Cronaca

È ai domiciliari, ma esce per accompagnare all’auto moglie e figli: assolto da evasione

Non punibile per particolare tenuità del fatto. "E' stato fuori cinque minuti in canottiera e ciabatte e ha solo attraversato la strada", la tesi della difesa

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Era in detenzione domiciliare a Cremona per gravi problemi di salute, ma era uscito di casa per aiutare la moglie a mettere in auto i suoi figli di due e cinque anni. Era il 21 maggio del 2022. Proprio in quel momento passava una pattuglia dei carabinieri e l’uomo, un professionista già condannato in Albania a 6 anni con sentenza passata in giudicato, si è trovato a processo per evasione.

Per lui, il pm onorario aveva chiesto la condanna, ma il giudice lo ha assolto: “Non punibile per particolare tenuità del fatto“.

“Non ha mai violato la misura”, ha sostenuto il suo legale, l’avvocato Carlo Alquati. Quella sera la moglie aveva necessità di uscire con i figli e secondo la difesa, “al solo scopo di aiutarli a raggiungere la macchina“, l’uomo era uscito dall’appartamento e aveva attraversato la strada. “La macchina era parcheggiata dall’altra parte della strada, a 7/8 metri di distanza dalla casa”, ha spiegato il legale.

“Il mio cliente”, ha aggiunto l’avvocato Alquati, “indossava canottiera, pantaloncini e ciabatte. Era senza telefono e senza soldi e non aveva la benchè minima intenzione di allontanarsi dalla propria abitazione. Voleva esclusivamente aiutare la moglie con i due bambini piccoli e salutarli. L’allontanamento è stato davvero esiguo, si parla di quattro o cinque minuti, e avvenuto a brevissima distanza dal luogo di detenzione domiciliare. In quel lasso di tempo, l’imputato non ha parlato con nessuno, se non con la moglie“.

Il giorno i fatti, dopo l’avvocato Alquati aveva inviato una Pec al magistrato di Sorveglianza che non aveva assunto alcun provvedimento di aggravamento della misura. “E’ stata capita la buona fede del mio assistito e quindi l’insussistenza di un eventuale reato”.

La scorsa udienza, il legale aveva chiesto il non luogo a procedere o in alternativa un rito abbreviato condizionato a sentire la moglie del professionista, “mai sentita prima d’ora nonostante le richieste della difesa avanzate in sede di interrogatorio”. Il giudice aveva deciso per l’abbreviato.

Stavo uscendo con i bambini per andare all’Ipercoop perché lì c’è l’aria condizionata, che noi in casa non abbiamo”, ha spiegato la moglie. “Poi la bimba è inciampata in uno dei gradini, mio marito l’ha vista ed è corso giù. Ci ha solo accompagnati alla macchina“.

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