Un commento

S. Agata prima unità pastorale di Cremona L’ingresso dei nuovi parroci monsignor Feudatari e don Rossoni

don
Si sono insediati ufficialmente nella mattinata di domenica 18 settembre i nuovi parroci (mons. Feudatari e don Rossoni) della neonata unità pastorale di S. Agata e S. Ilario, a Cremona. Alle 10 nella chiesa di S. Agata la solenne celebrazione presieduta dal vescovo Dante Lafranconi. La Messa, animata dalle corali delle due parrocchie e impreziosita dal servizio all’altare di un nutrito gruppo di ministranti, è iniziata con la lettura del decreto vescovile di nomina dei due parroci da parte del vicario zonale, don Gianpaolo Maccagni. Quindi Giuseppe Dasti, a nome della comunità, ha letto un messaggio di saluto ai nuovi sacerdoti ricordando la storia delle due parrocchie.

Diversi i sacerdoti che hanno concelebrato la liturgia, tra di loro gli altri due preti dell’unità pastorale: il vicario don Fabrizio Ghisoni e il collaboratore don Franco Regonaschi.

I due nuovi parroci hanno compiuto i riti esplicativi della liturgia d’insediamento: insieme hanno asperso i fedeli con l’acqua benedetta. Quindi don Giampaolo Rossoni ha incensato l’altare.

A tenere l’omelia è stato mons. Lafranconi, che ha commentato il Vangelo dei lavoratori della vigna retribuiti dal padrone alla stessa maniera nonostante abbiano faticano in tempi diversi. Chiaro il riferimento a Dio che offre il suo amore a tutti, sia a chi lo ha seguito fin dalla fanciulezza sia a chi ha deciso di ascoltarlo in tarda età: «Noi dobbiamo essere solo contenti di questa larghezza di misericordia di Dio che chiama tutti alla salvezza. Direi di più dovremmo sentirci fortunati di averlo potuto seguire fin dalla nostra giovinezza». Il Vescovo ha sottolineato quindi che tutti i battezzati, non solo preti e suore, sono chiamati a dare il proprio contributo nella vigna del Signore affinché l’opera di Dio si manifesti in maniera chiara ed evidente dinanzi ad ogni uomo: «Nessuno nella vostra comunità – ha puntualizzato il celebrante – si senta escluso dall’invito a dare la propria testimonianza per il regno di Dio cresca nella storia dell’uomo».

Nella seconda parte della sua riflessione il Presule ha parlato della nuova unità pastorale: «Ci saranno dei momenti di rodaggio e qualche tensione – ha spiegato –, non si arriverà subito all’unità, però mi auguro che fin da subito ci sia quello spirito di comunione necessario per costruire l’unità». E per mons. Lafranconi comunione significa: «Umiltà, sincerità dei rapporti, superamento dei particolarismi, desiderio di realizzare insieme quello che è meglio per la Chiesa».
Il Vescovo, infine, ha sottolineato l’importanza della condivisione da parte di tutti del progetto pastorale e ha auspicato una vera corresponsabilità dei laici, nonostante storie e vissuti diversi da parte delle due comunità.

Al termine della Messa ha preso la parola mons. Feudatari, il nuovo parroco moderatore dell’unità pastorale di S. Agata e S. Ilario, che, anche a nome di don Rossoni, ha espresso la volontà a intraprendere un cammino che non si prospetta tutto in discesa. Nessuna indicazione precisa: «Ogni gesto  – ha detto – va ponderato e condiviso con i consigli pastorali».

La firma dei documenti di insediamento in sagrestia da parte del Vescovo, dei due parroci e di due rappresentanti parrocchiali ha quindi chiuso ufficialmente il rito d’ingresso dei nuovi parroci. La festa di benvenuto è quindi proseguita negli ambienti parrocchiali di S. Agata con un momento conviviale.

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Yes, we can explore how much electricity providers radiation is coming in, for every square meter, and I’m going to draw a loop.