Cronaca

Rete elettrica, da Unareti piano da 50 milioni per migliorare l’efficienza e ridurre i blackout

Presentati gli investimenti nell'arco dei prossimi 5 anni: il cuore del Piano di Sviluppo 2026–2030 è la costruzione di una nuova cabina primaria — Cremona Est — entro il 2030

La presentazione degli interventi in Comune (Foto Guarneri)
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Una nuova cabina primaria, oltre 130 interventi sulle cabine secondarie, più di 120 chilometri di rete rinnovata o potenziata. Sono i numeri del Piano di Sviluppo 2026–2030 di Unareti, la società del Gruppo A2A che gestisce la rete di distribuzione elettrica a Cremona, presentati oggi dal Sindaco Andrea Virgilio, dall’Assessore alla Mobilità Luca Zanacchi e dall’AD di Unareti Francesco Gerli.

Un investimento da oltre 50milioni di euro in cinque anni — più del doppio rispetto agli investimenti storici destinati alla rete elettrica cittadina — per dotare la città delle infrastrutture necessarie ad affrontare la transizione energetica. Cremona sta cambiando rapidamente i propri consumi energetici. Le auto elettriche aumentano, le pompe di calore sostituiscono le caldaie, i pannelli solari proliferano sui tetti, le comunità energetiche prendono forma. Tutto questo richiede alla rete elettrica un salto di qualità: non basta più distribuire energia, occorre farlo in modo sempre più intelligente, flessibile e robusto.

Le sole richieste di nuove connessioni alla rete di media tensione già pervenute superano gli 80 megawatt, a fronte di una potenza installata di circa 120 MW: un segnale chiaro di quanto la domanda stia crescendo. Le previsioni indicano un aumento della punta di carico fino al 15% entro il 2050.

GLI INTERVENTI
Il cuore del Piano di Sviluppo 2026–2030 è la costruzione di una nuova cabina primaria — Cremona Est — entro il 2030, un’infrastruttura strategica per aumentare la disponibilità di energia e distribuire meglio i carichi sulla rete cittadina, garantendo al contempo una maggiore integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

La cabina, il cui investimento vale oltre 10 milioni di euro, si aggiungerà a quella esistente (Cremona Ovest) mentre altre due sono allo studio nelle zone Sud e Porto, per rispondere all’espansione urbanistica della città. Accanto alle cabine primarie, il piano prevede interventi su oltre 130 cabine secondarie (circa un quinto delle quali di nuova realizzazione), il rifacimento e il potenziamento di oltre 70 chilometri di rete in media tensione (pari ad un investimento di 19 milioni) e di oltre 50 chilometri di rete in bassa tensione (10 milioni).

È proprio questa la parte della rete che entrerà sempre più nelle case dei cittadini: la sua modernizzazione è indispensabile per abilitare la diffusione di pompe di calore, piani a induzione, impianti fotovoltaici su tetto, punti di ricarica per auto elettriche. Quattro milioni di euro sono infine destinati alla digitalizzazione della rete, per renderla più efficiente e capace di rispondere in tempo reale alle variazioni dei flussi energetici. Non si parte da zero: tra il 2022 e il 2025 a Cremona sono già stati realizzati interventi su 14 chilometri di rete in media tensione, 11 chilometri di rete in bassa tensione e 16 nuove cabine secondarie.

LA TEMPISTICA
Il Piano 2026–2030 imprime un’accelerazione decisa a questo percorso. Rinnovare la rete di una città come Cremona non è un’operazione semplice, e i primi cantieri del Piano lo dimostrano concretamente. L‘intervento più esteso riguarda via Ca’ del Binda, dove verranno posati 6.000 metri di nuova rete con 3.000 metri di scavi. Cantieri significativi sono previsti anche in via Acquaviva, con la sostituzione di 1.700 metri di rete in media tensione, e lungo via Milano — dal tratto di via Acquaviva fino all’Istituto Tecnico Agrario Stanga — per altri 1.000 metri.

Nuove cabine e nuovi tratti di rete interesseranno inoltre via Olivieri, via Bosco, via Milano all’altezza di OCRIM e via Palestro. In piazza XXIV Maggio è già in corso il cantiere per la connessione elettrica del nuovo studentato nell’ex Provveditorato. I cantieri potranno comportare alcuni disagi temporanei. Tuttavia, si tratta di interventi essenziali per garantire un servizio di alta qualità e sostenere la transizione energetica di Cremona. Unareti si impegna a minimizzare i disagi e a completare i lavori nel minor tempo possibile, coordinandosi con il Comune e informando i residenti con anticipo sugli interventi zona per zona.

Per informare i cittadini degli obiettivi del Piano di sviluppo è prevista anche una campagna di comunicazione che accompagnerà i lavori dal titolo “Lavoriamo per rinnovare l’infrastruttura elettrica di Cremona”. Gli investimenti sulla rete di Cremona guardano anche oltre il 2030. Il piano industriale del Gruppo A2A prevede infatti che su Cremona si raggiungano i 100 milioni di euro entro il 2035, proprio per accompagnare la città nella sfida dell’elettrificazione dei consumi e nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

LE DICHIARAZIONI
Il Sindaco Virgilio: “L’investimento di Unareti sulla città, con un Piano di Sviluppo che prevede oltre 100 milioni di euro di interventi entro il 2035, va nella direzione che come amministrazione abbiamo scelto di percorrere con convinzione: rendere Cremona una città più resiliente, moderna e pronta ad affrontare la sfida della transizione energetica. Si tratta di un percorso che abbiamo avviato con scelte concrete, a partire dall’adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile della Città di Cremona e dalla recente attivazione della nuova CACER, realizzata insieme ad AEM all’interno del parco fotovoltaico di via Postumia.

Infrastrutture, produzione di energia da fonti rinnovabili e condivisione dell’energia sono tasselli di una strategia unitaria che oggi trova un ulteriore e fondamentale sviluppo nel potenziamento della rete elettrica. Gli interventi presentati da Unareti rispondono a esigenze ormai non più rinviabili. La crescita della mobilità elettrica, la diffusione delle pompe di calore, degli impianti fotovoltaici e delle nuove comunità energetiche stanno determinando un fabbisogno sempre maggiore di potenza installata e di capacità della rete. Dotare Cremona di un’infrastruttura più solida e intelligente significa creare le condizioni per accompagnare lo sviluppo della città, sostenere famiglie e imprese e cogliere appieno le opportunità della transizione energetica”.

L’assessoreZanacchi: “Il potenziamento della rete elettrica è uno dei motori della transizione ecologica e della mobilità del futuro a Cremona. Quando parliamo di e-mobility, di ricarica per i veicoli elettrici, di elettrificazione dei trasporti o del sostegno alle comunità energetiche, non parliamo solo di mezzi o infrastrutture visibili, ma della forza di una rete capace di sostenere questi nuovi consumi.

“I 50 milioni di euro di investimenti previsti da Unareti nei prossimi cinque anni sono la garanzia che Cremona fisserà standard elevati di efficienza e sostenibilità. Sappiamo che i cantieri che interesseranno la città potranno creare qualche temporaneo disagio alla viabilità, ma lavoreremo in strettissimo coordinamento con Unareti per pianificare gli interventi con la massima attenzione, riducendo il più possibile l’impatto sulla mobilità dei cittadini che saranno informati tempestivamente”.

Francesco Gerli, AD di Unareti: “Il Piano di Sviluppo di Unareti si inserisce in un processo di trasformazione del sistema energetico già delineato a livello europeo e nazionale, dal Green Deal e dal pacchetto Fit for 55 fino al PNIEC, che individua nell’elettrificazione dei consumi e nella crescita delle fonti rinnovabili due leve fondamentali per la decarbonizzazione. È un cambiamento che sta già interessando le nostre città e che nei prossimi anni è destinato ad accelerare: per questo le reti di distribuzione sono chiamate a diventare un’infrastruttura sempre più strategica, capace di accogliere nuova generazione rinnovabile, sostenere una domanda elettrica crescente e garantire qualità, flessibilità e resilienza del servizio.

È con questa prospettiva che abbiamo definito il Piano per Cremona: oltre 50 milioni di euro di investimenti nei prossimi cinque anni per preparare oggi la rete alle esigenze energetiche di domani”.

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