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Trinchieri Academy, i giovani al centro di un progetto che guarda al futuro

Presentato a Gerre de' Caprioli il progetto guidato da Andrea Trinchieri: al centro lo sviluppo individuale di ragazzi e ragazze. Circa 160 gli atleti coinvolti, il 15-20% arrivato attraverso i tryout. Giacomo Zanotti presidente, Massimo Farioli responsabile tecnico

Lo staff della Trinchieri Academy

Un gruppo di ragazzi che ogni giorno si ritrova sullo stesso campetto per giocare a basket, improvvisamente, trova un lucchetto e non può più entrare. È l’immagine scelta da Andrea Trinchieri per spiegare da dove nasce la Trinchieri Academy, presentata al Palabosco di Gerre de’ Caprioli già diventata la casa delle attività della società nata sulle ceneri della Vanoli Young.

“Possiamo accettare il fatto che non ci sarà più la Serie A e chiaramente ringrazio ancora la famiglia Vanoli di averci regalato 20 anni di grande pallacanestro, però non potevo accettare il fatto che dei giovani atleti, delle giovani atlete non avessero più la possibilità di coltivare il loro sogno. Faccio sempre questa analogia, è come se ogni giorno un gruppo di giovani va in un campetto a giocare, si trova e un giorno trova il lucchetto sul cancello del campetto”.

Da quel lucchetto parte una “lucida e razionale follia”, come l’ha definita lo stesso Trinchieri. Nel suo anno lontano dalle panchine, trascorso a Cremona, il tecnico ha visto chiudersi un capitolo importante della pallacanestro cittadina e ha scelto di concentrarsi non tanto su ciò che non c’è più, quanto sull’eredità lasciata da vent’anni di lavoro con i giovani.

Non voglio disperdere l’eredità di tanti anni di settore giovanile“, ha spiegato. Un percorso non semplice, costruito con il contributo di molte persone: “Abbiamo avuto allenatori che hanno montato il parquet, tutti hanno fatto tutto, si sono sporcati la maglietta. Senza l’aiuto di imprenditori, aziende che ci hanno dato una grande mano per partire, non saremmo qua”.

Perché Academy e non semplicemente settore giovanile? La differenza, per Trinchieri, sta soprattutto nel modo di concepire il lavoro. Il centro del progetto non è la singola squadra, ma l’atleta, ragazzo o ragazza, e il suo sviluppo individuale all’interno di un contesto collettivo.

Sono circa 160 gli atleti che hanno aderito al progetto, tra settore maschile e femminile. Una parte, indicativamente il 15-20%, è arrivata attraverso i tryout organizzati nei mesi scorsi, che hanno richiamato ragazzi anche da fuori territorio e dall’estero. La presenza di una foresteria consente inoltre all’Academy di guardare oltre i confini cremonesi.

L’impostazione tecnica rifletterà la filosofia del progetto. Il lavoro sarà concentrato soprattutto su situazioni di gioco, ruoli e competenze individuali, mentre gli allenamenti dedicati esclusivamente alle singole squadre saranno limitati. Anche gli allenatori lavoreranno in maniera trasversale, mettendo le proprie competenze a disposizione dei diversi gruppi dell’Academy.

Il risultato sportivo in questo caso non deve essere l’obiettivo, deve essere la conseguenza della qualità del lavoro che fai”, sottolinea Trinchieri. Competere resta parte essenziale del percorso, ma con una prospettiva diversa: avere ogni giorno fame ed energia per migliorarsi. “Sono convinto che si va sempre di più verso il lavoro individuale all’interno di uno sviluppo di squadra”.

Una filosofia che passa anche dal rapporto con le nuove generazioni. “È un errore continuare a paragonarci. I tempi sono cambiati, i tempi cambiano sempre più velocemente, quindi quello che noi abbiamo la responsabilità nei confronti dei nostri figli, dei giovani d’oggi è dargli un’opportunità. Io voglio solo dargli un’opportunità di fare della pallacanestro al migliore livello possibile”.

Accanto a Trinchieri c’è Giacomo Zanotti, presidente dell’Academy e rappresentante di quella continuità con i vent’anni precedenti, e Ruth Vanoli vicepresidente. “Per me è un grandissimo onore essere presidente di questa Academy e portare avanti questa eredità che la mia famiglia ha dato e che è iniziata nell’anno in cui sono nato – ha spiegato Zanotti -. Le ceneri della Vanoli Young hanno potuto trasformarsi e rigenerarsi in qualcosa di nuovo, che dà speranza ai giovani che già facevano parte del settore giovanile e ai bambini che cresceranno”.

La casa dell’Academy sarà il Palabosco di Gerre de’ Caprioli, dove è stato posato il parquet proveniente dal PalaRadi, altro elemento che lega materialmente passato e futuro. “Questa palestra era già utilizzata in larga parte da Vanoli Young e l’Academy, nel progetto che mi è stato proposto da Andrea qualche mese fa, è una naturale conseguenza e un ulteriore sviluppo di quello che già veniva fatto – ha sottolineato il sindaco Michel Marchi -. Abbiamo anche aumentato la qualità dell’impianto grazie alla presenza del parquet storico di Cremona, un parquet che per chi ama la pallacanestro ha una storia da raccontare”.

Marchi ha quindi ribadito l’impegno dell’amministrazione: “Il Comune di Gerre sarà al fianco di questa realtà finché ne avrà bisogno. È un progetto che ha un valore unico sul territorio, sicuramente in ambito locale, ma credo anche oltre l’ambito locale e regionale”.

Sul piano operativo Luca Rodighiero è il direttore generale, mentre Massimo Farioli, ex giocatore allenato dallo stesso Trinchieri, è il responsabile tecnico e suo braccio destro per la parte cestistica. Benedetta Racchetti unisce invece più funzioni, dall’area marketing alla preparazione atletica, oltre all’attività sul campo. Nell’organizzazione entra anche Marco Bergonzi, dopo l’esperienza da team manager della Vanoli.

“Non conosco nessun buon leader che non abbia la capacità di delegare – ha spiegato Trinchieri durante la presentazione – Ho avuto la fortuna di poter scegliere la mia squadra”, una struttura volutamente trasversale, composta da persone chiamate a ricoprire più funzioni e, nelle parole del tecnico, da “menti pensanti” capaci di remare nella stessa direzione.

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