Rifiutato dalla ex, entra in casa arrampicandosi per il tubo del gas. Rinviato a giudizio
Stalking, lesioni e violazione di domicilio. Un cremonese di 33 anni, geloso e ossessivo, andrà a processo il 20 novembre. La sua ex si è costituita parte civile. Era stata picchiata e minacciata di morte
Stalking, lesioni, violazione di domicilio. Sono le accuse contestate ad un 33enne cremonese che è stato rinviato a giudizio per gli atti persecutori messi in atto nei confronti della donna con la quale, a partire dal 2019, aveva avuto una relazione. Secondo l’accusa, l’uomo, spesso in stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol o droghe e spinto dalla sua “incontrollabile gelosia” e da un “controllo ossessivo”, aveva minacciato di morte e molestato abitualmente la vittima.
Comportamenti manifestati da subito e degenerati quando lei lo aveva lasciato. Il capo d’accusa parla di violenze verbali, fisiche, di percosse, schiaffi, strattonamenti, pugni, calci, anche alla presenza di testimoni. E di minacce di morte a lei e ai suoi familiari: “Do fuoco a te e a tutta la tua famiglia: spendo cinque euro di benzina per una buona causa e faccio un falò che si vede fino a Brescia. Con cinque euro di benzina tutti i miei problemi sono risolti. Ti faccio sparire, tanto non ti trovano più”.

Terrorizzata dal suo ex, la donna, 32 anni, aveva cambiato le sue abitudini di vita: temendo di incontrarlo e di essere di nuovo aggredita, si era vista costretta a cambiare temporaneamente residenza, trasferendosi dal padre, e a modificare e limitare i propri spostamenti: quando usciva con il cane o quando andava al lavoro, oppure quando doveva posteggiare la macchina faceva più giri per accertarsi che lui non fosse nelle vicinanze, arrivando anche a farsi accompagnare all’auto dai propri colleghi di lavoro. In diverse occasioni, la vittima aveva chiamato le forze dell’ordine e si era rivolta all’associazione antiviolenza Aida.

Numerosi gli episodi di violenza fisica contestati: nel settembre del 2022, nel gennaio, nel luglio e nell’agosto dell’anno successivo. Il 6 settembre, invece, lei si era rifiutata di incontrarlo, ma il 33enne si era introdotto abusivamente nell’abitazione di Cremona della donna, arrampicandosi lungo il tubo del gas e forzando la porta finestra del balcone. Una volta entrato, le aveva impedito di proseguire la conversazione con l’operatore della Questura che la vittima aveva chiamato per chiedere aiuto. Episodio, quest’ultimo, che è costato al cremonese l’accusa di violazione di domicilio.
L’imputato è assistito dall’avvocato Alessandro De Nittis, mentre la vittima si è costituita parte civile attraverso il legale Caterina Pacifici. Il 20 novembre la prima udienza.