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Fascia tricolore e finti matrimoni Niente di giuridicamente rilevante per il Prefetto, ma eticamente la vicenda pesa

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E’ finita a tarallucci e vino la questione delle finte nozze celebrate da consiglieri comunali veri con tanto di fascia tricolore? Sembrerebbe di sì dopo la nota emessa dalla Prefettura. Maura Ruggeri (a sinistra), capogruppo in consiglio comunale del Pd sottolinea però come la vicenda abbia risvolti etici difficilmente giustificabili anche di fronte a un’opinione pubblica sconcertata: “Se il Prefetto dice che i finti matrimoni non configurano nulla di giuridicamente rilevante , questo non significa che siano eticamente giustificabili ‘perchè così fan tutti’ e non credo sia necessario che il Sindaco interpelli altre autorità per avere anche un parere ‘morale’. – afferma il capogruppo del Pd – In ogni caso che due rappresentanti delle istituzioni locali si prestino alla celebrazione di finti matrimoni civili compresi nel pacchetto dell’offerta di un ristorante insieme a pranzo e ballo, oltre a prefigurare comunque un caso assai diverso da quello citato dal Prefetto, si commenta da sè. Questo l’opinione pubblica l’ha ben capito e se il fatto ha tenuto banco anche sui media nazionali , vuole dire che ha trovato riscontro in un sentimento comune. È infine confortante che ci sia stata una reazione diffusa verso il mancato rispetto delle istituzioni e dei simboli che le rappresentano anche se la fascia usata nei matrimoni farsa non era quella del Sindaco ma era una fascia tarocca”.

 

 

 

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Commenti
  • elia

    Cara Ruggeri è inutile lamentarsi senza agire le istituzioni sono rappresentate da irresponsabili e il Prefetto maldestramente minimizza ,mi meraviglia però Pizzetti che è passato dalla richiesta di dimissioni dei due consiglieri ,all’interrogazione parlamentare e poi,…….. è bastata una nota del Prefetto che non ha nessun valore giuridico a fargli cambiare idea. mah?
    non mollate almeno voi in consiglio e sulla stampa non può finire a Tarallucci e vino.
    elia sciacca

  • CAVALCARE L’ONDA

    Sta nelle cose che si usino gli sbagli dell’altro per migliorare la propria posizione, ma prima di partire lancia in resta contro il malcapitato del giorno è sempre prudente esaminare se si è davvero in una botte di ferro. Insomma, attenti, chi di spada ferisce, di spada perisce.
    Leggiamo della tempesta che si è scatenata sui due imprudenti consiglieri comunali che hanno officiato matrimoni al ristorante, ghiottissima occasione per l’uomo della strada, che scrivendo al giornale….. per qualche minuto si sente grande: non contando nulla, nessuno andrà a vedere chi è.
    Godiamoci invece questo pezzo spedito alla Provincia dal compagno Abeni Evelino, moralista in servizio permanente effettivo: “voglio solo dire che nella mia breve esperienza politica e istituzionale etc etc” e giù il solito vanto dello stile comune ai politici del suo tempo etc etc, e che manca naturalmente a quelli di oggi, di destra, si fa senza dire.
    Breve esperienza politica e istituzionale, lo scrive lui stesso, che, come appena ricordato da un servizio di http://www.cremonaoggi.it, per dieci anni di sedute al Consiglio regionale lombardo, gli ha fruttato fin che campa (dura lex, sed lex) un assegno mensile di 2357 euro al mese: questo sì è stile!!

    Cremona 29 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • elia

    le proteste della gente comune dei consiglieri di minoranza ecc, su una questione che ha ridicolizzato cremona,la notizie ha travalicato i confini Cremonesi ed è stata riportata da diverse testate nazionale, il corriere della sera, libero, la repubblica il giorno, il TG1- Tg3 e una decina di giornali on line ecc, mi domando e chiedo, la magistratura cremonese legge i giornali? come mai non interviene?