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Il restauro di Villa Medici del Vascello dimora della Dama con l’ermellino A San Giovanni in Croce rivive una delle ville più belle del territorio

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Pochi la conoscono, eppure è una delle più belle residenze extraurbane del territorio cremonese. La Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce, resa celebre per essere stata l’abitazione della Dama con l’ermellino ritratta da Leonardo da Vinci, dopo anni di degrado, è ora oggetto di un lungo e costoso percorso di restauro ad opera del Comune. L’amministrazione guidata prima dall’ex sindaco Vittorio Ceresini e ora dall’attuale Pier Guido Asinari, grazie ai fondi della

Fondazione Cariplo, ha acquistato la villa e proceduto inialmente al recupero delle coperture, e successivamente, con 3 milioni di euro derivanti dall’8×1000, alla risistemazione del complesso. I lavori sono lunghi e complessi, visti la vastità dell’opera e le trasformazioni subite dalla struttura nel corso dei secoli. Una previsione sui tempi del restauro è difficile e dipende più che altro dalla copertura delle spese attraverso i finanziamenti. L’obiettivo è quello di trasferire a Villa Medici il palazzo comunale e di ricavarne anche spazi da mettere a disposizione per convegni, mostre ed esposizioni. Un sogno, quello di inaugurare il complesso, portando alla villa il quadro originale di Leonardo conservato al Museo di Cracovia.

Il complesso in origine era un fortilizio, eretto agli inizi del 1400 da Cabrino Fondulo, Signore di Cremona. L’esigenza originaria era, infatti, quella di garantire il controllo su una porzione di territorio a metà strada tra Cremona e Mantova, all’incrocio tra le strade che portano a Parma, Mantova, Brescia e Cremona. Il passaggio da struttura difensiva a dimora nobiliare avviene a partire dalla seconda metà del ‘400. Qui vive e muore Cecilia Gallerani, la Dama con l’ermellino ritratta da Leonardo da Vinci, amante di Ludovico il Moro e moglie del Conte di San Giovanni in Croce Ludovico Carminati. Si susseguono diverse proprietà nobiliari. E la villa, nel secolo scorso, diventa luogo importante del fascismo, ospitando Farinacci e la sua compagna. Il giardino risale al 1817, idea di Antonio Vidoni Soresina. In origine, era un giardino in stile romantico con un lago dove si svolgevano regate, rovine gotiche, una pagoda cinese, un tempio indiano, una capanna olandese e un padiglione rinascimentale. Ora, come la villa, anche il parco è in stato di totale degrado e aspetta di essere riqualificato e restituito ai cittadini.

 

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