L’Oglio Po e la sfida del cambiamento climatico
Che il clima sia cambiato per la scienza non è più un fatto in discussione. Resta da capire come i territori risponderanno in tempi relativamente brevi a cambiamenti epocali.
L’Oglio Po non vuole farsi trovare impreparato e, sotto la guida del GAL Oglio Po e grazie a Fondazione Cariplo, ha coinvolto il prestigioso centro di ricerca EURAC Research affinché, mediante con un rigoroso studio statistico, potesse delineare gli scenari che attendono a breve i 31 comuni soci del GAL Oglio Po.
Questi dati serviranno successivamente per la definizione della Strategia Climatica dell’Olio Po dei prossimi decenni.
COSA CI ATTENDE: PIU’ CALDO, MENO PIOGGIA, PIU’ EVENTI ESTREMI
I dati hanno preso in considerazione due possibili scenari futuri: uno “moderato” da interventi di mitigazione e uno basato sul mantenimento delle attuali tendenze.
Lo scenario più drastico, ritenuto “probabilmente il più plausibile” dal dott. Luca Cetara di EURAC, prevede un aumento medio delle temperature nel lungo termine fino a 2 o 3 gradi centigradi.
Anche in un’ottica più ottimistica, l’innalzamento medio entro la metà del secolo andrebbe da 1,2 a 2 gradi centigradi.
Già nel breve periodo (2025-2040), le proiezioni indicano un aumento medio annuo della temperatura massima giornaliera di circa +1.6°C se non saranno messi in campo interventi significativi.
Particolarmente preoccupante è l’incremento delle “notti tropicali“, quelle, cioè, in cui la temperatura minima supera i 20°C.
Queste notti cresceranno di 8-10 unità all’anno nel breve periodo e fino a 18-23 all’anno nel medio termine (2041-2060) nello scenario peggiore. La durata dei periodi di caldo estremo (ondate di calore) potrebbe protrarsi per 70-84 giorni.
Parallelamente, si prevede una crescente scarsità idrica dovuta all’aumento dei periodi siccitosi. Nello scenario più critico, si stima una diminuzione complessiva annuale delle precipitazioni fino al 15%.
Tuttavia, la riduzione della pioggia totale non significa assenza di problemi idrici: si assisterà a una maggiore irregolarità, con una diminuzione delle piogge leggere e frequenti e un aumento degli eventi intensi.
L’aumento degli eventi estremi è stimato tra il 40% e il 60% rispetto al periodo storico (2006-2020), con precipitazioni giornaliere che possono raggiungere i 120 millimetri.

QUATTRO MINACCE AL TERRIORIO
L’analisi di rischio ha classificato quattro principali minacce per l’Oglio Po.
Il rischio idrogeologico, con alluvioni e allagamenti, è il pericolo principale. Il dott. Cetara di EURAC ha sottolineato come la conformazione del territorio, una pianura attraversata da ben tre fiumi (Po, Oglio e Chiese) e da una rete idrica particolarmente fitta, lo renda altamente esposto.
Al secondo posto c’è rischio siccità e stress idrico, critico soprattutto a causa della presenza di agricoltura intensiva dipendente dalle derivazioni fluviali.
La potenziale perdita di rese agricole, in una zona con valori fondiari tra i più alti d’Europa, potrebbe generare un deprezzamento sostanziale.
Ha invece degli impatti diretti sulla salute l’aumento e la persistenza di ondate di calore, in particolare sulla popolazione anziana la cui presenza massiccia caratterizza a livello demografico molti borghi del territorio. Anche il settore zootecnico può risentire pesantemente di periodi di caldo estremo.
Direttamente correlati alla presenza sempre più frequente di eventi estremi, quali alluvioni o forti raffiche di vento, sono i possibili danni alle infrastrutture.
LA RISPOSTA DEL TERRITORIO: LA STRATEGIA CLIMA DELL’OGLIO PO
Come già annunciato, la ricerca di EURAC sarà la base su cui si costruirà la Strategia Clima dell’Oglio Po, un partenariato territoriale nato dalla volontà di istituzioni, amministratori e portatori d’interesse di lavorare insieme su questo tema.
La strategia, costituita con il sostegno di Fondazione Cariplo, coinvolge otto partner che si focalizzano su quattro ambiti strategici: agricoltura, risorsa acqua, verde e florovivaismo e mobilità sostenibile.

I PUNTI CHIAVE DEGLI INTERVENTI DI RESILIENZA
Agricoltura Sostenibile e Innovazione
L’Università Cattolica CREFIS intende promuovere l’agricoltura rigenerativa e il carbon farming, tecniche che aiutano a riportare il carbonio nei suoli agricoli e migliorano la fertilità e la capacità del suolo di trattenere l’acqua, contrastando così la siccità. Si sosterranno anche sistemi di irrigazione più efficienti e lo sviluppo di comunità energetiche rinnovabili.
Gestione idrica e tecnologia: i Consorzi di Bonifica
Per contrastare gli sprechi e favorire un uso più efficiente consapevole della risorsa acqua, il Consorzio Garda Chiese sta sviluppando un’applicazione per la gestione automatizzata delle bonifiche, che permette il comando remoto delle paratoie e la possibilità di prenotare l’acqua tramite smartphone. Il sistema, inoltre, invia agli agricoltori consigli su quando irrigare anche a seconda delle previsioni dei giorni successivi.
Il Consorzio del Navarolo, invece, ha presentato un progetto che interessa una delle più importanti zone umide del territorio: le Lanche di Gussola. L’attuale situazione nei periodi di siccità mette a rischio la fauna selvatica a causa del massiccio utilizzo delle acque per l’irrigazione. Con l’intervento previsto, il Consorzio intende garantire un livello idrico costante a beneficio dell’ecosistema e dell’irrigazione.
Riuso ed educazione
La Fondazione Banca dell’Acqua ha adottato un duplice approccio strategico. In primo luogo, la Fondazione si concentra sull’azione educativa, coinvolgendo attivamente le scuole e diversi enti territoriali e di settore in attività specifiche. Come confermato dai riscontri positivi ottenuti negli anni passati, i ragazzi dimostrano una notevole sensibilità verso questo argomento.
In secondo luogo, la Fondazione mira alla promozione del riutilizzo dell’acqua. L’intervento si focalizza in particolare sull’uso dell’acqua meteorica all’interno di comuni e parchi. L’obiettivo pratico è evitare l’utilizzo di acqua potabilizzata per scopi non potabili, come l’irrigazione, incoraggiando invece l’adozione di soluzioni che sfruttino sistemi di riutilizzo alternativi.
Anche la Fondazione Italiana Ambiente si concentra sull’educazione delle future generazioni. Il progetto prevede, infatti, il coinvolgimento di ben 49 plessi scolastici distribuiti nei 31 comuni dell’Oglio Po per un’azione di piantumazione di alberi. Oltre 2.000 studenti parteciperanno direttamente a questo lavoro, considerato essenziale per costruire una cultura ambientale duratura sul territorio.
Biodiversità e infrastrutture verdi
Il Parco Regionale Oglio Sud sta attivamente lavorando per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, in linea con la sua missione di conservazione dell’ecosistema fluviale e promozione dell’educazione ambientale.
Un primo fronte di intervento riguarda il potenziamento della mobilità ciclabile. Dopo la realizzazione della Greenway sulla sponda destra dell’Oglio, l’ente si sta impegnando a replicare l’opera sulla riva sinistra. Questo include la costruzione di un piccolo guado tra i comuni di Ostiano e Volongo: grazie a soli 200 metri di pista ciclabile, un ponte e due rampe, verrà garantito il collegamento dell’intero percorso che va da Ostiano fino a Canneto.
L’altro pilastro d’azione riguarda direttamente la biodiversità e la mitigazione. Il Parco Oglio Sud ha acquisito 10 ettari di terreno, distribuiti nei comuni di Isola Dovarese, Bozzolo e Ostiano, che saranno riqualificati con la messa a dimora di nuovi boschi e ambienti contornali che permetteranno lo stoccaggio di circa 3.000 tonnellate di carbonio. Non solo, i nuovi ambienti naturali contribuiranno a contrastare il problema delle polveri sottili e a limitare il dilavamento del suolo durante gli eventi di pioggia intensa.
Fondazione Sospiro ha scelto un approccio che lega la cura clinica all’inclusione sociale e all’ambiente. Seguendo i protocolli della John Hopkins University volti a ridurre la violenza nelle persone con autismo, intende creare un vero e proprio parco di inclusione esteso su 7.000 metri quadrati. Si tratta di un luogo terapeutico, ma anche di un’infrastruttura ambientale, aperta alla cittadinanza allo scopo di abbattere l’isolamento delle persone assistite. Il progetto prevede la piantumazione di quasi 500 piante e arbusti all’interno dell’area.