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Scazzottata al gazebo e vigili in borghese In Comune ci si interroga sui silenzi del Comandante

gazebo

C’è aria tesa in Comune per la notizia del coinvolgimento di due vigili urbani leghisti, in borghese, nella rissa al gazebo del Carroccio. Indiscrezioni raccolte da Cremona Oggi hanno permesso di divulgare ieri la vicenda (leggi l’articolo) e la situazione si fa ora ancora più pesante dalle parti degli uffici dell’amministrazione. Preoccupazione ci sarebbe nelle alte sfere del palazzo ed anche a livello politico in quanto nelle immagini registrate dalle telecamere i due vigili in borghese avrebbero avuto una parte attiva nella scazzottata. Al momento provvedimenti per i due non ce ne sono. Il direttore generale del Comune starebbe valutando dal punto di vista disciplinare la posizione dei vigili che, pur essendo fuori servizio, restano comunque pubblici ufficiali. Sia la Lega sia l’assessore Alessando Zagni (leghista) minimizzano dicendo che i due si sarebbero messi in mezzo per dividere i contendenti ma la versione dovrebbe essere confermata dal filmato in mano alla Digos che sta attentamente vagliandolo prima di consegnare il rapporto alla Procura della Repubblica. In Giunta qualcuno però solleva dubbi sulla immediata difesa attuata dall’assessore Zagni (anche se in verità lo stesso è stato molto cauto dicendo di voler attendere l’esito dell’indagine) e soprattutto sul fatto che il comandante dei vigili urbani non sia stato nemmeno sfiorato dall’idea di avviare un’inchiesta conoscitiva interna quanto meno per chiarire come si siano svolti i fatti. Da tempo in Comune si dice che la posizione del comandante dei vigili, Fabio Germanà Ballarino (nella foto), non sarebbe solidissima e che il rinnovo del suo contratto ad ottobre non sarebbe così scontato. E questa vicenda potrebbe lasciare il segno.

Adesso sulla questione gazebo-vigili giungono anche le parole del Partito democratico, che vuole chiarezza. I consiglieri comunali del Pd Annamaria Abbate e Alessandro Corradi la chiedono con un’interrogazione all’assessore Zagni.

«Da notizie di stampa – recita l’interrogazione – si apprende che negli scontri intercorsi tra militanti della Lega e frequentanti il collettivo Kavarna erano presenti agenti della polizia locale in borghese in qualità di militanti leghisti; non è in discussione l’esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti; per sgombrare tuttavia il campo da dubbi e legittimi interrogativi è necessario fare chiarezza sul comportamento degli agenti durante la rissa poiché, seppur in borghese e al di fuori del servizio, essi restano comunque pubblici ufficiali e come tali tenuti a comportamenti nella vita sociale coerenti con il loro ruolo». «Tutto ciò premesso – va avanti il documento – s’interroga l’assessore competente per sapere se ha ritenuto di promuovere una ricostruzione dei fatti con particolare riferimento al comportamento degli agenti della polizia locale durante la rissa e se non intenda riferirne al Consiglio».

I democratici non sono i soli a parlare della questione. Giacomo Bazzani di Rifondazione Comunista–Federazione della Sinistra (coordinatore cittadino del circolo Rosa Luxemburg) interviene con una lunga nota. «Finalmente, dopo quasi venti giorni dalla “rissa” al gazebo leghista di sabato 6 agosto, ecco i primi squarci di notizie sui famosi filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso che sorvegliano i giardini pubblici e che dovrebbero servire alle indagini per fare piena luce sulla dinamica dei fatti», si legge. «Scopriamo “ufficialmente” (ma ammettiamolo, era un segreto di pulcinella perché in tanti li avevano notati) che a quel gazebo erano presenti due vigili urbani in borghese – va avanti Bazzani -; la circostanza è confermata dallo stesso assessore Zagni il quale però, senza che nessuno glielo abbia chiesto, si è affrettato a precisare che i due avevano tutto il diritto di partecipare a quell’iniziativa politica (giusto, anzi sacrosanto; ci piacerebbe però che analogo comportamento venisse tenuto verso dipendenti comunali che talvolta partecipano a manifestazioni di colore politico, diciamo così, diverso); e che i due non hanno partecipato ai disordini ed anzi hanno cercato di sedarli. Dichiarazione seguita immediatamente da una analoga di Carpani il cui “neocelodurismo” lo spinge a dire che addirittura facevano da pacieri (peraltro con scarso successo a quanto pare), giustificando in tal modo una eventuale visione dei due che menano le mani perché, come dire, “si vis pacem para bellum” (evidentemente il vicesegretario provinciale della Lega, smentendo, perbacco, le dicerie sui leghisti “rozzi e ignoranti”, ha letto il libero adattamento latino della settima locuzione di Cicerone che contiene la famosa e disgraziatissima massima)».

«Ora, lasciando il Carpani al suo destino (ognuno ha il Bossi che si merita…) – scrive Bazzani – appare evidente, almeno lo speriamo, che l’assessore abbia visionato quei filmati sennò sarebbe un tantino rischioso avventurarsi in dichiarazioni così perentorie; sarebbe però decisamente opportuno che Zagni richieda agli inquirenti di renderli pubblici in modo tale che non solo lui ma tutti i cittadini si rendano conto di cosa è effettivamente successo. Anche perché ci pare proprio di poter dire che le notizie trapelate una cosa la confermino una volta per tutte: la versione della prima ora, e cioè di un’aggressione in massa e addirittura studiata a tavolino dai cattivoni del Kavarna contro quei bravi e tranquilli ragazzi celtici, non sta più in piedi. Quella versione è stata poi acriticamente assunta come quella vera da una sacco di gente che all’indomani si è affrettata a dispensare solidarietà alla Lega non peritandosi di verificare alcunché. Sarebbe carino, ma ci contiamo poco, che quelle dichiarazioni di solidarietà venissero ritrattate».

 

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