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Lega, pressing su Ferraroni considerato come ‘aggravante’ per Alquati e Demicheli

“Mi fanno la corte”. Contattato dal segretario provinciale Simone Bossi, il consigliere Giovanni Ferraroni ha confermato con una battuta il pressing nei suoi confronti da parte del sindaco e degli assessori Claudio DemicheliJane Alquati.

Emergono nuovi particolari sul colloquio informale avvenuto ieri pomeriggio, subito dopo la riunione della commissione Vigilanza, nell’ufficio del sindaco. A quanto riferiscono dalla Lega, Demicheli e Roberto Gandolfi (consigliere ex leghista ora nel misto) ieri avrebbero colto uno spunto offerto dallo stesso Ferraroni. Dal momento che i consiglieri della Lega sono solo due (oltre a Ferraroni, Italico Maffini) l’impegno dell’esponente del Carroccio, tra commissioni e consigli comunali, è cresciuto parecchio. Da tempo Ferraroni se ne lamenta, al punto che, complice anche il difficile rapporto tra la Lega e il sindaco, negli ultimi giorni avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di dimettersi.

Sarebbe così partito il pressing nei suoi confronti per portarlo tra le fila del misto sulla scia degli ex legisti che lo hanno preceduto: Gandolfi, Giacomo ZaffanellaEmiliano Ferrari. L’operazione avrebbe evidenti vantaggi dal punto di vista del sindaco, perché il gruppo misto si rafforzerebbe ulteriormente e la Lega, ridotta ad un consigliere, sparirebbe quasi del tutto in Consiglio. Non solo: con il misto rafforzato e fedele al sindaco (come si è visto in occasione del voto sulla consulenza all’Alquati) e la Lega praticamente azzerata, Perri potrebbe tranquillamente chiudere la querelle col Carroccio, rispedendo al mittente la richiesta di due assessorati.

Di qui l’interessamento dei due assessori leghisti al pressing su Ferraroni. Stando ai vertici del partito, infatti, a margine dell’incontro nell’ufficio del sindaco il consigliere sarebbe stato avvicinato anche da Jane Alquati e due ex militanti.

Ma Ferraroni avrebbe declinato gli inviti a passare tra le fila del gruppo misto: “Piuttosto che lasciare la Lega ha detto che si dimette da consigliere”, fanno sapere dal quartier generale del Carroccio.

Finita qui? Per niente. Appreso dell’abboccamento e ricevuta conferma della “corte” in atto su Ferraroni, il segretario Bossi ha informato il commissario cittadino, Raffaele Volpi affinché l’operato di Demicheli e Alquati in questa circostanza venga valutato nell’ambito del procedimento disciplinare avviato nei giorni scorsi.

“Il nostro statuto – si è limitato a precisare oggi Bossi – vieta ad un militante di attaccare pubblicamente un altro militante e proibisce comportamenti contro l’interesse del movimento”.

 

GAZEBO IN VIA DANTE – Restando sul versante leghista, è confermato il gazebo in agenda per questo sabato in via Dante contro la prosecuzione dei lavori per completare i sensi unici alternati, così come deciso dalla giunta. Inutile dire che da sabato sarà aperto un ulteriore fronte bollente tra Lega e sindaco.

 

RICORSO AL TAR – Si attende, infine, la prima udienza al Tar sul ricorso presentato dal vicesegretario Alessandro Carpani contro la nomina di Franco Albertoni alla presidenza di Aem Spa. L’udienza è fissata per mercoledì 16 e Albertoni si è costituito in giudizio tramite un avvocato di Brescia.

 

Federico Centenari

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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