Cronaca
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Il dramma di Natale: altri tagli di acqua, luce e gas a 91 famiglie

Dopo il primo dell’anno sono in arrivo altri 91 tagli ai contatori di acqua, luce e gas per le famiglie morose. Nel periodo del freddo più intenso, torna il dramma dei tagli. Per queste famiglie sarà un Natale pieno di apprensione e di paura per il futuro. Se ne fa interprete ancora una volta il Comitato per l’acqua pubblica che ha scritto una lettera al sindaco di Cremona Oreste Perri, al Prefetto, alle autorità e alle società di gestione dei servizi pubblici (Lg, Aem, LineaPiù). Il Comitato chiede di mettere in campo al più presto un piano di emergenza e tutte le manovre per scongiurare drammi simili. Ad esempio si chiede di permettere l’immediato riallaccio con una una rateizzazione del debito, uno scorporo delle quote d’acqua non pagate dal resto per facilitare i pagamenti. In Consiglio comunale l’assessore ai Servizi Sociali Amore ha confermato il dramma dei dati sul taglio delle utenze. Ecco il testo della Lettera del Comitato per l’Acqua Pubblica a Perri.

“Signor Sindaco, Le scriviamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo nella nostra città. Da enti, istituzioni, associazioni del terzo settore e singoli cittadini provengono segnalazioni di una sempre più pesante situazione di disagio dovuta alla grave crisi economica, alla carenza di lavoro e alla insufficienza di mezzi adeguati per contrastare nuove e vecchie povertà. In questo contesto continue sono anche le segnalazioni di distacchi di acqua, luce e gas nelle case di cittadini e famiglie in difficoltà. Spesso si tratta di persone rimaste senza occupazione, di persone che ormai non riescono più ad arrivare a fine mese con il loro stipendio o la loro pensione, di famiglie che si trovano da tempo in una situazione di estrema indigenza magari con figli minori, con disabili o con anziani a carico.

Secondo i principi della Costituzione Italiana il nostro Paese deve garantire i diritti fondamentali delle persone e le istituzioni hanno il compito di rimuovere le ragioni di disuguaglianza tra i cittadini per poter garantire l’accesso a tali diritti, attraverso principi di solidarietà politica, economica e sociale.

I dati della situazione di Cremona parlano chiaro: l’assessore comunale alle politiche sociali Luigi Amore ha sostenuto pochi giorni fa in consiglio comunale che ad oggi l’amministrazione è intervenuta a sostegno di 146 nuclei familiari che si trovano a carico dei servizi sociali con situazione di morosità nei confronti del fornitore di energia, principalmente AEM. Per la realizzazione di tali interventi sono state impegnate risorse pari a 60mila euro destinate a nuclei o persone singole tra cui adulti, anziani, soggetti con disabilità. Ulteriori 30mila euro sono stati destinati a nuclei con uno o più figli minorenni. Ma l’assessore afferma che sono 161 le famiglie per le quali servirebbe uno stanziamento straordinario di almeno 100mila euro, numero di famiglie che non dovrebbe accrescersi per il momento visto che è già in vigore il ‘blocco dei tagli’ annunciato le scorse settimane. L’assessore ha dichiarato che in 70 casi si sta intervenendo per il ripristino delle utenze valutando caso per caso per tamponare la situazione durante il periodo invernale. E con gli altri 91 casi cosa si pensa di fare? La situazione potrebbe inoltre subire un notevole peggioramento una volta terminato il periodo di blocco dei tagli e con la ripresa da parte dei gestori di nuovi distacchi di utenze. Pur apprezzando gli sforzi messi in campo dall’amministrazione comunale abbiamo notizie di casi in cui il sostegno del comune è venuto meno o si limita a provvedimenti “collaterali”, che non intervengono in modo risolutivo e non riportano la situazione allo stato di ripristino del diritto.

Come Comitato di cittadini da sempre sosteniamo che l’acqua potabile sia un diritto fondamentale irrinunciabile e che l’accesso ad essa debba sempre essere garantito ad ogni persona in quantità e qualità sufficienti a condurre una vita dignitosa, in salute e sicurezza. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce che ad ogni individuo, indipendentemente dalla sua condizione economica, debba essere garantito almeno un minimo di 50 litri di acqua potabile al giorno per bere, cucinare e attendere all’igiene personale.

Per queste ragioni sollecitiamo Lei signor Sindaco e l’istituzione che rappresenta a contribuire concretamente al ripristino del rispetto dei diritti di tutti i suoi concittadini.

Le chiediamo in qualità di autorità sanitaria locale di emettere un’ordinanza contingibile ed urgente che imponga al soggetto gestore dei servizi pubblici locali l’immediato riallaccio delle utenze idriche ad oggi distaccate onde far cessare l’esposizione di quei cittadini e dell’intera comunità al rischio di pesanti inconvenienti igienico-sanitari. Un’abitazione senz’acqua potabile per le autorità sanitarie non può nemmeno ottenere l’abitabilità. Inoltre è noto che in molti casi il distacco idrico riguarda proprio appartamenti di proprietà pubblica (case ALER), abitazioni nate con l’intento sacrosanto di garantire il diritto alla casa ai cittadini meno abbienti: queste case, luoghi realizzati per poter offrire una vita migliore a tanti, oggi invece, a seguito dei tagli dei servizi, rischiano di diventare luoghi di nuovo disagio ed emarginazione.

Chiediamo al comune di Cremona e alle società di gestione dei servizi pubblici locali (AEM spa, AEM Gestioni, Lineapiù) di mettere mano ad un vero e proprio piano di emergenza per risolvere definitivamente la grave situazione in cui versano molte famiglie residenti in città.

Le chiediamo notizie sullo stato di applicazione della convenzione tra comune e AEM regolante l’affidamento di lavori socialmente utili a favore di utenti non in regola col pagamento delle bollette.

Le chiediamo di fornirci copia di eventuali accordi vigenti tra comune e gestori relativi alle modalità di monitoraggio e d’intervento sulle utenze a rischio di taglio di servizi.Chiediamo a Lei signor Sindaco di intervenire presso le società di gestione perché accettino di riallacciare le utenze morose (almeno con forniture minime) accettando il pagamento del debito pregresso tramite rateizzazione e non previa soluzione totale del debito, come sappiamo che invece sta accadendo.Le chiediamo di intervenire anche perché le società accettino di scorporare il debito relativo all’acqua potabile dal debito complessivo in modo tale da rendere effettivamente pagabile da parte dell’utente sia il debito pregresso che i nuovi consumi relativi al servizio idrico. Con queste proposte riteniamo che molte situazioni di morosità possano essere almeno parzialmente risolte e pensiamo che in questo modo le persone possano tornare ad usufruire dei servizi essenziali con la consapevolezza di chi sa di non ricevere un’elemosina e con la dignità di essere considerate persone con diritti e doveri al pari degli altri cittadini.

Chiediamo – in attesa della convocazione a metà gennaio 2013 della commissione annunciata in consiglio comunale dall’assessore Amore – che oltre al riallaccio immediato delle utenze idriche (per i motivi igienico-sanitari già esposti) siano ripristinate forniture minime di energia elettrica e di gas metano e che il blocco dei tagli sia prorogato almeno a tutta la stagione invernale. Le chiediamo infine di incontrarLa insieme all’assessore alle politiche sociali ed abitative per un proficuo confronto su questa pesante e grave emergenza che coinvolge tanti nostri concittadini. Perché anche in queste feste natalizie si scriva acqua e si legga democrazia

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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