Economia

Camera di Commercio: in crescita le imprese iscritte ma flessione nei settori agricoltura e commercio

Bene il comparto artigiano, che chiude il secondo trimestre del 2026 con una ripresa, un tasso di crescita del +0,39% e un saldo positivo di 31 unità tra iscrizioni e cessazioni. Le imprese artigiane attive al 30 giugno risultano 7.907

La Camera di Commercio di Cremona
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Diffusi oggi dalla Camera di Commercio Cremona – Mantova – Pavia i dati relativi alla consistenza delle imprese nelle tre province relativi al secondo trimestre del 2026.  107.950 le aziende registrate al 30 giugno 2026, con un tasso di crescita complessivo del +0,41% (Lombardia: +0,58%; Italia +0,56%).

Nel panorama lombardo tutte le province si collocano in territorio positivo per quanto riguarda il tasso di crescita; ai vertici della classifica troviamo Lecco, Varese e Monza Brianza, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova, insieme a Lodi.

“I dati del secondo trimestre ci consegnano un quadro incoraggiante, caratterizzato da una ripresa e da un saldo positivo della natimortalità per i territori di Cremona, Mantova e Pavia” – sottolinea il Presidente Gian Domenico Auricchio – “Pur inserendoci in un panorama lombardo che ci vede ancora rincorrere le province di vertice per tasso di crescita generale, il nostro tessuto produttivo sta dimostrando un certo grado di resilienza e capacità di reazione. Lo testimonia la tenuta delle imprese attive, che registrano un incremento in controtendenza rispetto alla flessione nazionale.

“Ma il segnale più rassicurante arriva dall’artigianato: dopo le criticità rilevate in avvio d’anno, questo comparto, che resta un pilastro fondamentale della nostra economia locale, torna a crescere con tassi superiori alle medie regionali e nazionali.
Tuttavia, affinché questa ripresa si trasformi in una crescita solida e duratura, occorre mantenere un livello di attenzione elevato. Resta fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento.
Le aziende stanno dimostrando la vitalità necessaria per affrontare le trasformazioni in atto investendo in competenze e sostenibilità; le istituzioni hanno il compito di affiancarle. Solo attraverso uno sforzo congiunto e sinergico sarà possibile colmare il divario con il resto della regione, accrescere la nostra competitività e sostenere il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico dei territori”.

Analizzando il tessuto imprenditoriale della provincia di Cremona, il bilancio del secondo trimestre 2026 mostra una ripresa generale. Il tasso di crescita si attesta al +0,45% (a Mantova: +0,36; a Pavia:+0,44%) con un saldo positivo di 123 unità che porta il totale delle imprese registrate a 27.696 alla fine di giugno. Guardando esclusivamente alle imprese attive, emerge una conferma della capacità di tenuta del territorio: in questo caso lo stock si attesta a 24.869 unità, segnando una piccola ma significativa ripresa del +0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Dal punto di vista delle forme giuridiche, si nota una progressiva evoluzione verso assetti societari più strutturati. Nel secondo trimestre dell’anno crescono le società di capitali (+1%), le forme cooperative o consortili (+0,4%) e le imprese individuali (+0,4%), mentre perdono terreno le società di persone (-0,1%).

Spostando l’attenzione sui diversi settori economici, l’analisi trimestrale riflette una situazione di sofferenza per alcuni dei comparti più tradizionali della provincia: l’agricoltura (-0,4%), il commercio (-0,4%), il trasporto e magazzinaggio (-0,3%), i servizi di alloggio e ristorazione (-0,3%), le attività sportive, artistiche e di divertimento (-0,4%) e gli altri servizi (-0,1%).

A controbilanciare, con variazioni positive, troviamo le attività manifatturiere (+0,1%), le costruzioni (+0,2%), le attività finanziarie e assicurative (+1,7%), le telecomunicazioni (+2,1%), le attività immobiliari (+0,2%) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,1%).

Uno sguardo specifico merita il comparto artigiano, che chiude il secondo trimestre del 2026 anch’esso con una ripresa. Con un tasso di crescita del +0,39% e un saldo positivo di 31 unità tra iscrizioni e cessazioni, le imprese artigiane attive al 30 giugno risultano 7.907. Scendendo nel dettaglio delle attività artigiane, il periodo in esame evidenzia una flessione solo nel commercio (-9,7%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,7%). In ripresa, invece, l’agricoltura (+3,3%), le attività manifatturiere (+0,2%), le costruzioni (+0,4%), i trasporti e il magazzinaggio (+0,8%), i servizi di alloggio e ristorazione (+1,3%), gli altri servizi (+0,1%) e le telecomunicazioni (+2,2%).

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