Cronaca

Bess, arrivano le maxi batterie dell’energia: tre progetti tra Castelverde e Sesto

Si tratta di impianti che non producono energia, ma la immagazzinano quando è disponibile in abbondanza per restituirla alla rete nei momenti di maggiore richiesta

Render di una batteria di accumulo BESS

Dopo fotovoltaico, agrivoltaico e data center, nel Cremonese si affaccia una nuova tipologia di infrastruttura energetica destinata ad assumere un ruolo sempre più importante: i Bess (Battery Energy Storage System), grandi sistemi di accumulo dell’energia elettrica mediante batterie.

Tra Castelverde e Sesto ed Uniti sono infatti in corso tre progetti di rilevanti dimensioni. A Castelverde è previsto un impianto da 260 megawatt, mentre a Sesto ed Uniti sono stati presentati due progetti da 378 megawatt ciascuno, per una potenza complessiva superiore a 1.000 megawatt. I procedimenti risultano inseriti negli iter autorizzativi del Ministero dell’Ambiente.

Ma che cosa sono i Bess? Si tratta di impianti che non producono energia, ma la immagazzinano quando è disponibile in abbondanza, ad esempio nelle ore di maggiore produzione degli impianti fotovoltaici, per restituirla alla rete nei momenti di maggiore richiesta. In questo modo contribuiscono a rendere più efficiente e stabile il sistema elettrico e favoriscono l’integrazione delle fonti rinnovabili. Un impianto Bess è composto da batterie, inverter, cabine elettriche, sistemi di raffreddamento e dispositivi di controllo e sicurezza. Le dimensioni possono essere molto variabili: quelli previsti nel Cremonese rientrano nella categoria dei grandi impianti industriali, collegati direttamente alla rete di trasmissione nazionale.

Come tutte le infrastrutture energetiche, anche i Bess richiedono specifiche valutazioni ambientali e di sicurezza. I progetti prevedono sistemi di monitoraggio continuo, impianti antincendio e procedure di gestione conformi alle normative vigenti. Tra gli aspetti che vengono normalmente analizzati durante gli iter autorizzativi vi sono l’inserimento paesaggistico, il rumore, la viabilità, le distanze dai centri abitati e gli eventuali effetti sull’ambiente circostante.

A Sesto ed Uniti, inoltre, ai due progetti Bess si affianca anche la proposta di un impianto agrivoltaico da circa 40 megawatt, che interessa oltre 52 ettari di superficie agricola. Si tratta di interventi diversi tra loro, ma che testimoniano come il territorio cremonese sia sempre più coinvolto nei processi di trasformazione del sistema energetico nazionale.

Nei prossimi mesi i procedimenti autorizzativi proseguiranno secondo le normative previste, con il coinvolgimento degli enti competenti. L’esito delle istruttorie determinerà se e con quali caratteristiche questi impianti potranno essere realizzati.

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