Cronaca

Giustizia civile, a Cremona meno cause pendenti ma rallenta lo smaltimento dei procedimenti

In dieci anni il Tribunale di Cremona ha ridotto il numero dei fascicoli aperti da quasi 9.900 a poco più di 7.000. L'analisi dell'Associazione Italiana Avvocati d'Impresa

Il tribunale di Cremona
Fill-1

La giustizia civile continua a fare passi avanti anche a Cremona sul fronte della riduzione dell’arretrato, ma emergono segnali di rallentamento nella capacità dei tribunali di smaltire i nuovi procedimenti. È quanto emerge da un’analisi dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, che ha rielaborato i dati del Ministero della Giustizia relativi all’ultimo decennio.

Per quanto riguarda il Tribunale di Cremona, le cause civili pendenti sono diminuite in maniera significativa: si è passati da circa 9.900 fascicoli nel 2014 a 7.040 nel 2024, con una riduzione di quasi il 30%. Un dato che conferma il trend positivo registrato in tutta la Lombardia, tra le regioni italiane più virtuose nella diminuzione dell’arretrato giudiziario. Il miglioramento, tuttavia, non racconta l’intera situazione. Secondo lo studio, infatti, i tribunali lombardi stanno progressivamente perdendo capacità di smaltire le nuove cause, con il cosiddetto clearance rate – l’indicatore che misura il rapporto tra procedimenti definiti e quelli sopravvenuti – sempre più vicino alla soglia di equilibrio. In pratica, gli uffici giudiziari riescono ancora a contenere il numero complessivo delle pratiche aperte, ma con margini sempre più ridotti.

“La Lombardia conferma una capacità di risposta superiore alla media nazionale, ma il dato regionale non deve far dimenticare le differenze ancora molto marcate tra i singoli uffici giudiziari. La giustizia civile continua a procedere a velocità diverse anche all’interno dei territori più efficienti”, spiega l’avvocato Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa.

Nel panorama regionale il caso più significativo resta quello di Milano, che in dieci anni ha ridotto del 70% le cause pendenti, passando da oltre 15.500 a meno di 4.700 fascicoli. Anche Brescia, Bergamo, Lodi, Pavia, Mantova e gli altri tribunali lombardi registrano una diminuzione dell’arretrato, seppure con intensità differenti. Secondo gli esperti, tra le principali cause del rallentamento vi è l’aumento della complessità dei procedimenti, soprattutto nelle controversie in materia di famiglia e crisi d’impresa. Anche la riforma Cartabia ha modificato la classificazione di numerose procedure, incidendo sul confronto dei dati nel tempo e sugli indicatori di efficienza.

Il quadro complessivo resta comunque positivo: la Lombardia continua a distinguersi a livello nazionale per la riduzione dello stock di cause pendenti. La sfida, però, sarà mantenere questo risultato anche nei prossimi anni, evitando che il rallentamento nella definizione dei nuovi procedimenti comprometta i progressi ottenuti nella lotta all’arretrato giudiziario.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...