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Il Vescovo a pranzo alle Cucine Benefiche 50 “ospiti fissi” al giorno, 1400 pacchi viveri al mese

http://www.youtube.com/watch?v=Z3MVhm-SODg

Gli “ospiti fissi” sono tra i 45 e 50 al giorno, altrettanti quelli che bussano alla porta per la doccia e il cambio dell’abbigliamento intimo, oltre 1400 quelli che ritirano una volta al mese il pacco vivere e innumerevoli quanti si presentano con in mano delle bollette non pagate. Sono numeri impressionati quelli che snocciola la presidente della San Vincenzo diocesana, Angela Pluderi Carli, che dalla sede centrale, ospitata, insieme alle Cucine Benefiche, presso la Casa dell’Accoglienza, coordina quasi un centinaio di volontari e trenta conferenze parrocchiali sparse in diocesi (11 solo in città). A questa realtà di solidarietà, vero baluardo sul territorio contro la povertà e l’esclusione sociale, ha fatto visita domenica 13 novembre mons. Lafranconi per il tradizionale pranzo con i poveri nel giorno della festa patronale di San Omobono.

 

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  • QUASI SANTO (San Francesco de noantri)

    Il giorno di Sant’Omobono, filma e informa http://www.cremonaoggi.it, il vescovo Dante pranza alle Cucine Benefiche, al tavolo centrale assieme alle autorità.
    E gli altri 364 pranzi?

    Cremona 14 11 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • franco

    per gli altri pranzi c’è posto per tutti quelli che giudicano con le solite frasi fatte!

  • “HISTORIELLA”….LA CARITA’: CHE GRANDE “CUORE”!
    (Aggiungi un posto a tavola…che c’è posto anche per lui, va la!)

    “C’era una volta un giovane in mezzo ad una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno, della vallata.Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane si insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All’improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio che, emergendo dalla folla, disse: “Beh, a dire il vero… il tuo cuore è molto meno bello del mio”. Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti, quelli della folla e quelli del ragazzo. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici: c’erano delle zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così che il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio…colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello. Il giovane guardò come era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: “Stai scherzando!” disse, “Confronta il tuo cuore con il mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime”. “E’ vero”, ammise il vecchio, “il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non lo cambierei mai con il mio! Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e glielo ho dato e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del suo cuore. Ma, certo, ciò che dai non è esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo a cui, però, sono affezionato: ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso. Altre volte, invece, ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che ho provato anche per queste persone e… chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi adesso cosa sia il vero amore “in carità”?”.
    La carità tutto copre, tutto crede,
    tutto spera, tutto sopporta.
    La carità non avrà mai fine.
    Queste sono le tre cose che rimangono:
    la fede, la speranza e la carità:
    ma di tutte…la più grande è la carità.

    E’ tutto.