Due anni senza Nazza. E il suo “Andom!” che risuona ancora come una promessa
L'11 settembre del 2024 ci lasciava l'amico e collega Nazzareno Condina. Giornalista, firma di OglioPoNews, ha lasciato un'eredità di progetti che la sua associazione e la moglie Cristina portano avanti con grande intraprendenza
Due anni senza Nazzareno Condina.
Il nostro Nazza ci lasciava l’11 settembre del 2024. Non all’improvviso: era sfinito dalla malattia, ma fino all’ultimo ha voluto dare una mano alla redazione, scrivere, abbozzare articoli. L’ultima volta che ci siamo salutati, all’Hospice di Cremona, pochi giorni prima che si spegnesse la luce, aveva ancora il portatile acceso.
A due anni di distanza, il ricordo di un collega innamorato del suo lavoro è ancora così vivido che sembra quasi di vederlo lì, davanti al monitor, oppure lì, su un fatto di cronaca, a fare i conti con i mutamenti del mondo.
Chissà cosa avrebbe pensato Nazza del delirio climatico, della sete del suo Grande Fiume, della ribalta AfD in Germania, dell’intelligenza artificiale generativa, di un mestiere, il suo, quello del giornalista, che è di fronte all’ennesima rivoluzione.
Chissà cosa avrebbe pensato Nazza della sua Casalmaggiore, che ancora tira la giacchetta dei potenti per non ritrovarsi i camion dell’Asolana sotto i balconi.
Chissà cosa avrebbe pensato Nazza della cronaca nera di provincia: di minorenni che uccidono ventenni, di seconde generazioni di immigrati, di ragazzi soli o mal accompagnati in cerca di un futuro capace di andare oltre la giornata.
Avrebbe sicuramente trovato parole e immagini per ognuno di questi temi, documentando tutto con la passione che l’ha sempre contraddistinto. Notes e reflex: appunti ben scritti, foto mai in posa. Riconoscevi un articolo di Nazza senza arrivare alla firma in calce, a prescindere che fosse il resoconto di un consiglio comunale maggiorino o la storia di un ultimo degli ultimi.
Un pezzo di quelli che Nazza curava e proponeva su OglioPoNews con narrazioni profonde, a volte dure, poco inclini alla retorica.
Chissà cosa avrebbe pensato Nazza di noi, un po’ colleghi un po’ amici, che proviamo a stare al passo con il tempo e con i tempi, cercando di dare il buon esempio a chi ancora sogna di fare il giornalista.
E il progetto che verrà avviato dalla moglie Cristina Magni e dall’associazione “Andom”, che origina dall’intraprendenza di Nazza, va proprio in questa direzione. “Giovani giornalisti crescono” è un’iniziativa che vedrà anche noi impegnati per gettare il seme di una passione.
Con la speranza che possa trovare terreno fertile, germogliare, dare frutti. Perché anche in piccoli comprensori come il nostro servono occhi in grado di interpretare la realtà, divulgarla, portarla oltre i confini.
Un percorso che troverà spazio anche qui, nel nostro network.
Ci hai lasciati due anni fa, caro Nazza, con un senso di incompiuto perché di notizie e storie da scrivere ne avresti avute ancora un’infinità. Proviamo a raccogliere la tua eredità, andom!