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Cgil cremonese: «La manovra economica non tocca i grandi patrimoni»

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Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro di Cremona, riunito per discutere dell’attuale situazione politico-sindacale, denuncia come iniqui e ingiusti gli interventi previsti dalla manovra economica presentata dal Governo, che continua ad arrecare danni economici e sociali ai giovani, alle donne, ai lavoratori, ai pensionati.

«I costi della pur legittima e necessaria ricerca del pareggio del bilancio – ritiene la Cgil cremonese – vengono scaricati ancora una volta sui cittadini in modo indiscriminato, senza che vengano toccati i grandi patrimoni, le rendite finanziarie, l’evasione fiscale e contributiva. Si preferisce contenere le uscite con tagli che pesano sui cittadini economicamente più deboli, anziché ricercare risorse nelle sacche dei privilegi e delle grandi ricchezze. Sono ormai intollerabili ulteriori scelte che innalzano l’età pensionabile, soprattutto per le donne, e che diminuiscono la rivalutazione annuale delle pensioni, che già stanno subendo una costante riduzione del loro potere d’acquisto».

«Altrettanto giudichiamo inaccettabili sia i 9,6 miliardi di euro tolti al sistema delle autonomie, che si aggiungono al taglio di 15 miliardi già effettuati nell’anno in corso e che mettono ancor più gravemente in discussione i livelli essenziali di protezione sociale, sia la reintroduzione dei ticket nazionali nella sanità, sia l’ulteriore blocco dei rinnovi contrattuali e del turn over nel Pubblico Impiego e nella scuola pubblica, cui ancora vengono ridotte risorse.

«Anche la riforma fiscale – continua la sigla sindacale -, così come delineata dalle prime notizie, non potrà che suscitare la nostra ferma  contrarietà, prima di tutto perché si rende esplicito che il Governo intende finanziare detta riforma prelevando risorse dall’assistenza, e in secondo luogo perché si predispone un aumento generalizzato dell’imposizione indiretta e non si prevede un sostegno ai redditi degli incapienti».

«Si tratta pertanto di una manovra di carattere recessivo – conclude la Cgil –, che deprime i redditi e che rischia di aumentare le povertà e crearne nuove e che non avrà pertanto la capacità di rilanciare i consumi interni e favorire la crescita, l’occupazione e sviluppo del nostro paese».

Il Comitato Direttivo impegna tutta l’organizzazione a mobilitarsi ed a partecipare alle iniziative messe in campo per contrastare i contenuti della manovra e per dare corrette informazioni ai cittadini, a partire da quelle già programmate dallo Spi per il prossimo 15 luglio.

 

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