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Accelera la riforma dei piccoli tribunali La sforbiciata tocca direttamente Crema Alloni (Pd): «Nostra idea aggregazione con Treviglio, tagliare non è risparmiare»

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La riforma dei piccoli tribunali, dopo i tentativi del passato, sembra questa volta destinata ad andare in porto. Tagli e accorpamenti in vista per le realtà con meno di 15 giudici. Cremona e Crema rientrano in questa categoria, ma il centro principale si salverà in quanto non verranno toccati i capoluoghi di provincia (leggi l’articolo).

La ridefinizione giudiziaria toccherà nel complesso, con i citati tagli e accorpamenti, anche i giudici di pace – gli uffici non circondariali dove manca tribunale e procura, 681 su 846 -, 220 sezioni distaccate e 58 piccole procure. In totale quasi mille uffici giudiziari. Per un risparmio valutato in circa 80 milioni di euro all’anno e una riorganizzazione di magistrati e personale amministrativo, da dirottare verso realtà di medie dimensioni per migliorare l’efficienza. Cremona e Crema verso l’accorpamento.

Della questione torna a parlare oggi il Sole 24 Ore. Fa menzione di un fruttuoso incontro tra il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma e il Presidente Giorgio Napolitano, che avrebbe accolto in pieno i tratti della “riforma”. A breve l’incontro con il premier. Vengono anche elencate le somme chieste dalle sedi di piccoli tribunali (dati 2008). Cremona: 987.349,98 euro. Crema: 957.649,61.

 

L’INTERVENTO DI ALLONI (PD): IDEA AGGREGAZIONE CON TREVIGLIO

Sul futuro del tribunale di Crema arrivano le parole di Agostino Alloni (nella foto), consigliere regionale del Pd. «Verso la fine della settimana scorsa mi sono sentito con la senatrice Cinzia Fontana e con lei e il coordinatore del Pd cremasco Matteo Piloni ho condiviso la posizione sul futuro del tribunale di Crema: non è detto che si risparmino risorse accentrando tutti gli uffici giudiziari su Cremona».

«Tanto per far comprendere quanto mi stia a cuore la questione e da quanto tempo me ne stia occupando, faccio sapere che la scorsa primavera avevo avuto un incontro con l’allora sindaco di Treviglio Ariella Borghi – racconta Alloni –. Da tanti anni, infatti, si parla di togliere il tribunale a Crema, al pari di quanto accade per l’azienda ospedaliera, e l’idea era di dare maggiore forza alla struttura ipotizzando un’aggregazione dal punto di vista della gestione della giustizia con il territorio di Treviglio. Con la Borghi eravamo rimasti d’accordo che ne avremmo riparlato dopo le elezioni, anche assieme agli altri consiglieri regionali e ai parlamentari. Purtroppo la Borghi ha perso le elezioni e la proposta è rimasta lettera morta. Della chiacchierata con il sindaco di Treviglio avevo avvisato il presidente degli avvocati di Crema Aiello».

Una proposta che torna d’attualità con la riforma dei piccoli tribunali che mette a rischio il futuro del tribunale cremasco e in un momento in cui le sforbiciate coinvolgono anche province e comuni: «E questo mi permette di dire di non essere assolutamente d’accordo con il dibattito in corso nelle nostre zone che ogni giorno vorrebbe sapere dai sindaci se preferiscono stare con Lodi, Bergamo o Mantova. Un conto è aggregare o unire i servizi; un altro è togliere, abolire, sopprimere. A settembre vorrei ripartisse un confronto vero su questi temi – aggiunge Alloni –. Il Consiglio regionale dovrebbe fare uno studio in cui ipotizzare l’unione di comuni e la ripartizione delle province in modo razionale e sensato, non aggregando semplicemente questa provincia a quella, ma rimettendo in discussione l’attuale disegno amministrativo».

 

 

 

 

 

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