Un commento

Pdl spaccato in Consiglio comunale, gruppo della Lega ormai al lumicino Perri: «Basta politica di palazzo, Cremona ha bisogno di altro»

EVIDENZA-perri

«La notizia della sfiducia del capo gruppo Maschi è stata per me un fulmine a ciel sereno – ha commentato il sindaco Perri raggiunto telefonicamente nel pomeriggio -. Non mi sarei mai aspettato che una persona come il consigliere Maschi, che ha lavorato molto per il partito e per la città, venisse sfiduciata. Mi domando se sia possibile che una parte dei consiglieri possa agire da sola senza coinvolgere né la Segreteria cittadina né quella provinciale».

«Anche le ragioni di questa mozione di sfiducia mi sono oscure – è andato avanti il primo cittadino – l’operato di Maschi in questi due anni è stato esemplare e non capisco come proprio ora possa ricevere questo tipo di trattamento. Mi sono sentito con il consigliere Maschi e anche lui è rimasto molto colpito da questa decisione che lo ha colto totalmente impreparato. Giovedì quando tornerò in città contatterò immediatamente i nove consiglieri che hanno firmato il documento e cercherò di capire con loro le ragioni di questa decisione, benché la loro posizione sia totalmente legittima, credo però che abbiano sbagliato a non coinvolgere tutto il gruppo consigliare e a dibattere la questione tutti insieme nelle sedi opportune».

«La mia posizione è molto chiara – conclude il sindaco Perri – posso essere convinto ma non ricattato. Se questa sfiducia vuole essere un messaggio diretto a me posso dire fin da subito che non ho intenzione di trattare il mio ruolo di sindaco. La gente si sta stufando di questa politica di palazzo, la città chiede di essere amministrata. Ho sottoscritto un impegno con gli elettori ed è mia intenzione  portarlo a compimento, se qualcuno della mia maggioranza dovesse ritenere che non sono più adatto a ricoprire il ruolo di primo cittadino non deve far altro che votarmi contro e sfiduciarmi, di sicuro io non ho intenzione di tirarmi indietro. In questi due anni credo di aver operato con la massima trasparenza e di aver coinvolto sempre i consiglieri comunali, incentivando gli assessori a fare lo stesso».

Il gruppo del Pdl spaccato con nove consiglieri su tredici che sfiduciano Domenico Maschi e con quattro (ex An) che potrebbero non riconoscere il nuovo nominato Federico Fasani. Il gruppo della Lega che di fatto non esiste più. Sono rimasti ormai solo due consiglieri (Italico Maffini e Giovanni Ferraroni) dopo che anche Michele Ceresa da settembre passerà al gruppo misto. Due consiglieri ma ben tre assessori (Alquati, Demicheli, Zagni) una sproporzione enorme che, come abbiamo scritto ieri, di fatto imporrà al sindaco di tagliare almeno un assessore leghista per sostituirlo con un nome indicato dal gruppo misto. A questo si deve aggiungere che anche la Lega partito è spaccato. In questa situazione, cosa farà il sindaco Oreste Perri? Cercherà ancora di mediare cercando di salvare la sua maggioranza comunque o, preso dalla sconforto, mollerà tutto? Chi gli è più vicino dice che, nonostante la delusione, il sindaco intenda proseguire fino alla fine, del mandato e da lunedì voglia mettersi al lavoro cercando, con pazienza, di ricucire. Ce la farà?

 

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Commenti
  • NANI E BALLERINE

    Secondo l’on line della Provincia, Roberto Nolli, assessore al Bilancio, si sarebbe incamminato sulla strada di Ca’ d’Andrea, chiamando i nove dissidenti del Pdl: nani e ballerine. Ottima risposta al servizio del sindaco Pivetti (Piva/Pizzetti, Perri ci mette la cravatta), ripreso sia da http://www.cremonaOnLine.it che da http://www.cremonaoggi.it : i nove del Pdl dovevano discuterne all’interno di tutto il gruppo, comprese le segreterie cittadina e provinciale.
    Roberto dimentica di quando era lui a essere preso pubblicamente a calci in culo da Pivetti, Pivetti non ricorda che in ogni momento, pure nelle due interviste di ieri, esalta il suo agire slegato dalle formule dei partiti.
    Il terzo moschettiere, Franco Albertoni, gode in quasi discrezione il trionfo: per la sua poltrona è riuscito prima a rompere il partito che l’ha messo in carriera, poi quello che l’ha raccattato. Spero conveniate con me, cari lettori, che molti altri al suo posto avrebbero tolto il disturbo, visto il casino provocato, accettando le numerose offerte di incarichi di prestigio in mezza Italia.
    Tutto questo perché finalmente, in ritardo, troppo ritardo, nove consiglieri della maggioranza hanno spiegato al sindaco e ai colleghi che il sistema costituzionale italiano è fatto di pesi e contrappesi, che nessuno ha un potere autonomo, assoluto, derivante da qualche divinità, che tutti devono capire e accettare di averne una porzione, da discutere sempre, appunto, con pesi e contrappesi, senza darsi da vittima. Mi dilungo per Pivetti, perché sarà l’unico a non capire, Nolli e gli altri capiscono benissimo, molto meglio di me , ma non vogliono: da nessuna parte è scritto che un sindaco ordini e che i consiglieri debbano rispondere: gi badrone, altrimenti, dovrebbe esserti chiaro, caro Pivetti, la legge non avrebbe imposto la loro esistenza. Tu devi discutere e trattare , con sincerità, anche le lettere alla Pasquali, ogni decisione, specie le importantissime tipo le nomine e gli incarichi. Lo prevede la legge: in caso contrario tutti a casa, non solo sindaco o consiglieri. Il sindaco, caro Oreste, fattelo spiegare da qualsiasi giurista, a tua scelta, ha solo un potere, vistoso, di iniziativa, ma le scelte, per essere valide, devono essere “controfirmate” dai consiglieri. In senso teorico e pratico, se si vuole governare.
    E per quanto riguarda il sindaco della gente, caro Oreste, aspettiamo il terzo sondaggio del Sole24Ore, dicembre è vicino, dove la certezza è una sola, oltre l’ultimo posto non puoi scendere. Sondaggio che, fattelo di nuovo spiegare da chi vuoi, è molto più probante delle strette di mano che raccogli quando esci per il caffè.
    Per chiudere, caro Oreste, se dovessi elencare tutte le balle che racconti, mi servirebbero etti di carta: ricordati che una volta uno ci crede, la seconda fa finta, la terza ti manda al diavolo. Oggi mi limito a segnarti le più vistose tra le due interviste, per carità, sarai stato nervoso perché non ti aspettavi che le ex pecore destituissero Domenico Maschi, l’unica vera vittima di questa brutta storia.
    “Non si possono destituire politicamente e senza pretesti persone oneste e valide. Credo che tutti dovrebbero essere coinvolti, dall’assessore regionale ai segretari provinciale e comunale.”
    Tu che ti vanti di ascoltare solo la gente (quale gente? Piva/Pizzetti?) dici una roba del genere? L’assessore regionale che c’entra?
    “Io non posso continuare a subire pressioni sulle nomine sulle municipalizzate e nelle aziende controllate”
    A chi ti stai rivolgendo? dobbiamo proprio risponderti?
    “Nella sua maggioranza la criticano perché lei ha confermato uomini di sinistra.
    Nel programma non c’è scritto che bisogna mandar via i comunisti.”
    Specie se caldamente raccomandati da Piva/Pizzetti.
    “Tutte le nomine che ho compiuto sono di centrodestra, tranne quella di Albertoni che è una risorsa per il territorio, ha messo la sua capacità e la sua esperienza al servizio del bene comune e non ha seguito il consiglio di Titta Magnoli che lo invitava a lasciarci nei guai (professionisti e imprenditori della destra cremonese, non dimenticatelo MAI) etc etc”
    Sì caro, certo caro, hai ragione caro.
    “Comunque, i meriti sono di tutti, le colpe solo mie.”
    Se vuoi proprio fare la vittima, impara come si fa.
    “L’accusano di scarsa collegialità nei confronti del Consiglio: è vero il contrario.”
    Sì caro, etc etc
    “Ho indicato Galli che è stato votato da un’assemblea. Di Albertoni ho già parlato e la nomina di Bodini è sicuramente d’alto profilo. Il criterio che guida le mie scelte è quello della competenza.”
    Il mondo, ingiustamente, non ti ha attribuito medaglie.

    La più bella, da sola sufficiente a spiegare alle future generazioni cremonesi chi è stato Perri Oreste:
    “Nel caso della vertenza Tamoil, della quale mi sono occupato personalmente con l’assessore Bordi, l’aiuto del deputato Luciano Pizzetti è stato fondamentale. Avrei dovuto rifiutarlo perché è un nemico politico? non scherziamo, lo ringrazio personalmente e pubblicamente.”
    Il compagno Luciano Pizzetti è da vent’anni il dominus della sinistra cremonese, quella che, al potere da sempre, non ha mai pensato a controllare se una raffineria di petrolio in città potesse inquinare. Quella che, ricevuta l’autodenuncia della raffineria nel 2001, l’ha tenuta nascosta ai cittadini per anni, fin quando un giornale, Cronaca, ha cominciato a scriverci, e solo allora ha dovuto fare qualche passo, con molta discrezione, visti i precedenti.
    Bene, Oreste Perri, il sindaco di tutti (non ho mai capito bene chi è il signor Tutti), elogia pubblicamente, speriamo per l’ultima volta, chi ha permesso l’avvelenamento di tanti cremonesi, per la più classica ragion di Paesone.
    I trapassati che fanno di Cremona la città lombarda con maggior numero di morti per cancro, mia moglie tra gli altri, supplicano i loro cari di porgere i più sentiti ringraziamenti al sindaco di tutti.

    Cremona 27 08 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

    P.S. a furia di scrivere ho perso il conto: chi sono i nani e le ballerine?