Con l’arte del gelato, il carcere diventa parte integrante della società cremonese
Corsi professionali per i detenuti del carcere di Cremona per imparare a produrre gelato. Inaugurato nel carcere di Cremona il laboratorio artigianale
E’ stato inaugurato questa mattina nel carcere di Cremona il laboratorio di gelateria realizzato con il sostegno della Fondazione comunitaria della provincia di Cremona e della Cooperativa sociale Fratelli Tutti. “L’obiettivo”, ha spiegato la direttrice Giulia Antonicelli, “è sempre lo stesso: dare opportunità che possano essere spendibili all’esterno e fare in modo che il periodo di detenzione sia un periodo di riflessione e di maturazione, e quindi di rieducazione, elemento principale attraverso cui si realizzano la formazione professionale e il lavoro”.
Il laboratorio prevede inizialmente una formazione professionale per una decina di detenuti e la successiva assunzione di due di loro con un regolare contratto. I detenuti impareranno l’arte del gelato, la disciplina e tutto ciò che riguarda le materie prime, e si occuperanno sia della produzione che della commercializzazione all’esterno, sia nei punti vendita che nella realtà cremonese. Con l’arte del gelato, i detenuti acquisiranno delle competenze che saranno poi sfruttate una volta fuori dal carcere.
“L’innovazione di questo progetto è proprio quello di uscire fuori“, ha detto ancora la direttrice. “Attraverso la commercializzazione e la distribuzione, il carcere esce dalle sue mura, e da luogo invisibile diventa parte integrante della società, perchè il gelato viene prodotto all’interno e poi distribuito nelle vie cittadine. La bellezza di questo progetto è proprio data dal fatto che il riscatto passa attraverso la condivisione con la realtà cremonese”.
“Da oggi inizia un nuovo percorso”, ha aggiunto don Roberto Musa, cappellano del penitenziario cremonese. “Il gelato con il marchio ‘gelati al fresco’ sarà venduto in città anche nelle piazze e nelle strade di Cremona grazie all’uso di una cargo bike attrezzata, dono del Rotary club. Si punterà alla vendita anche in quelle zone dove una gelateria non è a portata di mano, come alcune piazze, giardini della periferia.
La cioccolateria, invece, inizierà a ottobre, mentre il gelato tornerà a Pasqua. La nostra ambizione è quella di riuscire a partire con la produzione di cioccolato, cioccolatini, magari riuscendo anche ad inserirsi nella Festa del torrone con i nostri prodotti. La casa circondariale deve essere parte viva di Cremona, quindi più riusciamo a lavorare insieme, a fare rete, più anche la finalità educativa sarà efficace”.
Per ora i gusti sono sei: cioccolato, frutti di bosco, nocciola, fiordilatte, pistacchio, fragola, poi si passerà a nove: il gelato è piaciuto moltissimo a tutti gli ospiti che erano presenti all’inaugurazione. A partecipare, tra gli altri, l’assessore alla Sicurezza del Comune, Santo Canale, il comandante della polizia locale, Luca Iubini, il comandante dei vigili del fuoco, Pier Nicola Dadone, Giovanni Digiuni per il Rotary, Maria Rosa Minuti, della Fondazione Comunitaria della provincia di Cremona, la presidente della Camera Penale di Cremona e Crema ‘Sandro Bocchi’, Micol Parati, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona, Alessio Romanelli. “Questo progetto”, ha detto Romanelli, “conferma che il lavoro è il più efficace strumento di reinserimento sociale. Un’iniziativa concreta, utile per le persone coinvolte e per l’intera comunità”.
“Ci piace offrire la possibilità di una formazione che sia buona in un momento nel quale le persone hanno necessità di impiegare il loro tempo in maniera positiva”, ha aggiunto Silvia Favalli, presidente della Fondazione Al Centro, affiancata da Daniele Daturi, presidente dell’Agenzia per il lavoro Al Centro. “Ci avvarremo di un docente che è un mastro cioccolataio, Paolo Vencato, e i suoi insegnamenti permetteranno a chi frequenterà il corso di avere delle competenze di base. Aggiungeremo anche tutto quello che concerne l’igiene e la sicurezza sul lavoro e una parte legata al marketing”.
“Il carcere deve essere opportunità di revisione”, ha spiegato infine Angela Venezia, direttore dell’Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria. “Quando offriamo ai detenuti queste opportunità di recupero, abbiamo permesso alla nostra società di avere una persona in più dalla nostra parte ed una persona in meno dalla parte della marginalità sociale. Questo è il nostro compito come cittadini.
Il carcere non è dell’Amministrazione penitenziaria, il carcere è nostro, ed è importante che questo concetto passi. Purtroppo noi non siamo nel mondo di Harry Potter, anche se ci piacerebbe avere quel pizzico di magia per risolvere i problemi della società in modo più veloce ed immediato. Nel frattempo, però, siamo creativi. Benvenuto al gelato e alle persone presenti oggi che, assaggiandolo, faranno da cavie…”.