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Manovra, mannaia su forze di polizia Il Sap: «Allo stremo, nel Paese sprechi e a noi mancano toner per le stampanti»

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La sicurezza è una settore fondamentale per la vita un paese. Adesso su questo settore, già martoriato dai tagli del passato e nel quale operano uomini che sono spesso costretti a mettere personalmente mano al portafogli per garantire l’efficienza, si abbatte anche la mannaia della manovra economica. Le condizioni in cui operano le forze di polizia non agevolano le attività, e anche a Cremona i disagi opprimono chi comunque continua a fare il proprio lavoro per il meglio (si ricorda che proprio in queste settimane numerosi sono stati i servizi di controllo del territorio predisposti per scongiurare fenomeni di criminalità e per garantire maggiore sicurezza sulle strade). Il S.A.P. (Sindacato Autonomo di Polizia) ora prende posizione. Lo fa con una nota articolata della segreteria provinciale guidata da Gianluca Epicoco. Segreteria che pone l’accento sulle criticità e sui rischi della manovra. «La politica estiva delle chiacchiere e delle polemiche – si legge – non ci piace e soprattutto non interessa al personale, alle donne e agli uomini della polizia di stato che nei mesi estivi, come durante l’anno, garantiscono silenziosamente e con grande professionalità e sacrificio la sicurezza dei cittadini e il quieto vivere civile».

«Anche il S.A.P. di Cremona, così come ampiamente pubblicizzato dalla struttura Nazionale – prosegue il testo – si dichiara fortemente preoccupato per la recente manovra aggiuntiva approvata in sede governativa. Nessun governo intelligente si sognerebbe mai di penalizzare forze dell’ordine e forze armate così come sembrerebbe nelle intenzioni dell’esecutivo. Proprio nei momenti di crisi economica e sociale questi comparti vengono, in genere, maggiormente sostenuti, anche dal punto di vista finanziario». La parola sul provvedimento governativo passa ora al Senato: «La vera battaglia verrà combattuta in Commissione Bilancio al Senato, dove nelle prossime due settimane saranno presentati gli emendamenti correttivi ad una manovra finanziaria che non può e non deve essere condivisa, soprattutto per quel che riguarda i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico.  Il S.A.P. sta lavorando anche in questi giorni con il coinvolgimento di vari parlamentari amici appartenenti a forze politiche di maggioranza ed opposizione per cercare di apportare modifiche ad un testo che penalizza pesantemente le forze di Polizia e di conseguenza tutto l’apparato della sicurezza, che, non dimentichiamolo, rischia di vedere poi una diminuzione della sicurezza per i cittadini».

«Siamo ormai allo stremo – scrive la segreteria provinciale – e interventi, come quelli annunciati, sulle tredicesime, sulle buonuscite e sulla diminuzione delle giornate festive, senza contare gli ulteriori tagli al bilancio ministeriale, non possono essere tollerati e sostenuti. Men che meno si può pensare di intervenire ancora sulle pensioni, perché i diritti acquisiti non si toccano». Chi lavora in Questura, a Cremona (nella foto), deve fare i conti con ben più di una problematica. «I tagli finora effettuati al bilancio del Ministero dell’Interno – denuncia il S.A.P. – hanno di fatto paralizzato alcune strategiche voci di spesa come gli equipaggiamenti, la logistica e la manutenzione di uffici, impianti e automezzi. In questi giorni, ad esempio, il caldo asfissiante che sta opprimendo la nostra Provincia sta portando a pesanti disagi per il personale di alcuni Uffici della Questura, quali ad esempio l’Ufficio Passaporti, la Divisione P.A.S., una parte della Squadra Mobile ed altri, costretti a lavorare (addirittura l’Ufficio Passaporti è privo di finestre) a temperature infernali, con disagio anche per quegli utenti che ‘disgraziatamente’ sono costretti a recarsi in tali Uffici, costretti ad una ‘sauna’ fuori stagione. Alle pressanti denunce sindacali segue la risposta di rito da parte dei competenti Uffici, anche della Prefettura: “Non ci sono i soldi per la manutenzione, per la ricarica dei condizionatori e per la sostituzione di quelli non funzionanti”».

Il S.A.P. contro gli sprechi: «Siamo consapevoli che la situazione economica del paese è difficile ma ci rifiutiamo di accettare che, a fronte di sprechi che quotidianamente, anche a livello nazionale, sono sotto gli occhi di tutti, non si riesca poi a trovare qualche centinaio di euro per permettere ai Poliziotti di lavorare in condizioni dignitose e degne di un paese civile. Non possiamo accettare che non si riescano a ricaricare i condizionatori delle auto di servizio, che non ci siano più i toner per le stampanti e che il personale sia costretto a contribuire di tasca sua per poter lavorare in maniera più efficiente ricevendo in cambio sempre la solita risposta: “Mancano i fondi”».

«Non crediamo che un’istituzione dello Stato – conclude il S.A.P – debba arrivare a “fare la carità” chiedendo magari a qualche mecenate di buon cuore di contribuire di tasca propria, perciò chiediamo pubblicamente, a tutte le autorità competenti, ed abbiamo deciso di farlo sulla stampa perché la situazione è ormai insostenibile, un intervento urgentissimo volto a ripristinare condizioni di vita e lavoro accettabili con la precisazione che, in mancanza di risposte concrete, il S.A.P. è pronto a fare tutto ciò che è necessario per salvaguardare i diritti del personale. Senza lasciare nulla di intentato».

Michele Ferro

 

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