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L’ultimo don Rodrigo, appestato dalla ricchezza e senza un Padre Cristoforo accanto

Lettera scritta da Lucia Zanotti

Quando gli storici analizzeranno le pagine italiane di quest’ultimo ventennio, dovranno fare i conti con la realtà di uno dei personaggi più tragici che solo la letteratura e la tragedia greca potevano produrre.

Parlo naturalmente di Silvio Berlusconi, un uomo che, nella vita, ha affidato la soluzione di ogni problema e di ogni relazione alla sua immensa ricchezza. Un vero re Mida che si è distrutto con le sue stesse mani, perché le grandi ricchezze portano spesso dentro di sé il castigo e la miseria.

Un uomo che nella sua tragicità, non ha saputo riconoscere i prodromi della fine, della decadenza, della decenza. Un uomo che nel delirio di onnipotenza, ha continuato imperterrito la sua rovinosa discesa, trascinando con sé la distruzione di un Paese, un vero Dottor Faust reincarnato che ha vissuto nell’illusione di un’eternità terrena.

Fino all’ultimo, con la pazzia dell’onnipotente, ha dimostrato la decisione di salire sul ring per lottare da solo contro tutti e tutto, un visionario che ha parlato di traditori, senza rendersi conto di aver sempre avuto solo amici prezzolati e mercenari al suo servizio.

Se fosse vissuto in un’altra Nazione, forse avrebbe incontrato una fine peggiore. La storia recente ce lo insegna.  Invece, nel nostro Paese,  quella stessa Democrazia da lui spesso dileggiata, lo ha condannato ad una fine peggiore di una fucilata. La sua sarà una lenta agonia di pena, senza il potere assoluto cui ambiva, senza una  credibilità internazionale come uomo, come politico, come imprenditore, senza affetti e amici. Solo con la sua ricchezza alla quale demanderà ancora la sua felicità. Che c’è di peggio di questa solitudine amara?

Un misero e triste personaggio alla Don Rodrigo, appestato dalla ricchezza e senza un Padre Cristoforo accanto . Un personaggio grande solo nella sua tragicità e nella sua miseria spirituale.

 

Lucia Zanotti

 

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