Un commento

Lavori socialmente utili per i 115 migranti del territorio Caritas: appello per capi invernali

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Il tavolo provinciale per l’emergenza profughi del Nord Africa, coordinato dalla Prefettura e con la partecipazione di Caritas e delle Istituzioni locali, si è impegnato a trovare per i 115 profughi attualmente accolti nel territorio cremonese “lavori socialmente utili”, in collaborazione con il Comune di Cremona, l’AEM e alcune realtà di volontariato. I profughi resteranno nel nostro territorio ancora per alcuni mesi, in quanto l’iter di riconoscimento dello status di rifugiato politico prevede tempi lunghi.

Infatti, dopo il responso della Commissione governativa, che può negare il proprio assenso all’asilo, i profughi possono appellarsi, in seconda istanza, con patrocinio gratuito, al giudice ordinario presso il Tribunale civile di Milano per ottenere la “protezione umanitaria”. La decisione della commissione, quindi, non pregiudica la possibilità che queste persone, fuggite da zone di guerra, possano ottenere tali riconoscimenti.

Attraverso la sinergia con tutte le istituzioni del territorio i profughi, dunque, si impegneranno in attività che andranno a beneficio dell’intera collettività. Già nei giorni scorsi, grazie all’interessamento del CISVOL, del Forum provinciale del Terzo settore e del Forum cremonese del Terzo settore, essi si sono messi a disposizione per allestire le strutture della festa dell’Anffas e dell’iniziativa “Bici in città”, oltre che la sistemazione del giardino della comunità a tempo di Villarocca”. Intanto continuano a frequentare i corsi di lingua italiana promossi dalla Caritas Cremonese con itinerari di studio personalizzati in base ai lavori che saranno chiamati a svolgere nelle prossime settimane.

Infine Caritas Cremonese lancia un appello all’intera cittadinanza in vista dell’approssimarsi della stagione fredda con il conseguente calo delle temperature: occorrono capi di abbigliamento pesante, soprattutto maschile, in particolare maglioni, tute e felpe.

I 115 profughi, giunti scaglionati in questi mesi alla Casa dell’Accoglienza, provengono da 16 nazioni diverse: Nigeria, Niger, Guinea, Mali, Somalia, Sudan, Senegal, Bangladesh, Siria, Pakistan, Palestina, Tunisia, Eritrea, Camerum, Togo, Liberia.

Attualmente sono così dislocati:

 70 alla Casa dell’Accoglienza di Cremona

 10 all’associazione “La Zolla” di San Savino

 9 alla comunità “Giovanni Paolo II” di San Savino

 8 alla Casa dell’Accoglienza “Don Bosco” di Casalmaggiore

 6 alla “Fondazione Germani” di Cingia de’ Botti

 3 alla comunità “Santa Rosa” di Cremona

 2 alla comunità “Lidia” di Cremona

 3 presso la parrocchia di Pandino

 2 presso la parrocchia di Spino d’Adda – CR

 2 presso la parrocchia/comune di Motta Baluffi.

 

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Commenti
  • LAVORI SOCIALMENTE UTILI

    (Sistemati con soddisfazione reciproca tutti i disoccupati di Bini e Tamoil, n.d.r) Il tavolo provinciale per l’emergenza profughi del Nord Africa (ex rifugiati politici, n.d.r.) coordinato dalla Prefettura e con la partecipazione di Caritas e delle Istituzioni locali, si è impegnato a trovare per i 115 profughi attualmente accolti nel territorio cremonese “lavori socialmente utili”, in collaborazione con il Comune di Cremona, l’AEM e alcune attività di volontariato etc etc. Così spiega http://www.cremonaoggi.it.
    I soliti estremisti della Lega protestano a favore di supposti disoccupati cremonesi, che in realtà non esistono.

    Cremona 07 10 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info