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“Il Cda dell’Aem è tutto da rifare” Ecco il testo del ricorso della Lega

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(Nella foto, in alto Alessandro Carpani, sotto Franco Albertoni)

 

“Il sindaco ha palesemente violato gli indirizzi generali adottati dal Comune di Cremona per la nomina dei (suoi) rappresentanti presso le Aziende, Istituzioni, Fondazioni ed Enti”. Ecco il testo del ricorso al Tar lombardo – sezione di Brescia – contro il Comune di Cremona e contro Franco Albertoni, presidente di Aem Spa. L’atto, come noto, è promosso dal vicesegretario provinciale della Lega, Alessandro Carpani, in “qualità” di candidato consigliere per il Cda dell’Aem. Redatto dagli avvocati Mirko Brignoli (foro di Bergamo) e Matteo Gariboldi (foro di Milano), il ricorso è stato notificato nei giorni scorsi al Comune e ad Albertoni e mira a ottenere dal Tribunale Amministrativo una dichiarazione di illegittimità del decreto di nomina del presidente dell’Aem.

Contro il ricorso la giunta comunale ha deciso ieri di costituirsi in giudizio, compiendo un atto dovuto, dal momento che il segretario generale, Pasquale Criscuolo, ha sin dall’inizio sostenuto la validità della nomina di Albertoni.

 

IL DOCUMENTO – Il ricorso, una decina di pagine in tutto, parte indicando i fatti. “In data 25 luglio 2011 – scrivono i legali – il sindaco di Cremona provvedeva a nominare con il provvedimento impugnato i nuovi membri del Cda della Aem Spa (…). Successivamente in data 22 settembre 2011, il ricorrente (Carpani; ndr) inoltrava per mezzo del proprio legale formale intimazione al sindaco affinché con provvedimento in autotutela provvedesse ad annullare i provvedimenti impugnati, invitando lo stesso a nominare il nuovo Cda scegliendo nominativi tra la rosa di candidati già depositata agli atti del Comune, tra i quali risulta il nome del Dott. Carpani“.

Il ricorrente – annotano gli avvocati -, non condividendo le ragioni di fatto e giuridiche sottese ai provvedimenti impugnati (…) intende ricorrere affinché sia accertata la loro illegittimità e la conseguente annullabilità, comprensiva per tutti gli atti antecedenti e/o successivi“.

 

MOTIVI DI DIRITTO – Nel merito della questione, i legali Brignoli e Gariboldi evidenziano che “il sindaco, con i provvedimenti impugnati ha palesemente violato gli indirizzi generali del Comune“, ossia le disposizioni relative alle nomine in enti e partecipate del Comune. Nello specifico, l’articolo 2 degli indirizzi generali, che così recita: “Non possono essere nominati o designati coloro che abbiano già avuto nomine o designazioni da parte del sindaco nel medesimo organismo, anche con incarichi diversi, per due mandati amministrativi consecutivi o, comunque, per un tempo superiore al doppio della prevista durata della carica nell’Ente, Azienda, Fondazione o Istituzione cui si riferisce la nomina o la designazione”.

Albertoni, si legge nel ricorso, “ha già ricoperto quel ruolo sino al limite massimo di tempo consentito“, anche perché “sia l’art. 2383 (del Codice Civile) che lo Statuto di Aem determinai la durata degli amministratori in un massimo di tre esercizi“. “Il rag. Albertoni – annotano ancora i legali di Carpani – ha già ricoperto l’incarico per sei esercizi. Pertanto, avendo raggiunto il doppio della durata prevista per quella carica, non poteva essere più nominato“.

A seguire, le argomentazioni giuridiche con le quali i legali di Carpani intendono smontare l’interpretazione con cui il segretario generale del Comune ha difeso la nomina. Interpretazione, la definiscono i legali di Carpani, “completamente erronea“.

 

SOSPENSIONE CAUTELARE – Il ricorso invoca la sospensione cautelare dei provvedimenti impugnati argomentando che “il protrarsi della situazione di illegittimità in seno alla Aem, non giova evidentemente al corretto funzionamento dell’organo amministrativo, tenuto presente che l’illegittimità oltremodo riguarda il Presidente e che la Società si occupa di fornire diversi servizi pubblici alla popolazione“.

 

CONCLUSIONI – Queste le richieste avanzate in calce al ricorso. In via cautelare: “Previa fissazione di udienza in camera di consiglio, sospendersi i provvedimenti impugnati, nonché ogni altro atto o provvedimento ad essa pregresso, preparatorio e comunque connesso o in subordine, adottare il provvedimento cautelare ritenuto più opportuno per tutelare le ragioni del ricorrente“.

In via principale e nel merito: “dichiarasi illegittimi e/o comunque annullarsi il Decreto del Sindaco di Cremona del 25/07/2011, e successivo decreto 29/07/2011 aventi ad oggetto la nomina del Consiglio di Amministrazione di A.E.M. Cremona S.p.A. (…) nonché ogni altro atto o provvedimento ad essa pregresso, preparatorio, successivo e comunque connesso alla luce delle ragioni di accoglimento del presente ricorso“.

In subordine alle richieste, i legali di Carpani chiedono al Tar di “ordinare la nomina del nuovo C.d.A. al fine di risolvere il contrasto con la norma in questione, scegliendo i nominativi tra la rosa di candidati già depositata agli atti del Comune, tra i quali risulta il nome del ricorrente“.

 

Federico Centenari

 

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Commenti
  • elia

    Contro il ricorso la giunta comunale ha deciso ieri di costituirsi in giudizio, compiendo un atto dovuto, dal momento che il segretario generale, Pasquale Criscuolo, ha sin dall’inizio sostenuto la validità della nomina di Albertoni.
    questa è l’ennesima dimostrazione che la casta non ne vuole sapere di mollare le scranie ,cosa faranno questi signori quando il tar darà loro torto ? ripeto il concetto espresso il mese scorso ,i giudizi del prefetto del segretario generale ecc sono soltanto dei pareri che a livello giuridico contano zero. Se i componenti della giunta avessero un minimo di preparazione giuridica , avrebbero aspettatpo l’esito del ricorso ,ma si sà la giunta è nominata per appartenenza politica le competenze e qualità sono opzionali.
    elia sciacca

    • ugo

      per una volta concordo. Inoltre: se la giunta perde il ricorso, chi paga ?
      scommettiamo che paga pantalone !.

      • elia

        purtroppo come sempre pagherà pantalone , ma il bello che pantalone è talmente sprovveduto che nonostante le continue batoste non la vuole capire ,mi sorge spontanea una domanda ma siamo sicuri che pantalone non si meriti tutto cio?
        Elia

        • ugo

          ancora centro ! concordo.

  • bruno

    Spero che perdano almeno per vedere sbugiardata la “casta”. Pero’, ha ragione Elia, applicheranno il principio del “chi sbaglia paga”? E’ probabile che si andra’ a finire con il “io sbaglio e i cittadini pagano”. “Atto dovuto” anche questo? Signori della “Casta”?

  • Gianni

    Per gli amanti del tema delle spese processuali va ricordato che molto spesso il T.a.r. quando emette sentenza compensa le spese fra le parti.
    Quando invece emette ordinanza su una istanza di sospensione, può, se lo ritiene opportuno addossare le spese della fase cautelare ad una delle parti in causa, ma solo se le sue argomentazioni hanno torto marcio!

    • bruno

      ..appunto…

      • bruno

        …ma, parti in causa, ad esempio, il Sindaco individualmente oppure, in quanto sindaco di cremona, pagano i cittadini al posto suo?….

        • Gianni

          Parte in causa è solo la Pubblica amministrazione che ha emanato l’atto asseritamente illegittimo e non l’organo che la rappresenta e che materialmente ha manifestato la volontà dell’Ente.

          • bruno

            Si’, ma monetariamente chi paga? le casse pubbliche o le tasche del funzionario o del rappresentante? Lei mi deve rispondere su questo e non con il “giuridichese”.

          • Gianni

            Allora, la responsabilità erariale funziona così: all’esito del giudizio il giudice può condannare una delle parti al pagamento delle spese processuali. Se è la Pubblica Amministrazione che è costretta a pagare, è necessario che qualcuno segnali il fatto alla Procura regionale della Corte dei Conti. La segnalazione deve essere fatta dal revisore dei conti o dal dirigente della Ragioneria. In mancanza può essere fatta da qualunque cittadino. La Procura della Corte dei conti, esaminati i fatti e se rileva un atteggiamento di colpa grave può citare a giudizio il Sindaco, gli assessori e i dirigenti che materialmente hanno concorso a causare il danno, dividendo il risarcimento pro quota. Spero che il sig. Bruno abbia capito il meccanismo perchè le procedure hanno la loro complessità e un’ulteriore semplificazione apparirebbe irrispettosa del dettato legislativo.

          • bruno

            oh! finalmente l’ha detto. Quindi l’amministrazione pagherebbe in caso di “colpa grave” accertata, previa successiva denuncia alla Corte dei Conti e con possibilita’ di concorso “pro quota” tra i soggetti “responsabili” dell’atto illegittimo. Bastava dire questo subito senza “accennare in generale”. Conosco anch’io la terminologia giudirica come “colpa lieve” o “colpa grave” ma, vede, il filosofo inglese Bertand Russell diceva che la cultura serve per far capire le cose ai semplici e non per dialogare tra “dottori”. Piu’ che far capire Bruno e’ che devono capire tutti, anche chi ci legge.

  • Gianni

    Scusate ma perchè ve la prendete con il povero dott. Criscuolo? Siete sicuri che se alla carica di Segretario comunale si fosse trovato il dott. Filippini avrebbe espresso un avviso diverso?

    • Alessandro

      No, i Segretari Comunali eseguono gli ordini…

      • elia

        condivido

  • elia

    i segretari comunali devono assecondare il desiderio del sindaco e quindi quando qualcuno contesta le nomine o quant’altro si dchierano a difesa della amministrazione da cui vengono lautamente pagati spesso
    con argomentazioni puerili e prive di fondamento giuridico , credetemi i segretari comunali non sono credibili, e per questo che appoggio l’iniziativa della lega ,in ogni caso sappiate che le spese in giudizio visto che la giunta si è costuituita a favore di Albertoni,non si capisce il perchè, le pagamo noi , o se volete le paga pantalone o se preferite il popolo bue, che grazie alla sua ignoranza e menefreghismo continua a farsi deridere e sfruttare in eterno dalla casta. elia sciacca-