2 Commenti

Il lungo declino di uno spaziodal nome altisonante: la Galleria Kennedy, un angolo morto

Kennedy-Evidenza

In pieno centro a Cremona un angolo in totale abbandono. Nome altisonante per il passaggio coperto che collega Corso Garibaldi con via Goito e che oggi risulta  vuoto e degradato. A Cremona le gallerie sono tutte sfortunate e la galleria Kennedy è forse la più sfortunata. Da decenni questo spazio è completamente abbandonato dai cremonesi che non lo hanno mai molto frequentato. Risalire a memoria a un suo periodo di splendore è molto difficile, riuscire ad immaginarlo ancora di più. Eppure quel periodo c’è stato, un periodo nel quale i negozi erano aperti durante il giorno e, alla notte, i sotterranei erano animati dal club Esedra prima e Playboy dopo.
Sicuramente l’architettura anni sessanta, vecchia nelle idee ancor prima che nell’estetica non aiuta, ma il vero disagio che assale chi cammina lungo i suoi 100 metri circa, è lo stato di completo abbandono. Ogni metro quadrato di parete, sia esso vetrina o muro, è interamente ricoperto di scritte, muffa e sporcizia. I lucernari, opacizzati dal tempo, diffondono nell’ambiente una luce tetra, resa fredda dai tubi al neon dell’illuminazione. Un tappeto di linoleum nero antiscivolo ricopre il pavimento, dando all’ambiente quell’atmosfera tipica da stazione della metropoli che ormai nemmeno le stazioni della metropolitana hanno più. I cartelli la indicano come uno spazio privato dove non introdurre biciclette, ma spesso questi cartelli rimangono inascoltati. Alcuni residenti raccontano che qualche volta si sono viste anche automobili parcheggiate. In Galleria Kennedy diversi negozi hanno aperto e poi chiuso con cicli molto veloci fino ad oggi dove tutto è vuoto. Le uniche attività sopravvissute sono lo storico “La Mela Proibita” che da anni resiste in questo angolo morto della città – forse non a caso – e il  centro estetico “Impero del Sole”.
A questo degrado negli ultimi anni si è anche sommata l’annosa questione di via Goito (il cantiere della mediateca) che ha ulteriormente isolato la zona. Negli ultimi 8 anni diverse volte è capitato ai residenti di incontrare tossicodipendenti abbandonati alle loro attività e protetti dall’isolamento ormai cronico della zona. Questa situazione ha portato con il tempo forti ripercussioni economiche. I negozi impossibili da avviare sono divenuti magazzini affittati a cifre irrisorie, paradigmatico è il caso di uno spazio adibito a rimessa di biciclette e affittato per 60 € mensili. Anche gli appartamenti sopra la galleria hanno subito drastiche svalutazioni che  ne rendono difficile la vendita. Purtroppo lo spazio è privato e un eventuale restyling necessiterebbe di cifre molto elevate, resta solo la speranza che un giorno questa galleria possa essere recuperata.

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Vincenzo Montuori

    E’ vero; galleria Kennedy che, per il suo profilo, ricordava skylines americani anni Sessanta, oggi è in uno stato di completo abbandono. Una volta (circa trent’anni fa) si poteva frequentare la discoteca Playboy che, ad onta del nome, era molto più dignitosa di quanto sia il ridicolo e squallido sexy – shop che c’è oggi. Del resto, la discoteca fu sfrattata perché i nuovi requisiti di sicurezza non consentivano più che un locale si trovasse nei sotterranei di un condominio. Da allora è stato un progressivo degrado ed isolamento e i pochi negozi ed attività che vi si sono installati hanno puntualmente fallito. Non credo, però, che ci vogliano ingenti somme per sistemare tutta la zona e ridarle un minimo di dignità urbanistica; basterebbe un piccolo sforzo da parte del Comune; o anche qui deve intervenire il cav. Arvedi? Magari ci facciamo un bel parcheggio!

  • Em

    1 – Se dici che il sexy shop è ridicolo e squallido vuol dire che non ci sei mai entrato (e poi il playboy stava nettamente più in là, dopo il chandra)
    2 – Essendo spazio privato il comune non ci può metter mano se non espropriando per progetti di pubblica utilità che devono sorgere proprio in quella zona (ma mi sa che adesso il comune ha ben altre questioni in ballo)
    3 – Come dici tu sarebbe bello ridarle dignità urbanistica, ma per farlo occorre che ci siano privati ‘coraggiosi’ che investano finanze e idee… cremona ne avrebbe davvero bisogno!!!