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Processo usura, Galli si difende dalle accuse

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Fabio Galli si difende. Il ragioniere commercialista 48enne di Cremona accusato – come il suo aiutante Achille Melgari, 65enne di Vescovato – di aver prestato a un cliente 5mila euro e poi praticato un tasso annuo parti al 53,77% (il tutto con l’aggravante perché nell’esercizio di attività professionale) ha fornito la sua spiegazione in udienza. Finito in arresto nel luglio 2009, e tornato in libertà a dicembre di quell’anno, oggi (lunedì) si è presentato davanti al giudice Guido Salvini (a latere i giudici Andrea Milesi e Francesco Sora).

“L’unica denuncia che mi ha sconvolto la vita”: sono le parole usate da Galli (assistito dagli avvocati Roberto Guareschi  e Marcello Lattari) riferendosi alla decisione del cliente, agente di commercio 48enne amico d’infanzia del ragionere, di rivolgersi alla guardia di finanza per usura. Il suo rapporto con il cliente precedente alla denuncia è stato descritto al pm Fabio Saponara: “Abbiamo iniziato risolvendo un problema con il fisco relativo ad un dissequestro di fondi a San Marino per poi proseguire con l’attivazione della partita Iva, la tenuta della contabilità e altre attività di consulenza. Il tutto comportava una parcella di 8.400 euro sulla quale non ci sono mai state discussioni. Tra noi c’era un rapporto di cordialità”. Galli ha affermato di aver ricevuto dalla presunta vittima mille euro solo quindici giorni prima dell’arrivo della guardia di finanza nello studio, arrivo che credeva inizialmente legato a una visita fiscale. “Da quel cliente ero stato pagato una sola volta, e la parcella, che deve essere emessa al momento del pagamento, non era ancora stata fatta. In quell’occasione ho appreso della denuncia per usura”.

Un assegno da 5mila euro era stato consegnato al commercialista nel 2008, dal cliente, a garanzia del pagamento. A dicembre era stato restituito, perché privo di fondi e a marzo 2009 cambiali per 8mila euro a Galli. Con l’aggiunta dell’Iva, stando a Galli, il valore delle sue prestazioni andava oltre la somma ricevuta. E il cliente si era reso irreperibile senza aver onorato la scadenza delle cambiali. Da qui il ruolo di Melgari per il recupero crediti. Quest’ultimo, assistito dall’avvocato Paolo Fornoni, “contattava i clienti con una certa costanza e insistenza”, ha detto l’imputato in aula. Perché non rivolgersi a un legale? “Era la soluzione più immediata. Nessuno si è mai lamentato”. “Certo, poi non ha gestito la situazione molto professionalmente – è andato avanti il commercialista -. Non sapevo che avesse chiesto 150 euro al cliente per la sua prestazione”. “Lei sa se minacciava qualcuno?”, ha domandato Saponara. Risposta: “Non mi risulta”. Prossima udienza aggiornata al 14 novembre.

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