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E’ ufficiale: Ceresa ha lasciato la Lega In Consiglio restano solo in 2 sul Carroccio Il Misto sale a 5 consiglieri

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(sopra, Ceresa, Maffini e Ferraroni)

E’ ormai ridotto all’osso il gruppo consiliare della Lega in Consiglio comunale. Questa mattina Michele Ceresa ha firmato in Comune il suo passaggio dalla Lega al gruppo misto. E’ stata così ufficializzata una rottura nell’aria ormai da diverse settimane. Con lui c’erano il presidente del Consiglio Alessio Zanardi e il capogruppo del gruppo misto Roberto Gandolfi. Quest’ultimo deve infatti accettare formalmente l’ingresso di un nuovo consigliere nel suo gruppo, cosa che si è puntualmente verificata.

La Lega scende così a due soli consiglieri (Maffini e Ferraroni)  dai sei iniziali. L’emorragia è frutto della spaccatura presente nel partito, sia a livello cittadino che provinciale. Il gruppo misto sale a cinque consiglieri diventando così  il secondo gruppo di maggioranza dopo il Pdl. Logico attendersi quindi che il sindaco vada ad un rimpasto di giunta, e ad una ridistribuzione delle deleghe con il sacrificio di almeno un assessore della Lega in quanto la Giunta attualmente conta tre assessori del Carroccio e due consiglieri. Chi sarà il sacrificato (Demicheli, Zagni o Alquati?). Ma nel gruppo Misto, ormai numericamente molto importante,  restano le divisioni tra i consiglieri di FLI (Gandolfi e Ferrari, che oltretutto non vanno molto d’accordo tra di loro) e Vacchelli (Pid), in più ora ci sono due ‘cani sciolti’: Zaffanella e Ceresa che non hanno aderito ad alcuna formazione politica.

E’ chiaro che in simili condizioni non sarà facile per la maggioranza ‘gestire’ il misto: lo stesso Vacchelli, dopo l’incontro dei nove del Pdl con il sindaco ha avvertito di tenere d’occhio il gruppo, perché secondo lui “i maggiori problemi alla maggioranza arriveranno dal gruppo misto più che da Pdl o Lega”.

Ma le acque sono agitate anche in Fli dove resta la spaccatura tra il fronte cittadino (Lodigiani, e soprattutto Gandolfi) e quello provinciale (Scaramuzza).

 

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Commenti
  • Achille

    Inno “Verdano”.

    …’Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d’or / Espelli il negròn, inforca il terròn, e servi il tuo popolo con fulgido amor.’…

    Anche se sono del Gargano, sogno di diventare verdano. Mamma, asciugati le lacrime, porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo.

    Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano.

    …‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’…

    All’inizio, quel tizio che s’attizza al comizio, pare un alcolista alla festa di San Patrizio. Parla da un orifizio, sporco di pregiudizio.

    Pubblico in prestito dal museo egizio.

    Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione.

    Ora che la mia ambizione è fare pulizia: primaverile o etnica che sia, la farò! il manico ce l’ho duro perciò, scoperò, dove si può, per il potere dell’ampolla nel Po.

    Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania… chi se ne frega, io lo innalzo in Verdania!

    Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso.

    Voglio lodare il parlamentare esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso. Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute, sono puro come l’aria, tutta salute!

    Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour.

    …’Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d’or / Espelli il negròn, inforca il terròn e servi il tuo popolo con fulgido amor ‘ …

    • ugo

      quante cazzate. I traditori sono traditori e basta. Meglio pochi ma buoni che tanti traditori.

  • elia

    La lega si sta sfaldando, Ferraroni dicono che non lascierà mai la lega ,maffini è una vita che dalla lega ha ottenuto immensi ventaggi ,incarichi a roma, a Milano,cda ansaldo energia ecc,lo posso capire che non voglia lasciare la lega sarebbe dura a tornare a fare l’insegnante di scuola con 1300 euro al mese .
    Ma ferraroni proprio non lo capisco, impossibile che non abbia ancora capito che la lega da 25 anni è in mano ai soliti capoccioni Bossi , Maroni ,Borghezio, Castelli ecc. che il loro primo pensiero è sistemersi e sistemare moglie ,figli vedi il trota ecc. In ogni caso naturalmente rispetto la posizione di Ferraroni che conosco da una vita .

  • matteo85

    Traditore,vai col tuo sindaco di gente come te ne facciamo a meno!

  • BRAVO ZANOLLI

    Non so cosa sia successo, se sia spontaneo o meno, ma per la prima volta dall’inizio della crisi La Provincia fa parlare uno della banda dei “nove”, addirittura il Grande Vecchio, Gianni Rossoni, che strizza a dovere gli amici della Libera: l’assessore Nolli spieghi perché ha sostenuto in modo così feroce certe candidature.
    Mamma mia.
    Sospetti a parte, La Provincia per un giorno ha smesso di essere La Repubblica di paese, cioè il giornale partito: incoraggiamola tutti a continuare.

    Cremona 08 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • VOCI DAL BAR

    Noi intellettuali sapientoni non disprezziamole troppo: in cabina elettorale, il voto di Leonardo da Vinci vale quello dell’analfabeta.
    Listone Perri: a crederci davvero sono Piva e Perri , Zanolli si limita a scriverlo, e Pizzetti spinge nell’ombra. Questi i generali, le truppe arriveranno. Commento rubato tra un bianchino e un caffè: ottime possibilità di arrivare terzi, rubacchiando più al Pdl che al Pd, che andranno al ballottaggio. Al momento di metter nero su bianco, quando Piva e Perri andranno a suonare il campanello a casa Pizzetti, l’ex sede del Pci di via Volturno, l’onorevole manco risponde. Se non fa cazzate evidenti il partito qualcosa gli dà, anche fuori dal Parlamento, in caso contrario la sua carriera finisce a cinquant’anni. Per le voglie senili di Piva e Perri ?
    Anche Ceresa lascia la Lega, non la panca in Consiglio. Oreste Pirro fa le prove del listone: tre assessori leghisti sono troppi, con due consiglieri. E se poi il gruppo misto (cinque) ne pretende uno?
    Pirro, specialista della legnata del giorno dopo, scalcia uno o più dei tre assessori per l’uovo di oggi: bravo, ma non vorrei essere il prossimo candidato sindaco della destra, quando serviranno le stramigliaia di voti della Lega.

    Cremona 09 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info