Cronaca

“Dare Valore alle Differenze”: il Comune di Cremona verso il bilancio di Genere

Il tema al centro di un incontro organizzato in Sala della Consulta dall'Assessora Della Giovanna insieme a Panda ESG

L'incontro in Sala della Consulta
Fill-1

Secondo il Global Gender Gap Report, serviranno ancora 122 anni per raggiungere la parità di genere a livello mondiale: un traguardo fissato al 2148, che rende il problema ancora più urgente.
Di come le pubbliche amministrazioni possano contribuire a ridurre questo divario e orientare le decisioni collettive si è discusso nel tardo pomeriggio di martedì, nella sala della Consulta, durante l’incontro “Dare Valore alle Differenze”.
Obiettivo dell’iniziativa, fare il punto sul percorso avviato dal Comune di Cremona per la redazione del suo primo Bilancio di Genere.

A promuovere l’incontro, insieme all’amministrazione comunale, gli esperti di Panda ESG, lo spin-off dell’Università degli Studi di Brescia che affianca il Comune in questo lavoro.

“Abbiamo voluto proporre un momento di approfondimento perché non avevamo ancora raccontato alla città in cosa consiste il Bilancio di Genere – spiega l’assessora alle Pari Opportunità, Marina Della Giovanna –. È uno strumento individuato già dalla Conferenza mondiale sulle donne di Pechino del 1995. Molti comuni italiani, come Parma e Brescia, se ne sono già dotati e abbiamo deciso di inserirlo nelle nostre linee di mandato”.

In sintesi, il Bilancio di Genere permette all’amministrazione di verificare se le politiche pubbliche e gli impegni di spesa contribuiscono davvero alla promozione delle pari opportunità, analizzando l’impatto delle decisioni sulle disparità ancora presenti tra uomini e donne. Da qui la possibilità di correggere la rotta e rendere più efficaci le politiche di equità.

Dopo i saluti del sindaco Andrea Virgilio e dell’assessora Della Giovanna, la parola è passata ai professionisti di Panda ESG: Mariasole Bannò, Camilla Federici, Tommaso Fornasari e Marco Traversi.

“Il Bilancio di Genere consente un’analisi approfondita del contesto organizzativo interno dell’ente – spiega Camilla Federici – per capire se e quali dinamiche di disparità persistono tra lavoratori e lavoratrici. Una seconda parte riguarda invece il contesto esterno: la città, gli stakeholder locali, gli ambiti da analizzare per intercettare condizioni di disparità e mappare le buone pratiche già attive. Infine, la riclassificazione delle spese di bilancio permette di distinguere tra spese dirette, indirette o neutre rispetto alla prospettiva di genere”.

Questa sinergia ha un valore strategico – aggiunge Mariasole Bannò –. La collaborazione tra un’istituzione pubblica e uno spin-off universitario rafforza uno strumento che ha una valenza fondamentale: portare conoscenza scientifica dentro la lettura tecnica delle politiche pubbliche, trasformandola in un vero strumento di policy utile alla città”.

Per quanto riguarda Cremona, le prime novità non tarderanno ad arrivare.

“Dovremmo concludere la raccolta dati, l’analisi e il coinvolgimento del territorio entro la prima parte del prossimo anno – conclude l’assessora Della Giovanna – per poi dedicare gli ultimi due anni di mandato ai laboratori e alla definizione delle azioni da mettere concretamente a terra”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...