Fondo di solidarietà comunale, a Cremona mancano all’appello 4,7 milioni
Si tratta della principale fonte di finanziamento statale agli enti locali ed è indispensabile per far funzionare i servizi al cittadino. Virgilio: "Servono risorse immediatamente disponibili e tempi certi nei trasferimenti"
Il sindaco Andrea Virgilio sottoscrive in pieno l’allarme lanciato da ANCI (associazione nazionale comuni italiani) circa il ritardo nell’erogazione della prima rata del Fondo di solidarietà comunale, il principale trasferimento dello Stato agli enti locali.
“Stiamo parlando – afferma Virgilio in una nota – delle risorse che consentono ai Comuni di garantire l’equilibrio dei bilanci e di assicurare servizi essenziali ai cittadini.
“Il Fondo di solidarietà comunale serve infatti a redistribuire le risorse tra i territori, tenendo conto delle diverse capacità fiscali e dei fabbisogni reali delle comunità. È uno degli strumenti che permette a tutti i Comuni, indipendentemente dalla loro ricchezza, di continuare a garantire servizi, manutenzioni, assistenza e funzionamento della macchina comunale”.
“Per il Comune di Cremona – continua il sindaco – il ritardo riguarda un acconto di circa 4,7 milioni di euro, pari al 66% del Fondo spettante nel 2026. Negli anni passati questa quota veniva normalmente erogata tra la fine di maggio e la metà di giugno. Oggi, al 18 luglio, non è ancora stata trasferita.
“C’è poi un altro tema che ANCI pone da tempo e che condivido pienamente. La quota destinata a compensare i Comuni per le minori entrate derivanti dalle modifiche ai tributi locali è ferma ai valori del 2015, mentre in questi anni sono aumentati il costo dell’energia, dei servizi, dei contratti, delle manutenzioni e di tutto ciò che serve per far funzionare una città.
“Per Cremona questa componente vale circa 714 mila euro, di cui 450 mila euro sono destinati obbligatoriamente alle manutenzioni ordinarie.
Il paradosso è evidente. Ai Comuni si chiedono pagamenti puntuali, bilanci in equilibrio, tempi certi e servizi sempre più efficienti. Poi, però, è lo Stato a non rispettare le proprie scadenze”.
“Le vere priorità del Paese – conclude il sindaco – non sono gli annunci. Sono i Comuni, perché è nei Comuni che ogni giorno si garantiscono scuole, assistenza sociale, manutenzioni, sicurezza urbana, cura del territorio e vicinanza ai cittadini.
Per questo condivido la richiesta di ANCI: servono risorse immediatamente disponibili, tempi certi nei trasferimenti e un confronto serio per aggiornare un sistema fermo da oltre dieci anni. Rispettare i Comuni significa rispettare i cittadini”.