Cronaca

Cena senza pagare al Kandoo, l’amarezza del titolare: “Così si danneggiano anche gli stranieri onesti”

Lo sfogo del titolare del noto ristorante di piazza Cadorna dopo la notizia della seconda denuncia a carico del tunisino che aveva ordinato anche una bottiglia di vino costosa

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Gianni Kandoo, noto ristoratore da tempo trapiantato a Cremona, è il titolare del locale dove alcune sere fa un giovane di 28 anni ha cenato senza pagare il conto. Dopo la diffusione della notizia che la stessa persona è stata denunciata qualche giorno dopo per un tentato furto, ha deciso di consegnare alla sua pagina Facebook le proprie riflessioni condite di amarezza.
“Un giovane cliente tunisino – si legge – ha cenato regolarmente, ordinando anche una bottiglia di vino costosa, per poi tentare di allontanarsi senza pagare il conto. Il nostro staff aveva intuito che qualcosa non andava, è intervenuto prontamente e ha richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine.
Desidero ringraziare gli operatori della Questura di Cremona che, dopo la chiamata al 112, sono arrivati in pochissimi minuti. La loro professionalità e tempestività sono state fondamentali.
Nei giorni successivi ho presentato querela. L’ho fatto pur sapendo che sicuramente non recupererò mai il denaro della cena. Non è questo il punto. Ho voluto denunciare perché credo che chi decide deliberatamente di approfittarsi del lavoro degli altri debba assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
“Ci tengo a chiarire una cosa: il giovane era tunisino e lo dico perché non è questione di nazionalità. Anch’io sono straniero di origine e mi vergogno quando qualcuno, con il proprio comportamento, danneggia l’immagine di tanti stranieri che in Italia vivono onestamente, lavorano e rispettano le regole.
“Se quel ragazzo fosse entrato nel mio locale dicendomi di avere fame e di non poter pagare, gli avrei offerto da mangiare senza esitazione. Qui, però, non si è trattato di bisogno, ma della scelta consapevole di consumare una cena, ordinare anche una bottiglia di vino costosa e poi tentare di scappare senza pagare.
“A distanza di pochi giorni ho letto che la stessa persona è stata nuovamente protagonista di un episodio di cronaca a Cremona, perché trovata a rovistare su un’auto in sosta. Non mi dà piacere, anzi mi rattrista. Ma rafforza la convinzione di aver fatto la cosa giusta: denunciare non per vendetta, ma per rispetto delle regole e di chi lavora onestamente”.

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