Cronaca
Emergenza idrica: il Po a livelli critici e agricoltura in allerta nonostante i temporali
La siccità continua a mettere in ginocchio le regioni del Po, con raccolti a rischio e piani d'emergenza per la ricarica delle falde e dei serbatoi d'acqua
Il fiume Po
Qualche temporale e il calo delle temperature non sono stati sufficienti per rialzare i livelli del Po. In molte zone lungo il fiume la siccità è ancora evidente, un problema per l’irrigazione dei campi vicini, in crisi anche le falde di acqua potabile.
Secondo una ricerca di UtilItalia, molti comuni in territori collinari e montani sono costretti a ricorrere alle autobotti per la ricarica dei serbatoi. In Piemonte sono a rischio i raccolti di mais, riso e frutteti. In Veneto ed Emilia-Romagna si cerca di far fronte all’emergenza dell’intrusione salina nelle acque del Po.
In Lombardia il deficit di pioggia accumulata è pari al 43%, con esiti disastrosi nel bacino Ticino. Regione Lombardia ha annunciato un accordo con i gestori idroelettrici a sostegno dei bacini di Adda, Brembo, Serio e Oglio e dei comuni limitrofi, molti, alimentati da autobotti. Le portate del Po a Cremona continuano ad essere ampiamente sotto la media, tipica di una condizione di siccità severa.
Confrontando i dati di luglio dal 1991 al 2020, allora la portata media giornaliera del Po nel cremonese si aggirava intorno ai 710 metri cubi al secondo, mentre attualmente il volume corrisponde a 285 metri cubi al secondo.
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