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LA PROTESTA IN DIRETTA Concluso l’incontro tra Maroni e i sindaciIl ministro non ha dato risposte chiareIn serata le dichiarazioni del Governo

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AGGIORNAMENTO ORE 18,20 – Con la conclusione della riunione in Prefettura tra la delegazione dei sindaci e il ministro Roberto Maroni, si è conclusa la manifesta ANCI del Nord Italia. Dalla riunione con il titolare del Viminale non si è arrivati a nessuna conclusione, l’incontro, avvenuto tra le 16,00 e le 17,00, è terminato prima del ben più importante riunione ad Arcore tra lo stato maggiore padano e il presidente Berlusconi. Maroni, salvo ironizzare su i numeri della manifestazione,  non ha quindi dato alcuna risposta, ha solo  lasciando intendere che sarà necessario aspettare le dichiarazioni che in serata usciranno da villa San Martino.

 

AGGIORNAMENTO ORE 16,45 – Sciolta la manifestazione in piazza della Scala, solo una delegazione di sindaci dell’ANCI si è fermata in Prefettura a incontrare il ministro Maroni. Nell’aria tanta rabbia, circa millenovecento i Comuni rappresentati, un quarto di tutti quelli italiani, come non se ne vedono nemmeno all’assemblea nazionale dell’ANCI. Le fasce tricolori delle grandi città gomito a gomito con quelle dei piccoli, a sorreggere gli stessi striscioni di protesta, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Il consigliere Giuseppe Torchio, organizzatore di uno dei pullman partiti dal cremonese ha parlato di amministratori disposti a tutto pur di non vedere scomparire i piccoli municipi, ultimo presidio di democrazia e servizi in gran parte del territorio:«Questo è solo l’inizio – dice Torchio -, non permetteremo che il Governo tocchi ancora i Comuni. Nelle ultime tre manovre hanno solo saputo colpire le amministrazioni locali, lasciando intatti Parlamento e ministeri. Parlano di decine di migliaia di poltrone eliminate – continua il consigliere provinciale -, ma è tutta demagogia, i circa duemila piccoli comuni che vorrebbero eliminare pesano più o meno come tredici parlamentari romani. È da tempo che le “poltrone” locali hanno smesso di gravare sul bilancio pubblico, è ormai prassi da parte di sindaci è consiglieri comunali destinare i pochi euro di compenso direttamente alle casse comunali. È ridicolo parlare di tagli alle spese sociali quando si lasciano intatti i bilanci ministeriali che in Italia gravano molto di più sulla spesa pubblica. Ciò che però indigna maggiormente sono le assenze, i sindaci che pur in difficoltà hanno deciso di non manifestare, sindaci che parlano di tagli sopportabili, sindaci che definiscono inopportune le manifestazioni di piazza».

Oltre al consigliere Torchio numerosi i sindaci cremonesi che sono scesi in piazza a Milano, Manuel Sacchini di Torricella del Pizzo, Pietro Torazzi di Ripalta Arpina, che si è detto molto preoccupato per l’attuale situazione precaria dei Comuni, il Sindaco Otello Fontana di Cicognolo, il sindaco Maurizio Franzini di Quinzano, il vicesindaco Giuseppe Rossetti di Corte de’ Frati, Agostino Rocco Guerini di Campagnola cremasca che con l’assessore Angelo Assandri ha portato in corteo il gonfalone del paese: «Posso dire di sentirmi fiducioso perché eravamo in tanti, quella di oggi è stata la più grande manifestazione ANCI di sempre, ciò significa che si è arrivati ad un punto di rottura, sono anni che accettiamo sacrifici quasi impossibili, adesso non possiamo più tollerare oltre, il Governo non può pensare di poter sopprimere Municipi senza pensare di incontrare la forte opposizio0ne di chi tutti i giorni lavora per la propria comunità per puro spirito di servizio. Conclude il sindaco Guerini, spero davvero che la contrattazione con il ministro sia agguerrita come lo siamo stati stamattina». Molto preoccupato anche il sindaco di Pessina Cremonese, Dalido Malaggi: «Abbiamo lavorato molto in questi anni, con altri colleghi (Torre de Picenardi, Ca’ d’Andrea, Isola Dovarese) abbiamo realizzato un’area industriale sovracomunale per incentivare l’economia, abbiamo trovato soluzioni di serzizi condivisi e adesso ci cade in testa questa tegola, come se tutto il lavoro fatto fino ad ora non fosse servito a nulla. Lo trovo ingiusto  e privo di senso».

Presente invece una delegazione del gruppo consigliare del Pd, la senatrice Cinzia Fontana ed il consigliere regionale Agostino Alloni del Pd.
La straordinaria partecipazione di sindaci e amministratori locali oggi al Pirellone e poi in piazza della Scala è un chiaro messaggio al governo perché annulli i tagli al comparto delle autonomie locali, già duramente colpito dalle ultime manovre di questo governo – dichiarano -. Un no forte e chiaro, quello dei sindaci, a misure inaccettabili, inique, e peraltro del tutto inefficaci rispetto alla gravità delle questioni economico finanziarie che affliggono il Paese. Misure che rischiano di costringere i Comuni ad aumentare le tasse, le rette degli asili e le tariffe dei servizi, facendo ricadere sulle famiglie il peso della manovra.

Grande assente è stata invece la nostra città, né il sindaco né suoi rappresentanti hanno ritenuto di dover unirsi alla manifestazione a Milano.

 

AGGIORNAMENTO ORE 15,30 – Dopo la chiusura della manifestazione, attorno alle 14, si attende di sapere quanto emergerà dall’incontro in prefettura tra il ministro Maroni e una delegazione dell’Anci.

 

AGGIORNAMENTO ORE 13,00 – Sul palco allestito in piazza della Scala si stanno avvicendando molti sindaci da tutta Italia, tra questi Flavio Tosi, Piero Fassino e Mauro Guerra, vicesindaco di Tremezzo e coordinatore Anci dei piccoli Comuni: «Il movimento dei sindaci ha provocato una riflessione seria di governo e parlamento sulle misure aberranti previste dalla manovra a scapito dei Comuni. Apprezziamo questa riflessione, ma ora attendiamo una risposta netta, chiara e completamente positiva alle nostre richieste. Siamo qui – afferma Guerra – per riaffermare e difendere l’autorità e l’autonomia dei Comuni. Da troppo tempo abbiamo visto praticare politiche centralistiche che hanno mortificato le autonomie locali, non solo in termini di risorse ma anche in termini di dignità istituzionale. Si e’ proceduto – continua – con un’ottusità che non distingue il vizio dalla virtù, e dunque mantiene il vizio e mortifica le virtù. Per questo – affonda – diciamo no ai tagli ai Comuni e all’immutabilità del Patto, no all’articolo 16 della manovra sui piccoli Comuni: 17 euro lordi a seduta per 4 o 5 sedute l’anno non sono una poltrona, cosi’ come non lo sono 123 euro per un assessore. Questa campagna sulle poltrone dei piccoli Comuni – conclude Guerra – non ha fondamento economico e offende persone che di certo non vivono di questo».

Positivo invece il  commento di Fassino sulle nuove posizioni del Governo: «Adesso c’e’ stata una marcia indietro del governo, ne prendiamo atto e vediamo cosa ci propongono. Occorre una semplificazione geografica istituzionale – aggiunge il sindaco torinese parlando con le agenzie stampa – ma deve avvenire con il consenso dei Comuni coinvolti. I tagli ai Comuni -osserva Fassino- sono insostenibili e non poteva che esserci una protesta da parte di tutti i sindaci. Eventuali accorpamenti e  semplificazione istituzionale deve essere fatta con la condivisione dei Comuni interessati. Occorre favorire l’aggregazione, ma per farlo non c’e’ bisogno di eliminare Consigli e Giunte comunali. Anzi – ha puntualizzato Fassino – C’e’ bisogno di Giunte e Consigli per facilitare le unioni comunali».

 

AGGIORNAMENTO ORE 12,00 – Mentre il lungo corteo dei sindaci si sta spostando da piazza Duca D’Aosta verso piazza della Scala, giungono le prime battute dal palco dell’Auditorium Giorgio Gaber di palazzo Pirelli. Tra i brevi interventi che si sono succeduti quello del Governatore lombardo Formigoni che ha parlato di uno stato più magro e agile, che dovrà trovare le energie necessarie non tagliando i finanziamenti agli Enti locali o aumentando le tasse ai cittadini, ma liberandosi di zavorre come la Rai o come parte del suo sterminato patrimonio immobiliare: «Dal vertice di Arcore di stamattina mi auspico la decisione di una drastica riduzione delle tasse ai cittadini, una drastica riduzione dei tagli agli enti locali e provvedimenti strutturali”. Essenziale sarà lo “snellimento” della “elefantiaca” macchina burocratica dello Stato. Se si amministrasse come la Lombardia – ha spiegato – si risparmierebbero sette miliardi di euro».
Anche Giuliano Pisapia è intervenuto sul palco dell’Anci, il sindaco di Milano parla di completo ritiro della parte della manovra che interessa i Comuni: «Ci aspettiamo – ha detto Pisapia – che la manovra, almeno per quanto riguarda la parte sui comuni, venga completamente ritirata. Quella inaugurata dai sindaci contro il governo sarà una battaglia vinta soltanto se saranno eliminati tutti i tagli, non se saranno ridotti. È importante essere uniti sui bisogni dei cittadini. La protesta deve essere bipartisan, al di là di ogni pregiudiziale politica, quando si parla di servizi sociali da erogare ai cittadini non c’è destra né sinistra. Questa è una manovra ingiusta e ingiustificabile»
Anche il sindaco romano Alemanno, giunto a Milano questa mattina ha parlato di completo azzeramento dei tagli: «I cambiamenti che ci saranno nella manovra non devono essere semplici palliativi. Con le ultime tre manovre – continua Alemanno -, il taglio complessivo per i comuni ammonta a 14 miliardi. Ed è per questo che chiediamo che i tagli previsti in questa manovra vengano completamente azzerati».

 

AGGIORNAMENTO ORE 11,20 – A Milano sono quasi 900 i sindaci che protestano contro la manovra. Arrivati anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e quello di Roma Gianni Alemanno. Così come il presidente della Regione Roberto Formigoni. Pullman carichi di primi cittadini sono giunti da ogni parte d’Italia. Tutti vogliono alternative ai provvedimenti della finanziaria. Alcuni dei sindaci della provincia di Cremona sono in coda per entrare in un auditorium sempre più pieno. Alle ore 15 in Prefettura in programma incontro tra delegazione Anci e ministro Maroni. I partecipanti sono numerosi. La protesta potrebbe spostarsi in piazza della Scala.

 

SINDACI CONTRO LA MANOVRA: IN PARTENZA LA PROTESTA

E’ il momento delle proteste contro i tagli della manovra e la sforbiciata alle piccole realtà amministrative. Oltre 500 le adesioni pervenute per la manifestazione dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) che dalle 11 di oggi riempirà di fasce tricolori l’auditorio Gaber di Palazzo Pirelli, a Milano. Anche Cremona farà la sua parte: numerosi i sindaci della nostra provincia che questa mattina, in macchina, in treno o con pullman organizzati per l’occasione, hanno preso la strada che porta nella città meneghina, alla volta di piazza Duca d’Aosta. Ancora difficile quantificare in quanti effettivamente saranno presenti, ma sembra che si arriverà a una cinquantina.

L’obiettivo è chiaro: far sentire la propria voce contro quella parte di manovra dedicata ai comuni, giudicata insostenibile. E non mancheranno i cosiddetti “big”. «Abbiamo promosso questa manifestazione per dire all’opinione pubblica l’impossibilità per i comuni di garantire servizi ed investimenti di fronte all’importo dei tagli contenuti nell’ennesima manovra», afferma Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia. «Saranno presenti – continua – Presidente della Lombardia Formigoni e dell’Emilia Errani, il presidente della provincia di Milano Podestà, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, di Roma Gianni Alemanno, di Torino Piero Fassino, di Genova Marta Vincenzi, di Bologna Virginio Merola, di Venezia Orsoni, di Verona Flavio Tosi, di Pisa Marco Filippeschi e tantissimi altri sindaci di città medie e piccole. Una manifestazione corale per mettere al centro due temi: l’assurdità delle misure che cancellano i consigli comunali nei comuni con meno di 1000 abitanti e l’insostenibilità dei tagli imposti ancora una volta».

«Milano sarà invasa dai sindaci dei piccoli Comuni che mai come questa volta si sono sentiti umiliati – sostiene il coordinatore di ANCI dei piccoli comuni e vicesindaco di Tremezzo Mauro Guerra – Noi sappiamo bene che c’è bisogno di associarsi per gestire meglio i servizi e promuoverne di nuovi. Ma sappiamo altrettanto bene che bisogna farlo con un percorso lineare, coerente e che premi chi lo fa davvero. Invece ci troviamo di fronte a norme che non produrranno questi effetti ma solo restringimento della democrazia, confusione, incertezza e nessun risparmio e nessuna qualità nei servizi per cittadini ed imprese come racconteranno i sindaci di piccoli comuni a cominciare da Ivana Cavazzini di Drizzona, Patrizia Nava di Brienno e Sabrina Ciancone di Fontecchio piccolo comune del cratere de L’Aquila».

 

(foto: Bergamonews.it)

 

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Commenti
  • Ecco l’Italia: il potere è mio, guai a chi me lo tocca !

  • Andrea

    Io sono assolutamente favorevole con l’eliminazione dei piccoli comuni. In più occasioni mi è capitato di sentire amministratori di piccoli comuni che, alla domanda di come mai avessero speso tot soldi in iniziative o attività o anche piccole infrastrutture assolutamente inutili, pur ammettendo loro stessi l’inutilità del lavoro eseguito hanno risposto cose del tipo “Se non avessi speso quei soldi che mi avanzavano, li avrei dovuti dare indietro allo Stato per cui ho preferito farli restare qua pur realizzando cose inutili” oppure in tempi più recenti con i fondi veicolati da altri enti mi son sentito dire “Se non li avessimo presi noi, li avrebbe ricevuti qualcun altro per cui abbiamo preferito pigliarceli noi”.
    Io penso che un sindaco che deve amministrare un territorio più vasto rispetto ai piccoli comuni di cui siamo pieni dalle nostre parti, se avesse la possibilità di gestire un disavanzo o dei fondi ottenuti da altri enti, avrebbe più possibilità di investirli in iniziative concrete a beneficio della porzione di territorio/cittadinanza che in quel momento ne necessità.
    Amministrando un territorio un attimino più vasto secondo me si hanno più probabilità di ottimizzare e razionalizzare meglio gli investimenti senza inutili sprechi di denaro pubblico.

  • d’accordo Andrea, ma lo fanno anche i Comuni grandi, purtroppo, e non è un caso vedere i loro sindaci in prima fila, mettono le mani avanti sapendo che poi toccherà a loro. Per autonomia intendono: io spendo quel che mi pare e piace, nessuno ci deve mettere il becco.

  • SINDACI DI ITALIA TUTTA

    Hanno copiato la marcia su Roma, e l’han giurato, li han visti in Milano, ripresi da cento Tv, convenuti dal monte e dal piano, l’han giurato, si strinser la mano i sindaci di mille città: nessun Governo dirà mai a noi cosa dobbiamo spendere.
    Naturalmente l’ipocrisia non permette di parlare tanto chiaro a chi deve raccoglier voti, per cui la formula è stata: salviamo l’anima dell’Italia, dando vita a una manifestazione bipartisan (il danaro divide e unisce come nessuno) contro tagli e accorpamento dei piccoli Comuni.

    Cremona 01 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info