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La superconsulenza ad Alquati approderà in Consiglio comunale

Della serie “non finisce qui”. La vicenda della superconsulenza della Provincia all’assessore comunale Jane Alquanti approderà in Consiglio Comunale, con ogni probabilità nella prossima seduta. Sui 20mila e 449 euro (ripartiti su otto mesi) stanziati all’assessore in qualità di esperto di orientamento presso il centro per l’impiego di Casalmaggiore, il Pd intende andare a fondo. “Stiamo ragionando su come muoverci – ha dichiarato stamattina Maura Ruggeri, capogruppo dei democratici -, perché la cosa è politicamente grave. Insomma, è un incarico che presuppone un lavoro notevole e la vicenda non può essere ignorata”. “Stiamo valutando la forma, ma porteremo la cosa in Consiglio”, ha concluso Ruggeri ipotizzando un ordine del giorno al sindaco. Inizialmente si era pensato ad una mozione di sfiducia, ma tecnicamente la via non è percorribile perché il Consiglio non può portare al ‘siluramento’ di un assessore, incarico conferito in via fiduciaria dal sindaco. Più concreta, dunque, l’ipotesi odg, attraverso la quale stanare il Consiglio – in particolare i consiglieri leghisti – e ottenerne indirettamente un giudizio.

Nessun commento, per ora, dalla diretta interessata, attualmente all’estero, mentre dalla Lega trapela lo stupore del segretario provinciale Simone Bossi. “Non sapevo niente della consulenza – ha ammesso -. Non commento perché è una cosa che riguarda la vita professionale e privata dell’assessore, ma non posso non rilevare che trovo la cosa inopportuna”.

A carico di Alquati, lo ricordiamo, la Lega ha avviato un procedimento disciplinare a seguito della mancata adesione (insieme con il collega Claudio Demicheli) all’azione di protesta chiesta nelle scorse settimane dal commissario cittadino Raffaele Volpi.

Sull’episodio è intervenuto infine anche il consigliere di Cremona per la Libertà, Ferdinando Quinzani. “Dal punto di vista sostanziale – ha osservato – non è questa la consulenza più scandalosa della Provincia. Trovo ben più inopportune quelle conferite allo studio Sciumè o, per tornare indietro nel tempo, quella conferita da Salini a suo fratello. Detto questo e rilevato che certamente Alquati è competente per l’incarico in questione, è evidente che doveva aspettarsi un’infinità di polemiche”. “Viene da pensare – conclude Quinzani – che vista l’aria che tira in Comune e visto che si è dovuta dimettere dall’Informagiovani, che l’assessore stia pensando ad un ritorno nel mondo del lavoro in vista di una sua uscita da quello politico”.

 

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