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Partenza per le vacanze, benzina alle stelleLa verde sopra l’1,6 euroEsposto in Procura dei consumatori

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Tanti cremonesi nel fine settimana si sono messi in coda per il primo grande esodo estivo. Purtroppo chi ha fatto benzina si è trovato di fronte ad improvvisi ulteriori rincari non annunciati che danno l’ennesima mazzata ai portafogli già smagriti dalla lunga crisi. Non è certamente un caso che l’ennesimo aumento sia arrivato proprio a ridosso dell’esodo di fine luglio. Per questo l’insieme delle associazioni dei consumatori (Adoc, Movimento difesa del Cittadino, l’Unione Nazionale Consumatori, il Codacons) riunite nell’acronimo Casper (Comitato contro la speculazione e per il Risparmio) hanno presentato a tutte le Procure d’Italia, compreso quelle di Cremona e Crema, un esposto contro “gli abnormi incrementi alla pompa”. La verde ha sfondato il tetto di 1,6 euro al litro (qualche distributore ieri indicava il prezzo in 1,65 euro)  e il diesel ormai è stabilmente sopra l’1,5 euro. Certo anche il governo ha dato una mano al rincaro alzando le accise con la manovra, ma i prezzi sono davvero esorbitanti. Nell’esposto le associazioni dei consumatori indicano come rispetto allo stesso periodo dello scorso anno oggi l’automobilista spende 10,6 euro in più per un pieno di benzina verde e 12,2 euro in più per il diesel.  Nell’esposto si denuncia il «continuo elastico speculativo tra il prezzo del singolo barile di petrolio e le influenze dello stesso sul costo del carburante nei vari distributori». Infatti  «mentre ogni qual volta si verifica un incremento del costo del petrolio, il prezzo del carburante per i consumatori aumenta immediatamente, viceversa, tale corrispondenza viene a mancare nel momento in cui il prezzo del petrolio scende». Insomma il rimbalzo all’indietro sarebbe molto più lento nel far scendere il prezzo.

Ovviamente Casper denuncia che gli aumenti tendono a verificarsi sistematicamente in prossimità delle vacanze con strade da bollino rosso, “incrementando il sospetto che in queste occasioni vengano scientificamente poste in essere delle manovre atte ad aumentare il prezzo del bene benzina, in danno ai cittadini». L’attuale prezzo del petrolio al barile è lo stesso di gennaio 2010, ma oggi il carburante costa 10 centesimi in più.

Nell’esposto si ipotizzano due reati: l’aggiotaggio aggravato e le manovre speculative sulle merci.  Le associazioni sollecitano le Procure ad accertare i fatti e, se siano ravvisabili reati,  dar corso alle  le azioni penali procedendo inoltre al sequestro di quegli impianti in cui l’incremento di prezzo si sia verificato negli ultimi giorni.

 

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