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TALENTI CREMONESI ALL’ESTERO (18) Betty Ripari, a Londra per diventare “guitar maker”: «Il mio obiettivo è vedere le mie chitarre suonate e apprezzate»

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Un altro talento cremonese a Londra. Betty Ripari, fidanzata di Andrea Basiola (15° talento della nostra rubrica). Il suo sogno è diventare una “guitar maker”, costruttrice di chitarre di alta qualità. Lo rincorre non a Cremona, ma a Londra. Questo è il suo racconto.

«Ho studiato alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona subito dopo la scuola media, scelta contestata da molti miei conoscenti. Secondo loro avrei dovuto frequentare un liceo (puntavano soprattutto al liceo linguistico). Contro il parere di molti (ma non della mia famiglia, che mi ha sempre appoggiata) mi sono comunque iscritta, e ho veramente trovato la mia dimensione nella meravigliosa arte della liuteria. L’estate prima di cominciare il terzo anno ho conosciuto Andrea, con il quale è iniziata una bellissima storia. Alla fine della terza abbiamo sostenuto gli esami di qualifica: nella prova strutturata ogni studente deve presentare una tesina in cui studia e analizza uno strumento di particolare interesse/rilevanza storica o costruttiva (es. violini antichi, particolari o di costruttori importanti). Io ho scelto di concentrarmi su uno strumento non ad arco, ma a pizzico, cioè un mandolino di inizio ‘900. Questo perché, pur amando la liuteria classica, ho sempre avuto una passione particolare per gli stumenti a pizzico, specialmente per le chitarre. Infatti la scelta della specializzazione del quarto e quinto anno è caduta sugli strumenti a pizzico (le specializzazioni possibili erano tre: costruzione di strumenti ad arco come gli anni precedenti; restauro e riparazione; costruzione di strumenti a pizzico). Mi si è aperto veramente un mondo, e se possibile mi sono appassionata ancora di più a questo meraviglioso lavoro. All’inizio della quarta superiore, però, Andrea è partito per Londra, e inizialmente ho passato un periodo non molto felice per questo motivo. Pur essendo molto fiera di lui e felice che il suo futuro stesse prendendo la strada da lui tanto sperata, ovviamente mi mancava tantissimo. Durante i primi mesi della quarta superiore ho cominciato a prendere in considerazione l’idea di raggiungere Andrea a Londra dopo il diploma, non solo per stare con lui, ma principalmente e soprattutto perchè se a Cremona il mercato richiede quasi esclusivamente strumenti ad arco, a Londra (e in Inghilterra in generale) c’è ampio spazio e apprezzamento per i costruttori di chitarre. Insomma: anche se non avessi conosciuto Andrea, sarei partita comunque una volta diplomata. Per due anni ho quindi risparmiato soldi, paghette, ho cominciato a lavorare come cameriera, ho messo da parte tutte le borse di studio vinte negli anni precedenti (che -fortunatamente- la mamma lungimirante mi aveva suggerito di non spendere). Il tutto per poter avere un “budget” di partenza e, soprattutto, per poter pagare la salata retta del college e frequentare un corso di costruzione di chitarre di alto livello. Non è stato facile, spesso sono stata tentata di lasciar perdere tutto, ma avevo un obbiettivo che mi ha sempre aiutata a tener duro e resistere: Londra. Il conto alla rovescia è cominciato un anno prima, a luglio finalmente ho preso il Diploma, uscendo con 100/centesimi. Una bella soddisfazione. Ho aspettato per due anni, è stata dura ma finalmente ora sono qui. Frequento il college due giorni pieni a settimana (10 ore al giorno per due giorni: lunedì e martedì) e il resto della settimana lavoro come barista/cameriera in un nuovo ristorante a London Bridge per potermi mantenere, poichè non voglio pesare sulla mia famiglia e soprattutto voglio raggiungere l’indipendenza economica quanto prima. Non ho nessuna intenzione di lavorare come cameriera per tutta la vita, anzi! Il mio obbiettivo è mantenermi con i miei strumenti, vederli suonati ed apprezzati dai chitarristi e magari anche dagli altri artigiani. Mi rendo perfettamente conto che se prima era dura, ora lo è ancora di più, ma come dice sempre il mio papà: “Entusiasmo e abnegazione”! Sono molto determitata a diventare una guitar maker di professione e manteremi costruendo chitarre di alto livello. Non è facile e sono tanti i ragazzi che hanno i miei stessi progetti (con cui quindi entrerò in “competizione”). A Cremona il mercato è saturo e decisamente più orientato verso la liuteria tradizionale/classica. Qui è l’esatto contrario: c’è molta possibilità nel campo degli strumenti a pizzico, delle chitarre soprattutto, e sono sicura che se mi impegno (e soprattutto se ho veramente la volontà di diventare un’artigiana di alta qualità) sò che posso farcela. Sono molto ottimista e fiduciosa al riguardo. E poi quì c’è Andrea, con il quale ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda: per me è molto importante».

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