Politica

Vigilanza, Carassai: “Abuso di potere”- Forza Ialia propone un odg

Rispetto della legalità amministrativa, dell’imparzialità delle istituzioni e delle libertà fondamentali: queste le variabili che avrebbero dovuto essere sviscerate nella Commissione Vigilamza indetta sul caso “manifesto pro vita”. Lo sostiene il consigliere di Forza Italia Andrea Carassai.

“Si doveva verificare – spiega – se un Sindaco possa utilizzare il proprio ruolo istituzionale per ottenere la rimozione di un manifesto perfettamente autorizzato, senza alcuna violazione di legge, semplicemente perché quel messaggio non corrisponde alla propria sensibilità politica o a quella di una parte della propria maggioranza.

Per noi la risposta è chiaramente no.

“Questa vicenda pone una questione molto più grande: il rispetto della legalità amministrativa, dell’imparzialità delle istituzioni, della distinzione tra politica e amministrazione e della libertà di manifestazione del pensiero.

Per settimane è stata costruita una narrazione molto precisa: si è fatto credere all’opinione pubblica che tutto fosse nato dalla segnalazione spontanea di una cittadina.

Oggi gli atti ci raccontano una realtà completamente diversa.

La segnalazione del 20 marzo 2026 non proviene da una semplice cittadina, ma da Federica Di Martino, che scrive dichiarando espressamente di intervenire per conto della piattaforma “IVG e Sto Benissimo”, realtà impegnata in una precisa campagna culturale e politica sul tema dell’aborto.

Non siamo di fronte alla spontanea richiesta di una cittadina turbata. Siamo di fronte all’iniziativa di un’attivista che conduce una precisa battaglia ideologica e che chiede la rimozione di un messaggio che non condivide. Il Comune ha fatto propria quella battaglia.

Il post che rivela il vero clima culturale
Dopo aver ottenuto la rimozione del manifesto, la stessa Federica Di Martino ha pubblicato un lungo post sui propri canali social rivendicando pubblicamente il risultato ottenuto.
E le parole utilizzate sono francamente sconcertanti. Il manifesto viene definito una forma di “umiliazione” e di “colpevolizzazione” delle donne. Gli aderenti ai movimenti pro-life vengono derisi, definiti persone che “piagnucolano a destra e a manca”. Si afferma che “i corpi delle donne non sono incubatori”.

“E’ davvero questa la campagna alla quale il Sindaco di Cremona ha scelto di dare seguito con la propria iniziativa istituzionale?

Un abuso di potere
Il problema non è che un’attivista presenti una segnalazione, il problema nasce dopo. Perché il Sindaco, invece di limitarsi a verificare l’eventuale esistenza di violazioni di legge, ha deciso di intervenire personalmente chiedendo la rimozione del manifesto. Negli atti troviamo esclusivamente valutazioni soggettive sulla “delicatezza dell’argomento” e sul presunto “disagio psicologico” che quel messaggio avrebbe potuto provocare. Ma uno Stato di diritto non funziona sulla base delle sensibilità personali  e il Sindaco non può trasformare la propria sensibilità in un potere di censura”

“C’è poi un ulteriore profilo che riteniamo estremamente grave. Nel nostro ordinamento il Sindaco esercita funzioni di indirizzo politico e di rappresentanza dell’Ente.

L’istruttoria amministrativa, la verifica della legittimità degli atti e l’adozione dei provvedimenti competono invece alla struttura tecnica e ai dirigenti, secondo il principio di separazione tra politica e amministrazione sancito dal Testo Unico degli Enti Locali. In questa vicenda, invece, assistiamo ad un percorso completamente diverso. È il Sindaco che riceve la segnalazione, è il Sindaco che la valuta, è il Sindaco che contatta direttamente il gestore dello spazio pubblicitario, è ancora il Sindaco che formalizza personalmente la richiesta di rimozione.

A questo punto le domande sono inevitabili: Quale istruttoria amministrativa è stata svolta? Quale ufficio comunale ha verificato l’esistenza di una violazione di legge? È stato acquisito un parere tecnico o legale?

Oppure la valutazione politica del Sindaco si è trasformata direttamente in un’iniziativa amministrativa?

Perché, se così fosse, saremmo di fronte ad una pericolosa sovrapposizione tra funzione di indirizzo politico e funzione gestionale, con una evidente compressione dell’autonomia tecnica che il nostro ordinamento tutela proprio per garantire imparzialità, legalità e buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Se oggi basta che qualcuno dichiari di sentirsi a disagio per ottenere la rimozione di un messaggio perfettamente autorizzato, quale sarà il limite domani?”.

Le iniziative di Forza Italia
Proprio perché riteniamo che questa vicenda non debba trasformarsi nell’ennesima contrapposizione ideologica, ma rappresentare un’occasione per riaffermare i principi fondamentali della nostra democrazia, Forza Italia presenterà nei prossimi giorni un Ordine del Giorno dal titolo “A tutela del pluralismo delle idee, della libertà di espressione, del sostegno alla maternità e delle iniziative di aiuto alle donne in difficoltà”.

Chiederemo al Consiglio Comunale di riaffermare il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione, della libertà di manifestazione del pensiero e dello spirito dell’articolo 1 della Legge 194, che affida anche agli Enti Locali il compito di sostenere la maternità e promuovere iniziative affinché l’aborto non rappresenti l’unica risposta ad una gravidanza difficile.

Proporremo inoltre che il Comune individui, d’intesa con le associazioni che operano nel sostegno alla maternità e con i soggetti competenti, uno scofferte alle donne che affrontano gravidanze difficili o inattese, nel pieno rispetto della Legge 194 e del pluralismo delle sensibilità presenti nella nostra comunità”.

 

 

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