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Trasporto pubblico, Cgil contro la stangata sulle tariffe. Trespidi: Provincia prenda in carico le linee per Fidenza e Piacenza

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Mentre i comitati di pendolari della provincia di Cremona e del Lodigiano protestano contro gli aumenti delle tariffe, e si organizzano per mettere online i disservizi registrati, contro la stangata sui prezzi dei biglietti per il trasporto pubblico locale si muove la Cgil Lombardia. Nel mirino suo e della Filt-Cgil (Federazione italiana lavoratori trasporti) il secondo aumento che la Regione applicherà al Tpl, pari a un ulteriore 10%, nel mese di agosto. Le ragioni della contrarietà vengono chiarite anche attraverso un volantino. “A differenza del 1° aumento del 10% fatto a febbraio 2011 – si legge – questo ulteriore aumento straordinario avrebbe dovuto essere legato al raggiungimento di obiettivi di qualità: per il trasporto su gomma riferiti alla regolarità e puntualità in arrivo, per il trasporto su ferro riferiti alla regolarità, puntualità, ritardo medio per passeggero”.
“Alcuni di questi obiettivi non sono verificabili – prosegue il testo della Cgil – perché non si possono confrontare con un dato storico e perché il sistema di rilevazione non è esteso a tutti i mezzi di trasporto. Inoltre, la Regione non ha ancora assunto l’impegno di fornire i dati al Tavolo Regionale del Tpl (Trasporto pubblico locale) prima dell’applicazione dell’aumento tariffario”.

Cgil critica anche sul taglio ai servizi su gomma che si è registrato “in questi mesi e che ha provocato la chiusura di intere linee nei giorni festivi”. “Nella nuova legge – afferma la Cgil – viene prevista la possibilità di definire le tariffe in relazione alle risorse pubbliche disponibili. In altre parole, per mantenere in equilibrio economico il sistema del Tpl, si fa delle tariffe l’elemento prioritario di tale equilibrio. Pensiamo, e questo ci preoccupa molto, che Regione Lombardia metterà ancora le mani nelle tasche dei pendolari e degli utenti, mentre i finanziamenti più volte concordati tra Governo e Regioni giacciono ancora dormienti nelle casse del Governo”.

CREMONA-FIDENZA E CREMONA-PIACENZA: LA POSIZIONE DELL’UDC

In una nota Giuseppe Trespidi, coordinatore provinciale dell’Udc, parla di un “impoverimento dell’offerta di servizi ferroviari che da qualche tempo colpisce il territorio cremonese”, menzionando le condizioni delle linee Cremona-Piacenza e Cremona-Fidenza. “Si tolgono treni – afferma – e si sostituiscono con pullman. Non si fanno collegamenti diretti su Piacenza ma si prevedono cambi a Codogno. L’inadeguatezza di un servizio di pullman e quello dei cambi di treno su queste due linee è noto e la dequalificazione del servizio è certa”.

“A chi chiede il perché di queste scelte – scrive ancora Trespidi – viene risposto che dipende dalla Regione Emilia. Perché è la Regione Emilia che garantisce questo servizio. Siamo ai limiti dell’assurdo: il servizio è gestito da TreNord, Società formata da Trenitalia, Ferrovie Nord e Regione Lombardia, i macchinisti e i capitreno nonché i mezzi di locomozione e di trasporto vengono forniti dal Deposito Locomotive di Cremona ma chi paga è la Regione Emilia. Un servizio che serve al territorio cremonese e lombardo viene pagato da un’altra Regione”.

Quindi una mozione presentata in Provincia proprio da Trespidi: “Chiedo che si esca da questa situazione assurda. La Provincia di Cremona deve farsi carico del servizio ferroviario di queste due linee e insieme alle province di Piacenza e Parma deve farsi promotrice verso la Regione Emilia e la Regione Lombardia affinché entrino a pieno titolo nelle priorità e disponibilità della nostra Provincia e, di conseguenza, della Regione Lombardia”.

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