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Via l’amianto dall’ex Armaguerra ora spazio a pannelli fotovoltaici

EVIDENZA-armaguerra

C’è movimento all’ex Armaguerra. Ma non si tratta degli immigrati che sono soliti scegliere come rifugio per la notte proprio la vecchia industria bellica voluta dal ras Roberto Farinacci. Dopo decenni l’ingombrante presenza di amianto è finalmente destinata a sparire, per fare spazio a un grande impianto fotovoltaico: il cancello è aperto e da qualche giorno mezzi da cantiere e operai sono al lavoro per le prime fasi dell’operazione di rifacimento delle coperture. Quelle coperture che tante volte in passato hanno portato a scontri polemici, a documenti politici e amministrativi, legati all’eliminazione del cemento amianto.

Solamente un mese e mezzo fa Cremona Oggi aveva riportato l’attenzione su quest’area, a ridosso di via Castelleone, evidenziando il degrado e la necessità di bonifica. Nessun pericolo imminente secondo gli ultimi rilievi dell’Arpa. A lungo andare, però, se nessuno avesse messo mano all’ex Armaguerra (di un’immobiliare milanese) e se l’amministrazione avesse tentennato, il tanto rischioso fenomeno di polverizzazione dell’eternit avrebbe potuto davvero prendere piede. Con grossi pericoli per la salute.

Nell’area dismessa interventi di bonifica, secondo la Regione, erano assolutamente prioritari (la zona figura nella tutt’altro che positiva graduatoria che raggruppa i primi 50 siti lombardi): 38mila metri quadri di superficie fondiaria, 14550 di superficie coperta. Questi i dati riportati dal censimento delle aree dismesse effettuato proprio dalla Regione. Sulle coperture, prevalentemente amianto. Il progetto di recupero, dell’Immobiliare Azzurra, dopo essere stato presentato all’Asl, è ufficialmente partito. Anche a seguito di incontri con gli amministratori nei mesi scorsi, nei quali erano emerse le preoccupazioni della cittadinanza, si è deciso di iniziare subito. I lavori permetteranno di installare pannelli fotovoltaici e sono cominciati il 23 agosto. Il termine è invece previsto per il 30 dicembre. E si è scelto di non optare per la soluzione più economica: l’intertizzazione dell’amianto con vernici particolari. Una soluzione, questa, che avrebbe portato a continui monitoraggi e a possibili nuovi interventi con l’agire degli agenti atmosferici. Si è preferito rimuovere e smaltire le coperture in amianto, con una bonifica completa. In previsione anche il recupero di una parte della struttura d’epoca fascista, che dovrebbe diventare un centro culturale dedicato a esposizioni e mostre.

Michele Ferro

 

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