Cronaca

Caso Sabbatini e libertà di espressione, il parere dei presidi di Cremona

Il docente del liceo ‘Vivona’ di Roma ha inviato una lettera privata ai suoi ex studenti in cui li invitava a non dimenticare quando accaduto Gaza

Il servizio di CR1
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Hanno fatto molto discutere, alimentando un dibattito che si è fatto subito politico, le parole del professor Massimo Sabbatini, il docente del liceo ‘Francesco Vivona’ di Roma che ha inviato una lettera privata ai suoi ex studenti in cui li invitava a non dimenticare quando accaduto Gaza, le vittime civili, l’invito a ‘restare umani’ e a riflettere sulle responsabilità morali dei conflitti.

A sostegno di Sabbatini 6000 firme e l’idea che debba essere garantita la piena libertà di espressione. Le critiche invece si concentrano sul fatto che un professore non dovrebbe esprimere posizioni così forti su temi così divisivi e per questo l’intervento sarebbe stato inopportuno e politico. Intanto è partita una ispezione ministeriale, seguita da una interrogazione della sinistra al ministro Valditara per capirne motivi e contorni.

Per Simona Piperno, dirigente del Torriani di Cremona, “la scuola è il luogo d’elezione, privilegiato, del confronto e della discussione, anche su temi controversi e complessi”. Per Maria Grazia Nolli dirigente dell’Aselli di Cremona, “ben venga il dibattito anche su fatti di attualità, ma ciò non deve influenzare gli studenti. Serve pluralità di posizioni”.

Per Lorenza Badini, dirigente del Ghisleri di Cremona, “tutti gli insegnanti hanno la libertà di formare l’opinione dei ragazzi dando loro gli strumenti per poter poi prendere delle posizioni e delle decisioni, senza ovviamente influenzarli”.

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