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La Lega: “Perri traditore della maggioranza”. E gli ex An dicono no alla convocazione di Jotta

La Lega stavolta va giù pesante. E lo fa con un documento durissimo della segreteria provinciale nel quale si accusa Perri di aver tradito gli elettori sia nelle nomine che nei fatti. La Lega arriva a dire che questa non è più la maggioranza voluta dagli elettori che è stata sostituita da una alleanza tra poteri forti-ex An-parte del Pd filo Pizzetti. E giù bastonate a Perri  e alla parte degli ex Alleanza Nazionale. La maggioranza in Comune non c’è più, i mugugni sono diventati documenti, gli sgarbi personali atti politici. Questo il documento della segreteria provinciale del Carroccio: «Ci risiamo. Stesso copione che non fa più notizia! Dopo Lonardi, Galli, Bodini, Cauzzi, la riconferma di tutti i “cari” Dirigenti Comunali è arrivato finalmente il tempo di Franco Albertoni. Ma quanto PD! Siamo a domandarci ancora una volta dove fossero tutte queste indispensabili figure durante la campagna elettorale, alle manifestazioni del PD o al seguito del Candidato Sindaco del Pdl Oreste Perri? Ora è tutto chiaro, non esisteva nessun candidato del Pdl e del Centrodestra, ma solo candidati del Partito Democratico! Essendo gli unici a volere veramente il cambiamento (riduzione dei dirigenti e dei loro compensi, riduzione dei costi della politica e delle sue poltrone, ritorno al doppio senso di circolazione su Via DanteViale Trento Trieste, difesa del Commercio al dettaglio, ecc. ecc.) ci siamo sempre sentiti “minoranza” nella maggioranza; adesso comprendiamo che non era una semplice sensazione ma la realtà dei fatti, visto che la Lega non potrà mai essere maggioranza con il PD. Anche dopo questo caso è ancora più chiara e netta l’esistenza di un patto politico elettorale tra un Sindaco per nulla autonomo dai poteri forti,  gli ex AN e la fronda Pizzettiana del Pd; patto che ha sostituito la volontà popolare emersa alle elezioni amministrative del 2009. C’è chi dice di essere dalla parte dei cittadini, mentre coi fatti sta dalla parte di quei “pochi” che vogliono governare la città “usando” il voto degli elettori. Per concludere questa nostra triste riflessione che rispecchia la realtà politica dei fatti, ci auguriamo che avvenga il prima possibile un confronto serio e costruttivo all’interno della “vera maggioranza” (ammesso che ce ne sia ancora una e che sia una sola) e tra la Lega e il Pdl».

Intanto il sindaco va avanti come un panzer. Luigi Mille abbandona e non accetta la nomina di Perri nel Cda di Aem? Poco male, il sindaco non si scompone. Dalla località di montagna, dov’è a festeggiare il suo compleanno, fa sapere di aver già pronta la sostituzione: Franco Mazzini, ex dirigente d’azienda e un grande curriculum sulle spalle.

Ma chi rischia di far saltare il banco è la spaccatura netta, di stile e di metodo, tra le due componenti del Pdl: quella che fa capo alla coppia Jotta-Rossoni (che sognava la presidenza di Luigi Mille anche per ragioni di corrente appartenendo tutti al gruppo di Maria Stella Gelmini) e quella che raggruppa gli ex Alleanza Nazionale, forse con la sola distintzione di Maurizio Borghetti che con le ultime uscite (specialmente sulla discarica di amianto) sembra volersi differenziare dalla linea dei suoi ex colleghi partito. Mino Jotta, coordinatore provinciale del Pdl, ha convocato per domani sera una riunione del direttivo provinciale con un ordine del giorno piuttosto vago: le nomine negli enti di secondo livello, senza specificare altro. E se il sindaco tira dritto infischiandose degli ultimatum della coppia Jotta-Rossoni (non è d’altronde la prima volta, è già accaduto per la scelta di Galli alle autostrade e per quella di Pasquali a Linea Group), questa volta il Pdl cremonese rischia davvero la spaccatura, infatti tutto il gruppo degli ex An potrebbe disertare la convocazione seguendo quanto ha già annunciato il vicecoordinatore provinciale Chiara Capelletti: non parteciperò a processi al sindaco. In queste ore ci sono una serie di telefonate, di mail e di incontri e pare che il folto gruppo degli ex An potrebbe davvero disertare l’incontro di domani sera. Il gruppo (l’assessore Roberto Nolli, Chiara Capelletti, Boccali di Sospiro, Palmieri di Rivolta d’Adda, Vitale di Soncino, Benzoni di Robecco d’Oglio, Luciano Panvini e Maurizio Borghetti) deciderà cosa fare ma il clima,  ad ora, fa pensare  all’intenzione di lasciare Mino Jotta da solo a discutere di nomine che il sindaco ha fatto in piena e totale autonomia ma di cui il coordinamento cittadino del partito era perfettamente a conoscenza e che ha approvato.

Dunque tutto il gruppo sarebbe allineato e coperto con Perri. A questo punto cosa farà il dimezzato Mino Jotta?


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