Data center, non solo Pozzaglio: sindaci a confronto e timore per eventuali nuove richieste
Il sindaco di Robecco d'Oglio, Pipperi: "Come sindaci e come amministrazione provinciale se si aprono altre vicende analoghe, che posizione teniamo? Come valutiamo a priori una cosa di questo tipo? Perché ne arriveranno altre"
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Data center a Pozzaglio, questa mattina in Provincia: a ricostruire il quadro tecnico e procedurale è stato Mattia Guastaldi, dirigente del Settore Territorio e Ambiente della Provincia di Cremona, che ha ricordato come il Comune di Pozzaglio ed Uniti abbia attivato nel corso del 2025 una conferenza di servizi preliminare, prevista dalla normativa per progetti di particolare complessità.
Si tratta di una fase istruttoria che precede la presentazione dell’istanza vera e propria e che ha l’obiettivo di indicare al proponente le condizioni necessarie per l’acquisizione dei successivi pareri, nulla osta, autorizzazioni e altri atti di assenso da parte delle amministrazioni competenti.
La Provincia di Cremona aveva già trasmesso nel settembre 2025 un proprio contributo tecnico al Comune, relativo agli aspetti emersi dall’istruttoria. In particolare erano stati evidenziati i profili di compatibilità con le caratteristiche geologiche e idrogeologiche dell’area, gli aspetti ambientali e paesaggistici, la presenza di elementi di rilievo all’interno delle reti ecologiche e di aree soggette a tutela, nonché le questioni relative alle modalità di accesso al nuovo insediamento e all’impatto sulla viabilità, anche in relazione alla rete stradale provinciale.
Nel contributo del 2025 la Provincia aveva inoltre richiamato la necessità di considerare le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), in relazione alla variante urbanistica necessaria, e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per gli aspetti più propriamente legati alle caratteristiche del progetto e dell’impianto.
Nel frattempo, però, il quadro normativo è cambiato. Nel febbraio 2026 è stato introdotto a livello statale uno specifico procedimento autorizzatorio unico per i data center che, in ragione delle caratteristiche e della potenza dell’impianto previsto a Pozzaglio, rientra nella competenza statale.
Il nuovo procedimento è destinato a ricomprendere le diverse autorizzazioni, nulla osta e atti di assenso necessari alla realizzazione dell’opera, tra cui anche la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e l’autorizzazione paesaggistica.
La novità normativa ha modificato l’iter inizialmente ipotizzato. Il procedimento autorizzatorio unico ministeriale presuppone infatti la preventiva conformità urbanistica dell’intervento e non costituisce, di per sé, una variante agli strumenti urbanistici vigenti. È proprio questo il passaggio che, secondo la Provincia, attribuisce oggi un ruolo centrale al Comune di Pozzaglio ed Uniti. «La procedura autorizzatoria vera e propria – spiega il presidente della Provincia Roberto Mariani – sarà di competenza del Ministero, ma a monte è necessaria la conformità urbanistica. Il Comune di Pozzaglio si trova quindi in una posizione di primaria importanza, anche alla luce della richiesta del proponente di attivare una procedura di piano attuativo in variante agli strumenti urbanistici».
La documentazione integrativa presentata nelle scorse settimane dal proponente contiene infatti la richiesta di modificare il percorso inizialmente ipotizzato, passando dalla procedura attraverso il SUAP comunale alla prospettiva dell’approvazione di un piano attuativo in variante. Anche la sequenza delle valutazioni ambientali risulta conseguentemente modificata. La VAS rimane collegata alla procedura urbanistica, mentre la VIA sarà ricompresa nel successivo procedimento autorizzatorio unico di competenza ministeriale.
«Questo – sottolinea ancora Mariani – è l’aspetto che di fatto attribuisce una maggiore responsabilità anche al Comune di Pozzaglio rispetto a quello che era l’iter iniziato nel 2025. La decisione sulla variante urbanistica viene infatti assunta prima della successiva procedura autorizzatoria unica, nella quale sarà ricompresa la Valutazione di Impatto Ambientale».
La conferenza di servizi preliminare rappresenta quindi una fase di confronto e acquisizione di contributi, non ancora la procedura autorizzatoria definitiva del data center. Al termine della fase attualmente in corso, il Comune di Pozzaglio ed Uniti dovrà trasmettere al proponente i contributi acquisiti dalle amministrazioni coinvolte, che dovranno essere tenuti in considerazione nella successiva eventuale presentazione dell’istanza.
I sindaci: «Serve una valutazione territoriale complessiva»
Sono seguiti gli interventi dei sindaci presenti, che hanno evidenziato preoccupazioni, richieste di approfondimento e la necessità di affrontare il tema con una prospettiva territoriale più ampia.
Tra gli altri, il sindaco di Corte de’ Frati, Rosolino Azzali, che ha richiamato in particolare la vicinanza del progetto al plesso scolastico di Brazzuoli, frequentato complessivamente da circa 270 tra bambini, ragazzi, docenti e personale non docente.
Il sindaco di Casalbuttano ed Uniti, Paolo Bandera, ha sottolineato la necessità di affrontare l’impatto di queste infrastrutture «con occhi nuovi», andando oltre una valutazione esclusivamente tecnica e considerando anche le nuove evidenze legate all’impatto ambientale e, in particolare, al fenomeno delle isole di calore, alla luce dell’evoluzione climatica in corso.
Il sindaco di Robecco d’Oglio, Marco Pipperi, ha invece posto una questione di prospettiva, chiedendo quale debba essere la linea da adottare a livello provinciale qualora in futuro arrivassero ulteriori richieste per la realizzazione di strutture analoghe, con particolare riferimento ai fabbisogni energetici e idrici. «Come sindaci e come amministrazione provinciale – è stata la sua sollecitazione – se si aprono altre vicende analoghe, che posizione teniamo? Come valutiamo a priori una cosa di questo tipo? Perché ne arriveranno altre».
Sulla necessità di un approccio coordinato si è espresso anche il sindaco di Castelverde, Graziella Locci, che ha richiamato il rispetto dei limiti e delle previsioni contenute negli strumenti urbanistici comunali, a tutela dei cittadini, sottolineando al contempo l’esigenza di non lasciare queste valutazioni al singolo Comune.
«Sposo in pieno il ragionamento del sindaco Pipperi – ha osservato – e chiedo un coordinamento territoriale su queste tematiche». Locci ha inoltre richiamato l’attenzione sugli aspetti legati all’approvvigionamento e ai tracciati idrici, sottolineando come il progetto debba essere valutato tenendo conto del contesto territoriale nel quale si inserisce. Le osservazioni formulate in questa fase, ha ricordato, avranno un peso diverso rispetto alle successive valutazioni sulla variante urbanistica, rispetto alla quale anche il Comune di Castelverde potrà esprimersi nelle sedi previste.