aggiunge Fabio Antonacci del Laboratorio di Acustica Musicale del Politecnico di Milano.

I risultati del progetto saranno resi disponibili in open access e contribuiranno alla creazione di una nuova infrastruttura permanente per lo studio, la conservazione e la ricostruzione scientifica degli strumenti a tastiera storici.

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