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Lega dura senza i numeriin Consiglio: prima alza la voce, poi china la testa

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Mastica amaro la Lega di Cremona. Dopo il ‘boccone’ Centro Padane, con la conferma di Galli alla presidenza, e dopo quello sul caso Pasquali, il Carroccio è costretto a mollare la presa sulla partita per il nuovo Cda di Aem Spa. Nonostante i proclami di guerra dei vertici leghisti a sostegno della riduzione dei consiglieri, infatti, il Cda resterà a cinque poltrone.

Il dato politico reso evidente da queste ultime vicende parla di un Carroccio a doppio binario, diviso tra una ‘Lega di lotta’ incarnata dal vertice provinciale e una ‘Lega di governo’ in cui si specchiano consiglieri e assessori. Un partito diviso e per questo incapace di imporre il suo pur alto consenso elettorale di partenza agli alleati. D’altra parte sono i numeri in Sala Quadri a parlare: sei consiglieri a inizio mandato, ridotti oggi a metà proprio a causa della linea dura impostata dalla segreteria. Quella stessa linea che, non condivisa dagli assessori e da almeno due dei restanti consiglieri, paradossalmente sta indebolendo il partito.

Si è visto bene in questi giorni: la segreteria indica la via sul caso Pasquali, ma i consiglieri si smarcano e aiutano il Pdl a respingere la richiesta di dimissioni avanzata dall’opposizione in Consiglio. La segreteria detta la linea sul Cda di Aem e chiede una sforbiciata, ma gli assessori si smarcano e non fiatano quando il sindaco e i colleghi del Pdl si pronunciano in senso opposto.

Più che alzare la voce, il ‘vertice di lotta’ non può fare: i numeri in Consiglio, s’è detto, sono risicati. E rischiano di ridursi ulteriormente se il titubante Ceresa, attaccato da alcuni militanti e dal vicesegretario Carpani in una recente riunione del partito, si risolverà a seguire Zaffanella, Ferrari e Gandolfi nel gruppo misto. A quel punto alla Lega non resteranno che due consiglieri e la prospettiva di un rimpasto con riduzione della propria delegazione in giunta.

Non stupisce allora se il ‘vertice di lotta’, nell’incontro di maggioranza di giovedì, si sia limitato a sussurrare la sua linea accettando di buon grado l’orientamento degli alleati sull’Aem.

In attesa del dopo Pontida e fatti due conti, la segreteria della Lega ha insomma preferito infilare i pugni in tasca anziché picchiarli sul tavolo del sindaco.

Federico Centenari

 

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