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Contro la chiusura dell’ex Inam la proposta di sinistra e Sel è una cittadella della salute per malati cronici

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No alla chiusura e sì al rilancio dell’ex Inam. Il poliambulatorio come porta di accesso per la cronicità e non solo. Candidato a gestire il sistema CReG (Cronic Related Group) quando la sperimentazione sarà allargata a tutte le ASL. Queste le questioni trattate alla conferenza stampa di oggi, 14 ottobre, da Piergiorgio Bergonzi (Federazione della Sinistra) e Sonia Storti (Sinistra Ecologia Libertà). Più di tremila cittadini cremonesi hanno firmato la petizione, dichiarando la volontà che il Poliambulatorio rimanga aperto, che la struttura resti pubblica e dedicata a servizi sociosanitari e il timore di un depauperamento dell’offerta sanitaria territoriale indirizzata in particolar modo agli anziani. (L’indice di vecchiaia a Cremona è più alto della media nazionale (140/100), è di 218/100 cioè ogni 100 minori di 14 anni sono presenti 218 over 65).

Federazione della Sinistra e SEL hanno inviato all’Assessore regionale alla Sanità il documento (progetto Pua) con proposte e osservazioni al progetto Mariani, che prevede la chiusura del Poliambulatorio e il trasferimento dei servizi all’Ospedale Maggiore o in appartamenti di via Dante. Un confronto istituzionale. Ecco cosa viene chiesto. «Finora le istituzioni non si sono espresse in merito a questa delicata questione – spiega Storti – Il sindaco Perri non ha espresso pareri sul progetto Mariani, anzi ha domandato la progettazione di alternative alla chiusura dell’ex Inam”.

Una cittadella della salute che si prenderebbe carico di malati cronici, non autosufficienti e disabili – così recita il documento – con MMG (medici di medicina generale), PLS (pediatri libera scelta) e le principali branche specialistiche. «L’ospedale Maggiore di Cremona cura malattie acute ma risulta sempre meno in grado di far fronte alle patologie croniche – afferma Piergiorgio Bergonzi – Con le nostre proposte, il pronto soccorso ospedaliero verrebbe alleggerito e si potrebbe inserire la Guardia Medica».

«Non ci sono motivazioni serie per chiudere l’ex Inam e soprattutto ciò non comporta una diminuzione dei costi – commenta Sonia Storti – è una presa in giro dell’utenza, si confonde la cura con la vendita di un servizio». «Il Progetto Mariani è una dichiarazione di liquidazione del Poliambulatorio – le fa eco Bergonzi – Il calo delle prestazioni di cui parlano è del tutto arbitrario, dato che nel 2010 il Poliambulatorio è rimasto chiuso per tre mesi e numerosi medici sono stati tolti». La raccolta firme sulla Petizione contro la chiusura e per il rilancio del Poliambulatorio ex Inam continua: sabato 15 ottobre alla Coop in via del Sale dalle 9 alle 18. (d.g.)

 

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