Cronaca

In corso Garibaldi la disfatta del commercio: una trentina le vetrine spente

Si registra un forte calo della pedonalità, che resiste solo nelle vie limitrofe al Duomo. Stanga (Confcommercio): "Per il resto veramente c'è un passaggio molto basso"

Il servizio di CR1 - Immagini e foto Gianpaolo Guarneri
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Qualche piccolo segnale di ripresa si può vedere, ma è ancora troppo poco per dire che il commercio si sta risollevando in Corso Garibaldi, la strada che più di ogni altra è nell’occhio del ciclone quando si parla di crisi dei negozi di vicinato a Cremona.

Da San Luca a Corso Campi sono una trentina le vetrine spente, a cominciare da quelle di più vecchia data come la ex cartoleria Moschetti all’angolo con via Goito fino ai più recenti addii come quello di Ermes Villa Luci in corrispondenza di via Milazzo.

Per il vicepresidente di Confcommercio Cremona Marco Stanga, “il tema è che la pedonalità in generale è calata, c’è sicuramente una pedonalità più importante in Corso Mazzini, Corso Matteotti, via Solferino e in generale le vie limitrofe al Duomo. Per il resto veramente c’è un passaggio molto basso”.

Tra le novità, la scritta comparsa sul cartello “vendesi intero stabile” sull’immobile dell’ultimo tratto del corso, dove da qualche anno ha chiuso una storica forneria: a quanto pare la vendita è andata a buon fine, resta da vedere se accanto alla parte residenziale il nuovo proprietario punterà ancora su locali commerciali o se invece, come già accaduto altrove, si approfitti dei lavori per ricavare garage al piano terra.

Lavori in corso anche all’inizio di corso Garibaldi, al civico 3 dove al posto di un parrucchiere aprirà una caffetteria pasticceria.

Tanti i motivi che pesano su questa situazione: “Sicuramente la grande distribuzione, i centri commerciali – continua Stanga – il fatto che lì i parcheggi sono gratuiti; e poi c’è la novità degli ultimi anni, questo estremo caldo. I centri storici stanno soffrendo tantissimo, la gente preferisce andare sicuramente al fresco e non pagare il parcheggio. Il futuro lo vedo sempre più incerto: andando avanti o c’è veramente un cambio, un’inversione importante di rotta o altrimenti vedo poco futuro per il commercio”.

Cardaminopsis – se l’autorizzazione andrà a buon fine – è un altra novità che danneggerà sia il centro storico sia l’altra grande distribuzione. E’ una piccola coperta che verrà tirata da una parte nuova e sicuramente non aiuterà il centro storico e neppure le altre attività che hanno aperto negli ultimi anni”.

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