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“I cristiani non normalizzino la novità del Vangelo” Il Vescovo celebra Tutti Santi in Duomo

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«La grande tentazione per i cristiani di oggi è di normalizzare la novità del Vangelo, di farla rientrare in schemi umani, di farla divenire il più possibile simile a quella del mondo. La strada del Vangelo è invece originale, nuova, impervia, ma porta alla gioia perchè rende figli nel Figlio». Mons. Lafranconi conclude la sua omelia al Pontificale nella solennità di Tutti i Santi con forte invito a risvegliare la presenza cristiana nella società anche a costo dell’emarginazione o della persecuzione. Mercoledì 2 novembre, commemorazione di tutti i fedeli defunti, alle 8.45, in Cattedrale, il vescovo guiderà la liturgia delle Lodi insieme ai canonici del Capitolo e celebrerà l’Eucaristia. Alle ore 15 presso il Civico Cimitero presiderà la liturgia di suffragio per tutti i fedeli defunti e benedirà le tombe. Giovedì 3 novembre, infine, alle ore 18.15 in Cattedrale presiederà l’Eucaristia per i Vescovi defunti.

Nella solennità di “Tutti i Santi” mons. Dante Lafranconi ha celebrato un solenne Pontificale in Cattedrale. Accanto al presule il rettore-parroco mons. Ruggero Zucchelli, il presidente del capitolo, mons. Giuseppe Perotti, il delegato per la pastorale don Irvano Maglia e diversi canonici. I canti sono stati proposti dal Coro della Cattedrale diretto da don Graziano Ghisolfi e accompagnato all’organo dal maestro Fausto Caporali.

«L’evangelista Matteo – ha spiegato il vescovo nell’omelia – scrivendo la pagina delle beatitudini si rivolge a comunità umiliate ed emarginate dalla società. La stessa sorte che subiscono anche oggi i discepoli del Signore che vogliono vivere rispettosi della legalità e dell’onesta, solidali con i poveri, puri nel cuore, credenti fino in fondo del Vangelo».

Un modo di pensare e di agire, quello evangelico, che può sembrare a prima vista perdente: «Non è forse vero – si è domandanto il presule – che oggi appaiono vincenti i superbi, i prepotenti, i millantatori, quelli che hanno denaro e potere? In effetti non troviamo un riscontro valido che ci garantisca che quanto dice il Signore sia la strada giusta. Non nascondiamo di avere avuto la tentazione di dubitare della sua parola!».

Ma poi ha aggiunto: «Di fronte a questo smarrimento Gesù ci viene incontro con le beatitudini proprio per infonderci coraggio. E ci vengono incontro i santi che pur avendo avuto i nostri stessi dubbi, hanno perseverato nella sequela. Allora la festa dei Santi è una festa di famiglia, di fratelli maggiori che avendoci preceduto nell’esperienza della fede ci spronano a persevare, perchè la promessa di Dio non è mai vana».

Da qui la necessità di una riscossa: «Dobbiamo superare la grande tentazione di normalizzare la novità del Vangelo, di farla rientrare in schemi umani, di farla divenire il più possibile simile a quella del mondo. La strada del Vangelo è invece originale, nuova, impervia, ma porta alla gioia perchè rende figli nel Figlio. Il Papa nel suo viaggio in Germania ha detto: “La presenza di Dio si manifesta sempre in modo particolarmente chiaro nei Santi. La loro testimonianza di fede può darci anche oggi il coraggio per un nuovo risveglio”. Sia davvero così!».

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